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La strage degli aquiloni


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 31/05/2021 12:00:00

 

Scapolo a quarant’anni ci sarà un motivo,

l’imperativo biologico

è un usuraio, i rami affamati si inturgidiscono,

insetti e pianeti obbediscono a uno stesso fuoco;

le passanti si fanno di giorno in giorno più giovani

per ogni mattina che esco

ad annodare il nastro di ferro alla sua bobina,

ma il vento dell’Artico segue la loro scia

complicando alle navi le manovre di attracco;

si direbbe una giornata storta per pescare,

le crocerossine sono state trasferite,

avessi più tempo per osservarle lucidare telefoni

con lo zelo dei martiri ai tempi di Diocleziano,

ma nessuno oltre ai tossici occupa

gli ultimi posti delle corriere notturne,

nessuno condivide i miei attaccapanni

in estate paurosamente vuoti,

 

non penso ad altro

che a una pelle di antilope solo per me

calda, fragrante, piombo fuso sull’inguine.

 

 

[ da La strage degli aquiloni, Guglielmo Aprile, Robin Edizioni ]

 

 


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