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Amelia Parisi ritrova il coraggio

di Amelia Parisi
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Pubblicato il 23/07/2021 20:17:06

 

In questi ultimi giorni ho deciso di riprendere a pubblicare la mia autobiografia-testimonianza, relativa a quanto successo a me personalmente e alla mia famiglia nell'ambito di tre generazioni.

 

Sebbene non soddisfatta della sua forma letteraria nè della sua impostazione, credo che comunque conservi il suo valore di denuncia delle terribili violenze familiari che si celano spessissimo dietro troppe, davvero troppe maschere di famiglie apparentemente normali.


"La famiglia è la radice di ogni male", se ricordo bene la frase detta da Dario Argento, uno che i volti del male ha saputo rappresentarli bene senza mascherarli.
La violenza psicologica esercitata, spesso inconsapevolmente e inconsciamente, dai genitori sui figli, finisce col generare persone depresse, fobiche, violente, ossessive, psicopatiche, sadiche, masochiste, autistiche... insomma emotivamente danneggiate, con la conseguenza che il danno si scaricherà sulla generazione successiva o sulle altre persone che verranno in contatto con loro.
Per spezzare la catena bisognerebbe "curare e guarire" per tempo queste situazioni, ma ahimè, la cosa risulta difficilissima sia per mancanza di medici adeguati e di strutture capillari, che per mentalità arretrata e tendenza dei pazienti a non voler dolorosamente crescere affrontando i traumi subiti... per non parlare di tanti altri ostacoli che porterebbero il discorso troppo lontano.
Tutto ciò che io posso fare, e che sento il dovere di fare, è denunciare la situazione vissuta, parlarne, fare in modo che la gente ne venga a conoscenza. Voglio sopratutto suscitare indignazione e rifiuto, perchè non si può assolutamente accettare l'omertà in famiglia, quell'omertà ritenuta quasi doverosa e inevitabile e che rende leciti e quasi "normali" comportamenti che in altri contesti sarebbero considerati criminali.
Minacce, ricatti, mobbing, bullismo, privazione dei mezzi di sostentamento, trascuratezza, mancanza di cure, povertà provocata da condotta irresponsabile, mancanza di sostegno psicologico, violenza emotiva, verbale e fisica, plagio, manipolazione, gioia sadica del dolore altrui, umiliazione, svilimento. Tutto ciò è inaccettabile tanto più che la famiglia dovrebbe essere il luogo dell'amore e della protezione per eccellenza.
Quando avevo ormai perso la speranza di salvarmi, come si evince nell'ultimo capitolo, sono accaduti eventi imprevedibili, non (ancora) descritti nel mio componimento, che sembravano potermi dare una speranza di vita. Avrei voluto dedicarmi ad un altro tipo di letteratura, più positiva e costruttiva, magari per condividere nuove intereressanti conoscenze che nel frattempo avevo acquisito.
Invece il mio karma negativo non vuole proprio lasciarmi in pace e ha deciso di riportarmi indietro al punto di prima, in un modo o nell'altro.

Avendo ormai perso ogni speranza nella giustizia umana e nelle sue leggi, che esistono solo teoricamente ma poi non vengono applicate per difendere i diritti delle vittime, mi ritrovo dunque ancora una volta a lasciare la mia testimonianza sperando sopratutto che sia utile a chi, trovandosi in situazioni simili ma non ancora così gravi, possa trovare il coraggio di tirarsi fuori per tempo.
Lo so, il mondo là fuori fa paura, e i demoni che ci portiamo dentro fanno altrettanto paura, ma sappiate che accettare compromessi con familiari violenti e sadici serve solo a prolungare la nostra agonia e il loro divertimento. Personalmente penso che sia sempre meglio farsi massacrare da degli estranei piuttosto che dai propri genitori o dai propri fratelli.
Se proprio uno deve finire massacrato, ovviamente.

 

Tutto il testo andava riveduto e corretto, riscritto sicuramente in più punti, ma ora non ho il tempo di farlo e spero che chi è interessato all'argomento sorvolerà su questi aspetti.

Può darsi che ci siano persino errori nell'ordine dei capitoli e che qualcuno sia addirittura andato perduto. In realtà avevo a suo tempo deciso di cancellare tutto il componimento e solo una momentanea esitazione ha consentito di salvarlo nell'archivio del sito.

In questo momento non so dirvi se ci saranno aggiornamenti o integrazioni. Le cose stanno andando molto male perchè per l'ennesima volta non sono riuscita a difendere il mio diritto a vivere. E stavolta, non per questioni psicologiche, ma puramente legali, ovvero nessun avvocato ha voluto o saputo difendere la quota ereditaria che mio fratello mi sta portando via con minacce e ricatti, eredità da cui dipende la mia possibilità di vita nel senso più materiale del termine.

Ma questa brutta storia andava raccontata, che abbia senso oppure no, che sia scritta bene o male, che sia noiosa e ridondante oppure interessante .
O, quanto meno, quest'idea mi aiuta a sentirmi meno sola e non totalmente inutile, in un mondo dove le cose, nel migliore dei casi, sembrano andare a casaccio, e conquistarsi un pò di gioia equivale a pescare l'unico biglietto vincente da un bussolotto pieno di avvisi di disgrazie e avversità.

 


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