:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 204 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Tue May 19 18:41:28 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

l’aria è ancora ferma

di Alessandra Ponticelli Conti
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 28/03/2026 06:34:29

    L'identità non è un luogo, ma lo sguardo di chi quel luogo ce l'ha consegnato                                       

                                                

Costantina, 1 novembre 1954  

 

La radio gracchia. Il Professore Haddad chiude per l'ultima volta la porta di casa. Guarda le pareti bianche, l'ombra del gelso nel cortile, la polvere che danza in un raggio di sole; sente il silenzio farsi pesante come un macigno, un nodo alla gola che sa di addio. 

Non ha più una cattedra, ha con sé solo il peso ignoto del futuro.

 

A Costantina l'aria è ancora ferma, ignara del fumo che di lì a poco scenderà dalle sue rupi, delle esplosioni che illumineranno il buio, del fumo acre degli incendi che riempirà le città invase dal fragore della guerriglia.

Il professore, assieme alla moglie Layla e al figlio Farid, mescolandosi a decine e decine di persone in fuga, raggiunge il porto di Algeri e imbocca la passerella.

Layla e Farid lo seguono in silenzio.

Con sé ha solamente quattro valigie pesanti, legate con lo spago.

Dentro non ci sono vestiti, ma secoli di parole.

 

Il molo è un grande ammasso di ferro: soltanto salmastro e grida. L'acqua è nera come l'inchiostro, le navi gemono contro le banchine mentre le ciminiere offuscano il cielo. Con lo sguardo perso di chi ha deciso di abbandonare tutto,  il professore  sa bene che  adesso l'unica salvezza possibile è cercare un approdo verso l'Europa, prima che  la guerra divori ogni cosa.

 

Torino, autunno 1968

 

L'aria sa di nebbia e fumo di fabbrica, anche di quello della fabbrica nella quale ora lavora come operaia Layla.

Farid ha quattordici anni e il passo di chi non vuole disturbare il mondo.

Se c'è una cosa che ha sempre detestato è il rumore insopportabile che solo gli esseri umani sanno fare.

Suo padre è morto un anno prima, lasciando un vuoto che divora il cuore e le viscere.

Come un automa, Farid cammina lungo Corso San Maurizio, si china sotto un grande platano e raccoglie una foglia gialla. Gialla come il deserto della sua terra. La tiene tra le dita come fosse un sottile segnalibro di seta.

 Una volta a casa, nell'ingresso poco illuminato e stretto, Layla lo guarda con occhi interlocutori e preoccupati:

"Ancora, Farid? Le tasche piene di foglie secche. E' un'ossessione, figlio mio. Smettila, sembri uscito di testa. Si' pessi di ciriveddu come tuo nonno Calogero quando sognava di tornare in Sicilia e immaginava di vederla galleggiare nel mare d'Algeria." 

Lui non risponde. Va dritto verso l'angolo della stanza di suo padre dove riposano le quattro valigie. Sono ancora lì, aperte, con quel loro profumo di mare lontano e quel sentore di cuoio vecchio, come se qualcuno le avesse posate lì in quel momento.

Farid ne accarezza una. Sopra a uno dei tanti libri c'è una piccola chiave arrugginita. L'unica cosa capace di aprire un mondo che non esiste più. Da una delle valigie estrae un volume di poesia araba, le pagine fini come veli. Inserisce una foglia tra i versi che il padre gli leggeva da piccolo per farlo addormentare:

"Il luogo più nobile al mondo è in sella a un cavallo in corsa,

e il miglior compagno nel tempo è un libro."

(Al- Mutanabbi)

La madre resta sulla soglia, spaventata da quel silenzio. Teme che per Farid non ci sia più speranza e che ormai suo figlio viva in un mondo che solo lui conosce e dentro il quale nessuno è autorizzato a entrare.

Farid sa che quel suo comportamento può apparire strano, ma per lui ogni foglia raccolta è una sorta di ringraziamento, il ponte che lo unisce al padre, a quel padre a cui deve tutto, perché gli ha insegnato quello che più conta nella vita:

"Figlio mio, impara ad amare i libri: sono l'unico modo  per abitare mille mondi ogni qualvolta il tuo ti viene tolto."

Premendo delicatamente sul libro, Farid sente il fruscio della carta, della foglia raccolta, e  l'odore del padre.

E' l'unico modo che conosce per non lasciarlo andar via un'altra volta.

 

 

 

Poesia ispirata alla lirica algerina degli anni '50 

 Il suono dei gelsi

 

Il cuore si è fatto stretto, ma la casa è grande.

Non piangere, Farid, il suono dei gelsi:

le radici fanno germogliare anche i silenzi,

e il domani fiorisce anche se ti fermi.

 A.P.

 

  


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Alessandra Ponticelli Conti, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Alessandra Ponticelli Conti, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: L’inseguimento (Pubblicato il 15/05/2026 14:48:59 - visite: 64) »

:: Lo scompartimento (Pubblicato il 03/05/2026 15:35:24 - visite: 106) »

:: Mercoledì di ordinaria inerzia (Pubblicato il 29/04/2026 15:45:29 - visite: 87) »

:: La Senna non dimentica (Pubblicato il 25/04/2026 18:27:55 - visite: 212) »

:: Dove la terra è smossa (Pubblicato il 01/04/2026 18:06:05 - visite: 204) »

:: Notte di San Lorenzo (Pubblicato il 01/03/2026 08:47:10 - visite: 319) »

:: La sindrome di Stendhal (Pubblicato il 05/03/2024 13:22:55 - visite: 635) »

:: Scrivere per non morire (Pubblicato il 08/03/2021 10:23:29 - visite: 936) »

:: Ti ricordi di me? (Pubblicato il 13/07/2019 15:19:47 - visite: 836) »

:: Ci si abitua a tutto (Pubblicato il 21/06/2018 11:27:24 - visite: 1129) »