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Qualche consiglio, bon ton e tanta riservatezza,

di Danilo Mar
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Pubblicato il 23/01/2011 17:09:22

Qualche consiglio, bon ton e tanta riservatezza, ovvero: provaci!

Se dopo avere a lungo insistito riesci a portarla a cena fuori, ricordati due cose fondamentali: 1. lei è sposata, 2. anche tu. Quindi dovrai scegliere un ristorante fuori città e tenere sempre pronta una banale scusa se – per caso – incontri il “Bertoncelli” della situazione che ti rompe le uova nel paniere. Fidati: può accadere!

È bene parcheggiare la sua auto in modo che non venga notata e in un parcheggio tranquillo ed andare con la tua. All’appuntamento non ti presentare con i fiori o con la classica scatola di cioccolatini. I cioccolatini ingrassano e per i fiori c’è tutta la serata. Scegli un locale dove ti senti a tuo agio (che abbia quello che ti ho scritto in privato) ma non devi far vedere che sei di casa: si renderebbe conto d’essere una delle tante e le donne vogliono essere uniche anche se sanno che così non è! Ricordati la norma d’ingresso: entra prima l’uomo e poi la donna. Nell’uscire è l’esatto contrario. Mi fanno ridere quegli uomini che, giunti davanti all’ingresso del locale si fanno da parte e cedono il passo! Ricordalo: in ogni locale pubblico (bar, ristorante, pub, discoteca, albergo) entra prima l’uomo ed esce prima la donna.

Lascia che sia lei a scegliere il tavolo e laddove il responsabile di sala ne consiglia un altro, insisti per quello che lei ha scelto. Sarà lei a scegliere il posto dove sedersi e normalmente sceglie quello che da le spalle al muro (è un classico). Non commettere la cafonaggine di sederti davanti a lei! Ti metterai seduto o alla sua destra o alla sua sinistra, non c’è una regola fissa.

Non leggere tutto il menù che il cameriere ti porge! Tanto sai cosa prenderai e devi dedicarti a lei non al menu. Non chiederle mai se preferisce acqua liscia o gassata ma le ordinerai entrambe. Se lei è astemia non ordinare per te vino prestigioso. Se lei ama il vino vai incontro ai suoi gusti. E mentre siete ad aspettare tira fuori dalla tasca della giacca il pensierino per lei.

Io che non porto giacche, lo tenevo nel borsello. Io ho sempre regalato biancheria intima che poi finivano con l’indossare per me nel dopocena! Ma io sono io! Scusate l’immodestia.. A tavola ricordati che: - non si dice “buon appetito” quando si inizia a mangiare; - non si dice “salute” quando bevi tu o lei; - non mettere il tovagliolo a mo’ di bavaglio; - se hai ordinato per te degli spaghetti non usare il cucchiaio per avvolgerli, piuttosto impiccati; - spegni sto cazzo di cellulare e ricordati che non siamo più negli anni ’90 quando era chic avere il cellulare che squillava in continuazione! Oggi una persona che conta, il cellulare lo tiene spento: non sei tu a dover essere reperibile ed è solo un oggetto da usare in casi estremi; - durante il pasto, nella pausa per bere, lascia le posate dentro il piatto, non le mettere....lo sapevo...ti hanno portato via il piatto! Te lo stavo dicendo: nella pausa la - o le - posate vanno messe dentro il piatto. Se le metti appoggiate al bordo del piatto e la parte terminale sul tavolo vuol dire che non ne vuoi più; - quando hai finito di mangiare le posate vanno messe a ore 18. Va bene anche a ore 16.20 ma se poi il responsabile di sala ti chiede cosa non è andato bene, non fare la figura del peracottaro.

Ti spiego: mettere ad ore 16.20 le posate vuol dire che hai finito ma non hai gradito; - se prendete del dolce al cucchiaio ordina del moscato (ti consiglio il Gahieroff Trentino o il Cascinetta d’Alba, ma se vuoi il top scegli Ceretto).

