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Momò

di Marisa Righetti
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Pubblicato il 18/06/2010 08:10:35

Momò

Mi scoraggia vedere i miei pensieri finire nelle carta straccia. Mai trascritti. Sul computer invece finiscono in memoria. Ho attivato da alcuni giorni Assistence d’Office che mi ricorda sempre di salvare. E’ un omino dagli occhi curiosi e sporgenti che mi inseguono come fa un gatto quando si trova con una farfalla a tiro. Allunga una zampa e segnala un errore, mi chiede ulteriori spiegazioni. Funziona.
Il proposito era questo, ma adesso Mòmò mi mostra che se scrivo davvero, se sono convinta, vado avanti anche sulla carta del cesso. Senza decoro, senza ritegno, tiro fuori i dieci mondi al completo e, altro che la Torre preziosa, come Budda definì la persona umana, mi divento un centralino della telecom che poi a sbobinarlo è un inferno. La soluzione tecnica è saggia ma dipende sempre dal Momò del momento.
Non mi piace la parola saggezza, Mòmò che ci penso. Credo nell’ora, nel qui, nell’adesso, in cui c’è ieri e domani. Credo che tutto ciò che accade adesso ha un effetto immediato, pur se spesso invisibile.
Mòmò non registra, crea e smantella ogni metodo, ogni registrazione, ogni ripetizione.
Cos’è per Momò la saggezza se non un flah? il flash. Un’improvvisa intuizione nel tempo di un Momò.
La ripetizione meccanica non è una qualità di Momò. Momò sorride delle abitudini e guarda altrove. Se ne allontana. Anche pregare per un ora sballa, gasa. Momò lo si può percepire, saetta come un fulmine, un flash. Poi la preghiera diviene una ripetizione, una cieca abitudine, priva della saggezza di Momò).

Al dio Momò m’affido questa domenica di Pasqua, offrendogli le mie preghiere personali, eternamente insoddisfatte. Momò non vede che un grano luminoso alla volta che pilucca
poi se ne scorda, lui non registra. Momò crea sempre e soltanto. C’è qualcuno, un giapponese che lo definisce Ichinen. Ma è lui : Momò.
Momò è l’unico che oltre alla saggezza, ha coraggio da vendere , ma soprattutto una grande compassione. La compassione è sempre di Momò. E’ dell’ istante. Come l’amore. Se ci ritorni su col pensiero non è più amore. E’ solo un altro momento di Momò. Momò è un dio da una lunghissima coda e una ruota. Momò è un meraviglioso pavone. Momò è alla luce del sole, è libero, anche quando è tenuto in una grande voliera nel parco. Momò non è nelle biblioteche polverose e deserte. Ci passa solo di sfuggita.. Per fortuna che le idee hanno gambe e camminano. Momò le incontra per strada, dovunque. Momò è splendido, ma quando è triste, è come quando piange un bambino, straziante, un pianto che smuove la compassione delle pietre, degli orsi, persino dei lupi famelici. Ma è solo Momò. Un attimo, poi gli passa. Dovremmo affidarci tutti alla saggezza di Momò. E poi, quando canta…………….
………… scioglie in suoni i lunghi capelli del tempo, si estenua, lucidandosi le scarpe, in un sorriso che è tregua, è venuto a suonare, ad amare e a cantare al ritmo di un’altalena su cui dondola eterno e sempre giovane, rivelando ciò che non appare, la sua eleganza di zebra, il suo essere una verde frontiera, verde spettacolo da inseguire sempre, fino ai laghi bianchi del silenzio. Finchè qualche altro Momò ,non gli dica scansati nigno!


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