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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Notturno londinese

di Luigina Bigon 

Proposta di Alberto Rizzi »

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Pubblicato il 28/06/2017 20:15:17

Questa notte Londra è più lugubre del solito

con quei suoi angeli neri,

li ho visti volare dappertutto

poi scendere con il paracadute.

Le sirene gridano lungo le corsie di sinistra

le auto saltano sui corpi morti degli sbirri,

un ton-ton che sferra l'asfalto

e lo ingrigisce più delle catene.

È un labbro opaco che si sporge

una carezza di corvo l'ala

un gracchio di rana il canto.

Le auto roteano incurvandosi

insieme alle bow windows vittoriane

un barocco quasi quasi cimiteriale

con i giardinetti pieni di sterpi

e cose vecchie. Londra dei gentelmen

riposa sontuosa intorno a Piccadilly Circus

là dove tutto è massimo fulgore, ma qui

in questo quartiere riposa il terzo mondo

che ancora sorride e fa pena.

Chissà dov'è la verità, forse a Brixton

insieme agli afro così poveri, ricchi di dignità.

Anche la mano si è fatta nera, fa paura.

La testa si sgretola come un vaso di cotto

il corpo si ritrae istintivamente.

La notte è lunga.


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