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Il virus

di Veronica Manghesi
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Pubblicato il 05/04/2020 10:50:09

IL VIRUS

 

Declina l'inverno in narcisi chiassosi,

campane piangono stonate la coda

di asciutti feretri, non un bianco fiore,

non un lamento ad accompagnar la fine.

E la muta rabbia schiuma in saliva,

il fragore del morbo tutto dilacera,

frena abbracci, separa sguardi e affetti

che nudi affogano in brande senza aliti.                    

 

Qualcosa di bello si forma di nuovo

nelle mie mani, stormenti rondini,

tu credi siano sperse, lassù nell’aria,

ma sull’orlo del cielo trasaliscono

di primavera, intatte vibrano nel vento

con cui soffolcere nostalgie carponi,

quando intatte libravano nell'intimo

fremere, di libero gioco assunte.

 

Sono nel vento, ti colgono rapide

tu che in un livido giaciglio resti,

tu che aspetti solo alla muta finestra,

padre,  portano il loro succhio di vita,

ti svolgono dal virus che costringe

aprendo il sorriso alla speranza viva,

resisti, che l’affanno nelle mie mani

finalmente nelle mie mani più non sia.

 

 

 

Veronica Manghesi

01/04/2020 – Pandemia Covid19

 

 

 


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