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Angelo Naclerio
- 12/06/2025 00:32:00
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Caro Salvatore grazie. Concordo con te. Bellezza è per noi umani anzitutto ricerca, il più possibile libera dalle nostre pur inevitabili precognizioni, aperta e fiduciosa. Mi pare infatti che abbia facilmente sembianze non immediatamente riconoscibili, spesso venendo e mostrandosi per tempi luoghi e modi inconsueti e sorprendenti. Un abbraccio.
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Angelo Naclerio
- 10/06/2025 22:25:00
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Ma grazie Vincenzo! Bellissimo il tuo aver qui riportato, ad arricchire la mia proposta, la poesia di Gibran, che è proprio quella cui mi riferisco nel secondo verso. Bellezza è un tema enorme, sul quale mi sto pian piano con turbamento interrogando, cercando poi in versi di comunicare. Penso che se tutti noi poeti, o aspiranti tali, ci volgessimo al segreto della Bellezza per farla parlare attraverso noi con maggiore consapevolezza, potremmo, forse, aiutare questo nostro mondo ad essere meno sanguinario crudele e cinico. Ancora grazie, un caro saluto.
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Vincenzo Corsaro
- 10/06/2025 19:04:00
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Davvero bella questa poesia che parla della Bellezza. Ma siccome hai citato Gibran, ti copio la sua poesia (che sicuramente avrai letto e che anchio ho riletto con vero piacere) che parla della bellezza che è unestasi. Ciao Angelo :)
Sulla Bellezza di Khalil Gibran
E un poeta domandò: Parlaci della Bellezza. Ed egli rispose: Dove cercherete la bellezza, e dove pensate di trovarla, se non sarà lei stessa vostra via e vostra guida? Come potrete parlarne, se non sarà lei stessa la tessitrice del vostro discorso? L’afflitto e l’offeso dicono: «La bellezza è benevola e gentile. Cammina tra noi come una giovane madre, quasi schiva del proprio splendore». E l’appassionato dice: «No, la bellezza è qualcosa di possente e pauroso; Come tempesta, fa tremare la terra sotto di noi e il cielo sopra di noi». Lo stanco e l’accasciato dicono: «La bellezza è un tenue bisbiglio. Parla nel nostro spirito. La sua voce si adegua al nostro silenzio come una debole luce che trema per timore dell’ombra». Ma l’irrequieto afferma: «Abbiamo udito il suo grido tra i monti, E col suo urlo un rumore di zoccoli, e un battere di ali, e un ruggire di leoni». A notte i guardiani della città dicono: «La bellezza sorgerà a oriente con l’aurora». E nel meriggio gli operai e i viaggiatori dicono: «L’abbiamo vista affacciarsi sulla terra dalle finestre del tramonto». D’inverno, chi è isolato dalla neve dice: «Arriverà a primavera, saltellando sulle colline». E nel calore dell’estate, i mietitori dicono: «L’abbiamo vista danzare con le foglie d’autunno, e aveva tra i capelli uno spruzzo di neve». Tutto questo avete detto della bellezza, Ma in realtà, non parlavate di lei, ma di bisogni insoddisfatti; La bellezza non è un bisogno, ma un’estasi. Non è una bocca assetata né una mano vuota protesa, È piuttosto un cuore infiammato e un’anima incantata. Non è l’immagine che vorreste vedere, e non è il canto che vorreste udire, È piuttosto un’immagine da vedere a occhi chiusi e un canto da udire con le orecchie tappate. Non è la linfa nei solchi della corteccia, né un’ala accanto a un artiglio. È piuttosto un giardino sempre fiorito, e una moltitudine d’angeli eternamente in volo. Popolo d’Orphalese, la bellezza è la vita quando la vita toglie il velo dal proprio volto santo. Ma voi siete la vita e siete il velo. La bellezza è l’eternità che si contempla in uno specchio. Ma voi siete l’eternità e siete lo specchio.
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