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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 
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Commenti al testo di Maria Musik
Un amore così grande

Sei nella sezione Commenti
 

 Maria Musik - 23/06/2015 20:38:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

PS. Lo trovate qui http://www.scudit.net/mdgabersefossi.htm

 Maria Musik - 23/06/2015 20:34:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Gion ed io siamo ancora insieme... ci si accapiglia ma l’amore non è bello se non è pizzicarello! Spero anche io che ci rincontreremo ancora presto e, meglio ancora, se accadrà qui... ma va bene ovunque.
Quanto al resto ... mi dilungo ma non autocitandomi ma trascrivendo di Gaber questa canzone che è stata sempre proibita dalla radio e dalla televisione italiana:

Io se fossi Dio
(e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi!)
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente:
non sarei mica un dilettante!
Sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o, meglio ancora, a criticare, appunto...
cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese, com’è noioso!
Non commette mai peccati grossi!
Non è mai intensamente peccaminoso!
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sweda
lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare:
avrei fatto un uomo migliore.
Sì vabbe’, lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull’amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po’ meglio!
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna!
Che viene da dire:
Ma dopo come fa a essere così carogna?

Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante!
Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l’avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l’Asia e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato,
ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio
tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po’ coglione,
che quell’uomo è proprio un delinquente, un mascalzone,
un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia...
Io come Dio inventato, come Dio fittizio,
prendo coraggio e sparo il mio giudizio
e dico: Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!
così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente... tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

Sì vabbe’, lo ammetto:
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia...
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora del regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente:
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le palle,
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle!
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forze, ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo...
E tutti quelli che fanno questo gioco
c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo,
che siano untuosi democristiani
o grigi compagni del piccì.
Sono nati proprio brutti o, per lo meno, tutti
finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare a Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione;
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra... o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola "compagno" non so chi te l’ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata.
Compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
e dall’altra si riempiono le galere
di gente che non c’entra un cazzo...
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi!
Compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro!...
Compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti!
Fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale:
perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati
e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia.
Io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili!
Ma come uomo, come sono e fui,
ho parlato di noi, comuni mortali:
quegli altri non li capisco, mi spavento,
non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere.
Di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l’immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c’è tra noi e "gli innominabili":
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento.
Ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all’inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l’unico statista!

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di trent’anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché, logicamente...
io se fossi Dio,
la terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

 Robert Wasp Pirsig - 23/06/2015 20:01:00 [ leggi altri commenti di Robert Wasp Pirsig » ]

Sai quanto il tuo stile mi piaccia. Sai anche che se Dio fosse donna avrebbe di te qualcosa. E se fosse uomo, ne avrebbe di Gion. Mi piacerebbe incontrarvi più sereni. E ancora qui.

 Franco Bonvini - 21/06/2015 00:51:00 [ leggi altri commenti di Franco Bonvini » ]

A me è molto piaciuta invece, tanto che l’ ho condivisa (scusa se non ho chiesto il permesso).
Anche se il mio parere non vale perchè troppo coinvolto.
Ho una zia che l’ alzhaimer s’è presa un pò per volta fin che non era possibile tenerla a casa.
La compagna, ormai "zia" da tempo per noi, va a passare ogni giorno con lei, come farebbe ogni uomo.
Anche se non la riconosce riconosce i sorrisi e li ricambia.. come una bambina.


 Maria Musik - 20/06/2015 19:08:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Veramente, Giovanni, credimi: non capisco perchè tu ti sia risentito. Ero sincera quando ho scritto che trovavo non solo leggittimo ma doveroso accogliere un commento non plaudente e prendere spunto da consigli e correzioni per migliorare stilisticamente. Non ero nè ironica nè risentita.
Quanto al resto abbiamo scambiato idee, differenti, sulla letteratura ma non intravedo in questo alcun motivo per rinunciare a commentare e dirsi addio... non capisco proprio: era un confronto e diventa un addio? Cosa mi è sfuggito? E se involontariamente ti ho offeso, ne sono dispiaciuta ma ripeto, credimi, non capisco come.

