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La vita della parola


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Pubblicato il 24/08/2020 12:00:00

 

*

 

Spesso un bianco di pagina accoglie

la sera nel canneto e tu torni

come una brezza lieve: ad occhi chiusi

senza voce né tempo nel volo delle rondini

sfociano gli istanti. Pare vero il mio andare

nei tuoi occhi, la corsa per tagliare l’aria

che ci avrebbe accolti. Venne poi la pioggia

a cancellare le tracce, a portarti da sola

all’altro lato della nostra notte.

 

 

*

 

C’erano quattro finestre in quella casa. 

Quattro finestre eternamente chiuse.

E c’era qualche sogno appeso alle pareti,

qualche follia legata alle finestre chiuse.

Ma non c’era più la vita in quella casa.

 

 

*

 

Saperti in un posto inimmaginabile,

vederti passare dove le querce

mutano con le stagioni.

Guardare la salita degli affanni,

gli specchi dei cambiamenti.

E chiedersi fino a che punto

gli impostori siano amici del dolore.

Fin dove arrivino le orme

ora che i tuoi sentieri

si perdono nella misura

dei pensieri.

 

 

 

Da La vita della parola, Bonifacio Vincenzi, Macabor Editore, 2020

 

 


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