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Commenti al testo di Salvatore Armando Santoro
Bambini in guerra

Sei nella sezione Commenti
 

 Salvatore Armando Santoro - 18/12/2017 01:35:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

AD ARCANGELO GALANTE.
Sono classe 1938, caro Arcangelo, e questo ti dice che una guerra l’ho vissuta ed è stata anche dolorosa. Mio padre richiamato a fare una guerra che non gli apparteneva contro della gente che non gli aveva fatto nulla perché un pazzo voleva "ricostruire l’impero sui colli di Roma". Triste conclusione per l’impero ed anche per lui stesso. Ma anche triste conclusione per i tanti richiamati in guerra che non hanno potuto dare e ricevere amore dai propri figli. Partito che avevo due anni, mio padre ritornò nel 1946 che di anni ne avevo 8. In pratica non avevo conosciuto mio padre (e non mi sono - ci siamo - neppure affezionati l’uno all’altro). Odio, pertanto, quella guerra, la guerra e chi le guerre le fa quando potrebbe dialogare e convivere con gli altri stati nel mondo. L’esperienza mia, chiaramente non vorrei che fosse vissuta da altri bambini perché a causa della guerra la fame l’ho conosciuta ed ha un pessimo sapore.
Mi scuso se in rete ci sto poco anche perché ho problemi di collegamento e quest’anno sto gestendo due Bandi Letterari e davvero tempo ne ho poco. Grazie dell’attenzione ai miei tentativi di socializzare emozioni ed anche realtà negative vissute che vorrei che la gente capisse e si battesse per evitarle ad altri.

 Arcangelo Galante - 17/12/2017 20:06:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Apprezzate considerazioni, dal sapore fortemente aspro, che si distaccano dallo speranzoso desiderio, nel voler vedere una situazione più serena, sulle amare riflessioni sociali ed ambientali, descritte dall’autore, inerenti la fame e la morte di tanti bambini in guerra. Dovrebbero piovere gocce d’amore e di immensa solidarietà sociale, affinché, all’unisono, si possano risolvere realtà inaccettabili ed indegne, per definire civile la vivibilità dell’uomo nei luoghi dove, ancora oggi, nel 2017, permangono simili angoscianti tragedie. Purtroppo, l’indifferenza dei potenti e di quanti dovrebbero gestire gli aiuti nei posti disastrati, colpiti da conflitti, povertà ed altre umane sciagure, è sempre dilagante. Occorrerebbe smuovere le coscienze dei governanti, auspicando la speranza che possano sensibilizzarsi dinanzi a qualsiasi disastro sociale dovesse nuovamente colpire il mondo. Altro non saprei davvero cosa aggiungere, se non che resto agghiacciato ed intensamente addolorato nell’aver letto l’aspra realtà pubblicata dall’autore. Ti fa onore l’impegno nel voler divulgare le situazioni descritte, al fine di nutrire la speranza che qualcosa di positivo possa sempre accadere. Davvero un toccante testo, il tuo, carissimo Salvatore!