 Giovanni Baldaccini - 20/06/2015 17:47:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Baldaccini » ]

Che abbia citato Céline non significa che la sua visione sia la mia; lo sappiamo, lui era un tantino "particolare". Si può benissimo non essere d’accordo neppure con Manganelli, per carità ed avere visioni personalissime della letteratura, per carità; infatti, io detesto il romanzo storico e affini. Quanto ai FATTI, essi sono FATTI: la letteratura - secondo me, ahimé, dovrebbe esserne trasfigurazione capace di rimandare a un "senso altro" che i FATTI non hanno, ma capisco che il tema è CALDO e lo scambio "letterario" estremamente difficile, come sempre quando c’è la politica di mezzo, pur avendo io, a quel che ne so, le tue stesse idee in materia. Da parte mia, non avrei mai commentato questo testo se non invitato a farlo, ma mi hai invitato e, visto che parliamo di "diversità", accetta serenamente la mia visione "diversa" - e di molto - dalla tua. A proposito, detesto anche la polemica, e dunque, visto che qui, per un verso o per un altro, non si riesce proprio ad evitarla, mi confermo nella giustezza della mia posizione di NON commentare mai e, a questo punto, mi sembra anche di NON scrivere più dove le critiche o le citazioni, anche amichevoli e comunque tanto per far vedere un po’ quanto siamo colti, vengono male interpretate e rivolte sul personale. Con i soliti saluti affettuosi ed un cordiale addio.

 Maria Musik - 20/06/2015 17:01:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Fuori dall’argomento del giorno, non sono d’accordo con l’affermazione che la letteratura è allusione, simbolo, metafora, persino "MENZOGNA" come diceva Manganelli, mai FATTO. A meno che non si stia parlando di voler spacciare un articolo chiaramente giornalistico con un racconto... ma non è questo il caso. Se ciò che afferma Manganelli fosse vero tutti i racconti, romanzi e poesie di denuncia sociale o di carattere storico sarebbero, automaticamente, fuori dal panorama letterario mondiale. Eppure abbiamo studiato capolavori che si dipanavano raccontanto fatti, poesie che li celebravano... intere correnti letterarie sarebbero escluse dalla storia della letteratura.
Che la "la trama è roba da fruttivendole; la letteratura è stile", a parte lo snobbismo radical chic che avverto nell’uso della fruttivendola come pietra di paragone, è un paradosso. Se la trama non regge, lo stile diventa mero esercizio estetico. Sinceramente, si possono mettere in fila allusioni, simboli, metafore e menzogne finemente confezionate e non dire assolutamente nulla di sensato perchè privo dell’ossatura che è la trama di un racconto come di un romanzo. Se parliamo di poesia, forse, ci sta l’estetica pura, anche se non come assoluto, ma se stiamo nella narrativa quale narrazione può essere priva di fatti, veri o immaginari, e di un filo conduttore, magari anche sottaciuto o clamorosamente desueto e fuori dai canoni più in voga? Solo dicendo "stava camminando" si cita un fatto. Oltretutto lo stesso famoso romanzo "Il Voyage", narrando la storia di un medico che combatte durante la Prima Guerra Mondiale, poi raggiunge prima le colonie e, subito dopo gli Stati Uniti, per infine approdare in Francia dove si dedicherà alla cura dei meno abbienti, mi pare tutto meno che privo di trama e di denuncia sociale.
Quanto allo stile... non sono Céline e, quindi, pronta ad accettare ogni correzione o suggerimento stilistico ed, anche, che il mio stile sia considerato, a ragione, insufficiente e/o possa non piacere. Questo rientra nel corretto rapporto che si dve avere con il proprio ego e, soprattutto, con il lettore.

