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A proposito di vite precedenti....

di Annalisa Scialpi
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Pubblicato il 24/01/2019 11:15:03

Quando si fa riferimento alle vite precedenti

si apre la ‘contesa’ tra coloro che vi credono

e coloro che, per svariate ragioni, spesso per

dogmatismo o ‘paura’, si dimostrano

scettici o addirittura ostili (come se l’ipotesi

andasse a ledere i propri ‘contenuti di fede’).

In realtà è probabile che sia la formula ‘vite

precedenti’ a trarre in inganno, perché inganne-

vole è la dimensione della temporalità, valutata

secondo una logica lineare che inizia con la

‘nascita’ e finisce con la ‘morte’.

Ciò che è ‘precedente’ continuamente vive

nell’unico punto che è il momento presente

e se potessimo riunire le impressioni generate

dalla ‘messa in quadro’ del passato (o vita pre-

cedente) ci rendemmo conto del processo

‘a ripetizione’ di alcuni eventi.

Allora perché negare che questo processo o ciclo

del divenire sia limitato ad una sola esistenza?

Perché ‘mettere in riga’ la dimensione percettiva

In una dimensione omologante e riduttiva del

tempo lineare?

La prospettiva della reincarnazione apre alla

dimensione della speranza e ad una diversa

concezione della temporalità, che diventa non

‘limite’ ma ‘occasione’ di sfruttare appieno i nostri

talenti in considerazione delle possibilità evolutive

della nostra anima, che non finiscono con la ‘morte’.

Tali possibilità evolutive dipendono dal nostro impegno

e dalla nostra certezza, più che fede, nell’evoluzione dell’anima

e ci spingono a non darci mai per vinti, anche a 150 anni, perché

non ci sono limiti temporali al compito dell’anima che siamo

venuti a ‘ricordare’ e compiere.

Annalisa Scialpi


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