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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Cambalache

di Enrique Santos Discépolo  

Proposta di Maria Musik »

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Pubblicato il 07/05/2011 10:17:52

Questa canzone, scritta nel 1935, descrive la società del tempo paragonandola al banco di un rigattiere,  “Cambalache" come nel titolo, e profetizza ciò che sarebbe stato nel 2000.

E' scritta da un musicista italo-argentino, un nostro connazionale immigrato agli albori del 1900. Divenne un compositore di famosi tango, dei quali curava parole e musica, e molto altro.

Se vi va di ascoltarlo, andate nella sezione video.

 

 

Que el mundo fue y será una porquería

ya lo sé...

(¡En el quinientos seis

y en el dos mil también!).

Que siempre ha habido chorros,

maquiavelos y estafaos,

contentos y amargaos,

valores y dublé...

Pero que el siglo veinte

es un despliegue

de maldá insolente,

ya no hay quien lo niegue.

Vivimos revolcaos

en un merengue

y en un mismo lodo

todos manoseaos...

¡Hoy resulta que es lo mismo

ser derecho que traidor!...

¡Ignorante, sabio o chorro,

generoso o estafador!

¡Todo es igual!

¡Nada es mejor!

¡Lo mismo un burro

que un gran profesor!

No hay aplazaos

ni escalafón,

los inmorales

nos han igualao.

Si uno vive en la impostura

y otro roba en su ambición,

¡da lo mismo que sea cura,

colchonero, rey de bastos,

caradura o polizón!...

¡Qué falta de respeto, qué atropello

a la razón!

¡Cualquiera es un señor!

¡Cualquiera es un ladrón!

Mezclao con Stavisky va Don Bosco

y "La Mignón",

Don Chicho y Napoleón,

Carnera y San Martín...

Igual que en la vidriera irrespetuosa

de los cambalaches

se ha mezclao la vida,

y herida por un sable sin remaches

ves llorar la Biblia

contra un calefón...

¡Siglo veinte, cambalache

problemático y febril!...

El que no llora no mama

y el que no afana es un gil!

¡Dale nomás!

¡Dale que va!

¡Que allá en el horno

nos vamo a encontrar!

¡No pienses más,

sentate a un lao,

que a nadie importa

si naciste honrao!

Es lo mismo el que labura

noche y día como un buey,

que el que vive de los otros,

que el que mata, que el que cura

o está fuera de la ley...

 

Che il modo è stato e sarà una porcheria

già lo so ...

(Nel cinquecentosei

e anche nel duemila !)

Che sempre ci son stati ladri,

macchiavellici e truffatori,

contenti e vigliacchi,

sfacciati e falsari ...

Però che il secolo venti

sia un dispiegamento

di malvagità insolente,

non c’è chi lo neghi.

Viviamo rotolandoci

in un pasticcio

e in uno stesso fango

tutti maltrattati ...

Oggi è lo stesso

essere retto o traditore ! ...

Ignorante, saggio o ladro,

generoso o truffatore!

Tutto e’ uguale!

Niente è meglio!!

E’ lo stesso un asino

che un grande professore!

Non ci sono bocciati

ne graduatoria,

gli immorali

ci hanno uguagliato.

Se uno vive nell’impostura

e un’altro ruba per ambizione,

e’ lo stesso che sia prete,

materassaio, re di bastoni,

faccia tosta o clandestino...

Che mancanza di rispetto, che assalto

alla ragione!

Chiunque e’ un signore!

Chiunque e’ un ladro!

Mescolato con Stavisky va Don Bosco

e “La Mignon”,

Don Chicho e Napoleone,

Carnera e San Martin...

Come nella vetrina irrispettosa

dei rigattieri

si mischia la vita,

e ferita per un lama senza filo

si vede piangere la Bibbia

accanto allo scaldabagno...

Secolo venti,

problematico e febbrile ! ...

Chi non piange non poppa

e chi non ruba e’ un fesso !

Dai dacci dentro,

Dai, che va bene tutto!

Che la giù all’inferno

ci troveremo!

Non pensarci più.

stattene in disparte

che a nessuno importa

se sei nato onesto

E’ lo stesso chi lavora

notte e giorno come un bue

e chi vive dagli altri,

chi uccide, chi guarisce

o sta’ fuori dalla legge…

 

 

Fonte: http://www.bsairestango.com/post/cambalache.aspx


 



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