 Giovanni Baldaccini - 20/06/2015 15:30:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Baldaccini » ]

Esatto Maria, una DENUNCIA, legittima e ben fatta, ma denuncia. La letteratura è allusione, simbolo, metafora, persino "MENZOGNA" come diceva Manganelli, mai FATTO. Un mio maestro mi avvertiva spesso: "non è importante QUELLO che dici, ma COME lo dici. Non l’ho dimenticato. O ancora, come affermava Céline, col solito tatto: "la trama è roba da fruttivendole; la letteratura è stile". Mi dispiace per le persone di cui parli e per quello che hanno subito: detesto ogni forma di persecuzione. Qui però siamo su una pagina che dovrebbe essere letteraria e di quello io parlo, senza, spero, togliere nulla al tuo pensiero; semplicemente, parlo d’altro. Un caro saluto, come sempre.

 Maria Musik - 20/06/2015 14:11:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Caro Giovanni, accolgo il tuo commento anche perchè, in parte vero. E’ un racconto confezionato ad hoc o, almeno, giunto a conclusione e pubblicazione per questa giornata, perchè ci siano voci che si levano per disconfermare l’impressione che l’Italia della "famiglia barilla" sia l’Italia di tutti. Che non sia basato sulla realtà, però, lo disconfermo. Per scriverlo ho scelto di mescolare due storie che mi appartengono alla storia vera di una coppia more uxorio che è stata oggetto di vari giudizi in tribunale, dei quali ho letto gli atti.
Perchè ho scelto di tramutare il racconto autobiografico del mio innamoramento etero in un innamoramento lesbico? Perchè per me non fa differenza alcuna l’orientamento sessuale di chi convive e sceglie di farsi due in uno, di passare da single a coppia. La differenza, invece, c’è eccome (ed anche questo non l’ho sentito dire ma l’ho vissuto attraverso le vicissitudini di amici e conoscenti) nel riconoscimento dei diritti. L’amore è amore, il dolore è dolore e la vita è vita: non fa differenze fra sposati o conviventi, fra etero ed omo quando distribuisce i suoi carichi. Eguali carichi? Eguali doveri e eguali diritti. La parità di diritti e doveri deve essere accordata a tutti i cittadini: per me non esiste distizione che si basi su genere, inclinazione sessuale, razza, nazionalità, stato di salute fisica e mentale o qualunque altra differenza. Siamo tutti diversi ma tutti pari. Oggi la piazza urla per non concedere diritti alle coppie di fatto? La mia voce si leva. Ieri lo ha fatto contro i migranti: la mia voce si è levata. Sinceramente non mi importava molto, in questa circostanza, la cifra letteraria o estetica di ciò che ho narrato: volevo solo dire "Ma non vedete quanto male si fa agli altri quando li discriminiamo? Volete veramente condannare al dolore tante persone in nome di presunte supremazie o unicità?" E l’ho fatto come lo so fare... scrivendo.

 Giovanni Baldaccini - 20/06/2015 13:46:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Baldaccini » ]

sono riuscito a leggere, anche se con strane colorazioni di pagina e "d’inchiostro". Che dirti Maria, una storia triste, quasi confezionata ad hoc, ben portata e commovente (se ci si potesse immedesimare, nel senso "se fosse vera", come purtroppo molte altre storie di sofferenza sono. Non prendo posizione sul tema: troppo delicato. Dico solo che l’amore non può essere sottoposto a discussione o vaglio di alcun tipo. Resta l’impressione del "confezionamento", il che significa che di "letterario" non c’è praticamente nulla, il che significa ancora che, a differenza di altri tuoi, questo non mi è piaciuto, ma anche questo non significa nulla, tranne quello che ho scritto e che è valido, ovviamente soltanto per me. Unn caro saluto.

 Giuliano Brenna - 20/06/2015 12:37:00 [ leggi altri commenti di Giuliano Brenna » ]

bellissimo e coraggioso racconto, drammaticamente reale. E c’è gente che manifesta perché la realtà sia ancora peggio. Complimenti Maria!