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Il vuoto pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 
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Commenti al testo di Salvatore Armando Santoro
Tu ce l���hai un nonno?

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 Arcangelo Galante - 08/01/2018 07:05:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Sono davvero espliciti, intensi ed altrettanto veritieri, i ricordi dellautore, poeticamente ben scritti, per ricordare una figura a lui tanto cara.
Non sempre abbiamo la possibilit di conoscere i nostri nonni, ma, la loro figura, rimanda a tutta la saggezza, racchiusa in uno spaccato di vita vissuta, ad altri tempi, in cui le agevolazioni della moderna tecnologia non erano presenti e tutto si svolgeva col duro lavoro manuale.
Un bello spaccato di vita agreste, gi ben descritto nella prima strofa, con quelle carezze date da una mano, divenuta orma ruvida per il duro lavoro di zappatura della terra.
Sono gesti che, per, rimangono nel cuore, cos come tutte le altre piccole azioni quotidiane, il pane raffermo con le noci, lodore del tabacco, la galline da accudire, ma, soprattutto, linclemenza del tempo e le sue stagioni, con cui dover fare, spesso, i conti.
Si, perch il lavoro era durissimo, e, certo, bastava un attimo per veder svanire tutte le fatiche, a causa di una gelata o, peggio ancora, di una stagione arida, perch tutto andasse in fumo.
Da qui la stanchezza, comprensibile, per unattivit che, nel tempo, tutto aveva logorato
Per fortuna che, ogni tanto, qualche foglia di tabacco accartocciata, permetteva di farsi concedere una giusta e meritata pausa, con qualche sospiro: benedetta brina!.
Poesia che ho molto gradito, gentile Salvatore.
Un caro saluto.

 Giulia Bellucci - 07/01/2018 22:17:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

La dura vita contadina ritorna in questa poesia e credo che la vita del contadino sia di poesia davvero vissuta. un lavoro che non ripaga molto se non con la bellezza della natura stessa con cui si resta a contatto ogni giorno. Non ripaga perch purtroppo tutto dipende dall’andamento delle stagioni che l’uomo non pu controllare. Qui viene rievocata attraverso il ricordo del nonno, figura molto cara al poeta. La parola pospuro viene usata anche in Calabria, in particolare nel Cosentino che per diventa ’prospuro’ . Immagino che molti dialetti abbiano radici simili.