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Ferdinando Battaglia
- 26/11/2017 14:38:00
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Gli occhi che si sono fissati nella memoria del cuore, perché sguardo di una relazione significativa, importante, possiamo pensare addirittura indissolubile, come quella che può esprimere il legame madre-figlio, hanno avuto e hanno ancora nel ricordo il tratto "trascendente" la terrestrità, cioè quella "nuvola bianca", ieri figura che vuole rappresentare per analogia lesperienza interiore vissuta traverso quella relazione, direi unimmagine spirituale, mistica, oggi assurta a simbolo "scabro" di unascesi del cuore, però non priva di quella luce bianca che, al di qua della Verità, tuttavia si può sperimentare, poiché "omnia vincit amor" (Virgilio) ovvero ogni distanza spaziare, temporale ed ultraterrena, proprio perché lamore non si disperde neppure con la morte, ma rimane "vivo" eternamente, solo, come diceva una mistica, "cambia di stanza".
Scusami, Alessandra, se sono uscito dal seminato, ma qui da te vi è tanta bellezza...
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Arcangelo Galante
- 26/11/2017 10:53:00
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Buongiorno, Alessandra, senza togliere nulla di piacevole alla pubblicazione, sinceramente non riesco a definirla poesia. Trovo un romantico pensiero che rispecchia una sensazione percepita in un ricordo dell’ieri, coniugato al presente. Credo che manchi qualcosa perché lo sia. Ovviamente, è la mia personale opinione e nulla più. Grazie per avermi letto. Serena domenica.
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