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Ad Anita

di Antonio Vittorio Guarino
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Pubblicato il 24/09/2016 20:47:22

I pomi amari del sorbo arrossiscono tra i rami,
ed è il segno che presto indosseremo maglioni,
al mattino, e, a sera, guarderemo dalla finestra
la nera forma delle case e le luci accese di
stanze dove la vita prosegue nel segreto
di gesti goffi e familiari, di labiali non letti

per discrezione, e di atroci tenerezze e pensieri

che il bambino sopporterà con la fronte alla mano e l'inquieto
desiderio di venirne a capo, venire a capo di ogni cosa.
E mentre considero tutto questo, tu ti avvicini
con un astro settembrino tra i capelli, e mi dici
che il viola è un colore paziente, che in esso

il rosso si acquieta ed il blu si accende,
e che non sai se il tempo passi o se il tempo ritorni;
che presto ogni mattino indosseremo maglioni

e che a sera dalla finestra vedremo le luci accese

nelle case nere e le coppie mute gesticolare

e il bambino, fronte nel palmo, pensare chissà cosa...

Il fiore cade e tu ti allontani, e mentre mi lasci le mani
con un sorriso chiedi: "Ma domani...? Come sarà domani?".


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