Se, invece, preferisce dei dolci secchi, opta per il Sagrantino passito della tenuta Caprai, oppure del Vin Santo di Jermann. Se prende del gelato va bene un demi-sec (con quello di Villa Banfi fai un figurone); - qualche consiglio su i vini da scegliere se lei non ne ha di preferiti: il brindisi iniziale va benissimo con un brut regionale (per gli umbri consiglio quello dei colli Amerini prodotto dalla Cantina Sociale di Amelia) tra i bianchi poche ma valide segnalazioni: il Pinot Grigio di Livio Felluga, il Greco di Tufo di Mastroberardino, il Nozze d’Oro di Regaleali. Tra i rossi il Montefalco di Adanti o Caprai, il Barolo di Schiopetto, il Sassicaia di Angelo Gaja.

Quando siete al dolce arriverà il fioraio – ti costerà un occhio perché è fuori orario ma che ti frega – e le consegnerà i fiori che hai ordinato. Dai per lo meno 10 euro di mancia a chi ha fatto la consegna. Ma quali fiori mandarle? Ti consiglio delle Camelie che stanno ad indicare “bellezza perfetta”. In alternativa le Amaryllis che indicano “elegante bellezza”. Non commettere l’errore di ordinare delle rose: sarebbe un disastro! Le rose parlano un linguaggio esclusivo ma che ha già un fondamento. E alle donne piace pensare che siano loro a menare la danza. Ci saranno altri giorni per le rose.

Sicuramente gradirà un caffè. E anche tu! Che stai dicendo...!!! Corretto? Orrore!!! Corretto un cazzo!!! Il caffè va preso puro. Non commettere l’errore di ordinare “un amaro”. Quelle insulse bevande alle erbe che dovrebbero essere abolite per legge! Chiedi dei distillati di monovitigno. Non le grappe! Quello è un prodotto secondario, il distillato è un prodotto primario. Ti consiglio di chiedere distillati di Jacopo Poli o di Giovanni Poli. Se non li hanno, quel ristorante va cancellato. L’unica alternativa valida ai distillatori Poli sono i monovitigni di Bocchino e il distillato di Teroldego Rotaliano di Marco Donati del Maso Donati.

Se la inviti a cena dopo il 7 novembre, ricordati che siamo in regime di vini novelli e che fino al 31 dicembre si bevono esclusivamente quelli. Il novello è rosso! Anche se da qualche anno c’è chi si ostina a produrre un novello bianco chimato “Brezza”- ce ne saranno anche altri ma io mi rifiuto di conoscerli! Consiglio i novelli regionali e – di ricasco – il Santa Costanza di Villa Banfi, il Falò di Lungarotti e il San Giocondo. Non ti fare portare il conto ma vai tu alla cassa e...non pagare con la carta: risulta nell’estratto conto. Lascia una adeguata mancia per il cameriere: 5 euro possono andare bene! Poi usciti e saliti in auto, non mettere in moto subito...tergiversa...dille che è stata una bella serata e....provi a baciarla e....se ti rifiuta pace! Se ti concede il bacio... ...mi dici dove cazzo la porti ora?

Capisci perché in privato ti avevo detto di scegliere il ristorante di un albergo? L’hai fatto ma tu – cretino – non hai prenotato la camera e ora lei non accetterà di fare la figura della meretrice. Ma sei fortunato, ho provveduto io! Hai la camera 312. Si quella con la vasca idromassaggio. Dove vai! Porta l’auto in garage. In ascensore entra prima lei: tienilo a mente! Ed esci prima tu! Siete al terzo piano. Baciala dolcemente. Siete arrivati...apri la porta...che cazzo fai...non è una chiave....è una scheda magnetica che poi, appena entrato devi...bravo...mettila lì altrimenti non hai corrente elettrica. Me ne vado. Dimenticavo: i preservativi sono nel cassetto del tuo comodino! Come quale! Manco questo sai: l’uomo a letto sta alla destra della donna! Poi... In gamba!




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