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Commenti al testo di Antonio Terracciano
Reddito di cittadinanza

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 Ferdinando Battaglia - 22/10/2018 06:11:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Mi permetto di dire che il paragone non mi sembra calzante.
Si può certamente discutere sulla qualità risolutiva del problema, ma se l’alternativa fosse unicamente una disoccupazione a costo zero ovvero a carico di famiglie già di per sé in difficoltà economicamente, allora è pur sempre una dignitosa redistribuzione della ricchezza; dopodiché, allentando alcuni vincoli burocratici, si potrebbe pensare a trasformare l’"elargizione " in compenso ovvero in retribuzione di temporanei "lavoratori" socialmente utili (supporto operativo a figure operaie o professionali già in attività di beneficio pubblico e collettivo).

 Franca Colozzo - 06/10/2018 12:28:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Grazie Antonio per il tuo saluto che ricambio di cuore. In verità si avverte in questo sito la mancanza della tua autorevole voce, perlomeno dissonante rispetto al coro, come è anche quella di Salvatore Santoro o di altri che adesso non mi sovvengono.
Si cresce solo nel confronto e non nel monologo di chi crede di avere le chiavi del regno della poesia. Siamo umani e fallaci e, in quanto tali, dovremmo prestare più ascolto alle voci controcorrente che a quelle che esaltano le nostre composizioni o per piaggeria o per amicizia. Ovviamente ognuno si compiace di essere osannato e portato in trionfo come gli antichi imperatori romani, ma deve essere sempre consapevole che tocca "ai posteri l’ardua sentenza".
Ritornando al tema del reddito di cittadinanza, credo che sia un altro fiore di loto per addormentare le coscienze dei giovani già sopite. Molti inneggiano ad esso pensando ad una qualche forma di occupazione. Ma ricevere un’elemosina non è come guadagnarsi la pagnotta. Solo nella responsabilizzazione del proprio ruolo nella società, si forma la coscienza civile, ovvero di una persona che domani saprà correttamente gestire la "Res publica".
Più concretamente, dal mio punto di vista, si dovrebbero creare più posti di lavoro invece di dispensare elemosine. Mi pare di assistere alla fase finale del degrado italiano, già avviato con i passati governi di destra e di sinistra. Renzi "docet".
Un caro saluto. Ti auguro un buon fine settimana.

 Antonio Terracciano - 06/10/2018 00:33:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

Anch’io ti saluto, gentilissima Franca, e sono totalmente d’accordo con le tue considerazioni. Il mio sogno sarebbe che la maggioranza dei giovani cui è destinato quel reddito di "dignità" , proprio per dignità lo rifiutassero (ma so bene che è solo un sogno... ) Le conseguenze di quella indecorosa "paghetta" potrebbero portare ad un impoverimento di tutti gli Italiani (speriamo di no! ) Ti ringrazio per avere apprezzato le mie poesie, ma penso che trentatré possano bastare (voglio limitarmi a leggere gli altri e, quando mi va, scrivere qualcosa che non sia una poesia) . Ti auguro un buon fine settimana.

 Franca Colozzo - 05/10/2018 23:54:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Antonio, colgo l’occasione per salutarti dal momento che, per tua scelta, non pubblichi più poesie su questo sito (spero di non prendere una cantonata!).
Il tuo aforisma mette il dito nella piaga di un’Italia inetta ed incapace di dare risposte concrete circa il lavoro giovanile. Io, che ho due figlie all’estero, posso dirti con tutta franchezza che questo è un Paese talmente stupido da lasciar andar via i propri giovani dopo averli formati. Gli unici che restano - fatte le dovute eccezioni - sono gli inetti, inabili a confrontarsi con il mondo globalizzato, o i raccomandati oppure gli sfigati che si aggrappano alle famiglie di origine.
Se invece si costruissero vere opportunità di lavoro con sgravio fiscale alle imprese, invece della beneficenza che ottunde la mente e fa giacere nella terra dell’oblio quanti si addormentano sopra di essa (come i mangiatori di loto), allora le cose marcerebbero diversamente allineandoci così ai paesi avanzati dell’area europea.
Mi astengo dal fare un discorso politico, ma il confronto con gli altri non regge proprio, nemmeno con i paesi del terzo mondo dove quasi tutti parlano inglese. Tagliati fuori da ogni confronto, ci avvitiamo su noi stessi in sterili polemiche inconcludenti e contraddittorie.
Per concludere con una nota positiva, spero di poter leggere ancora le tue poesie con la loro ventata di cultura oltreconfine. Un caro saluto. Buona notte