:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
BUONA ESTATE CON LE NOSTRE LETTURE CONSIGLIATE
Il vuoto è pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 
« torna indietro | leggi il testo | scrivi un commento al testo »

Commenti al testo di Salvatore Armando Santoro
Tatti

Sei nella sezione Commenti
 

 Klara Rubino - 18/01/2018 10:17:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Sì infatti poi, in quello stesso paese, Città della Pieve, in Umbria, se a qualcuno capita una disgrazia, economica, familiare o di salute, tuttora, ci si aiuta in un modo che a me, cittadina, fa strabuzzare gli occhi!

 Salvatore Armando Santoro - 18/01/2018 10:16:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

Scusate il refuso. Volevo scrivere "identici" e non "identichi"! Purtroppo non ho capito bene se riesca o meno di modificare da me i comnmenti per cui mi affido alla comprensione di chi legge e ringrazierei il moderatore se per caso riesce a fare lui la modifica (in tal caso può anche cancellare quest’ultimo commento in quanto sarebbe superfluo).

 Salvatore Armando Santoro - 18/01/2018 10:10:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

Ringrazio Arcangelo, Franca ed in particolare Klara che mi fa azzardare una considerazione che penso sia condivisa. La poesia contiene, infatti, un reperto di antropologia culturale che mi è stata possibile introdurre nei versi della poesia appunto perché vivo in un borgo non tanto distante da Tatti per cui i comportamenti umani, in borghi dove vivono in prevalenza anziani, sono quasi identichi ed immutati nel tempo. Le invettive sono comuni in questi centri e le persone spesso si arrabbiano per nulla ed i comportamenti altrui spesso sono criticati con violenza e tale violenza si rivolge anche alle cose, ai gradini per esempio, a volte difficili da percorrere per cui viene naturale ad un anziano una esclamazione rabbiosa anche contro la struttura ripida e mal conservata di alcuni centri storici. Ma quel sole sorridente che declina, e che accarezza i tetti nel momento del tramonto, rasserena la mente ed invita alla tranquillità dell’anima.

 Franca Colozzo - 16/01/2018 00:39:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Una poesia che lascia spazio ai ricordi, alla commozione, ai sentimenti declamati con spontaneità.
Nel richiamo al vecchio paese si avverte una nota struggente di rimpianto per i tempi andati, eppure così vivida da ricreare nella mente di chi legge un’immagine nitida.
La rima, nella scansione musicale, segue un ritmo lento che si adatta alla vetustà dei luoghi, ravvivandoli nella memoria di valori affettivi altamente simbolici, stemperati dalla patina del tempo.
Suggestiva è questa tua descrizione di antichi anfratti di borghi silenti, nella fissità di luoghi abbandonati, di persone ormai decedute, di inutili liti di cui solo i giardini, ormai invasi da erbacce, conservano memoria, ovvero di un passato che non tornerà mai più.

 Arcangelo Galante - 15/01/2018 14:49:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Con questa stupenda poesia, l’autore definisce la sua situazione ed esprime i desideri, liberatori da qualsiasi timore che la vita gli possa procurare.
Il lettore immagina lo scenario, già a partire dai primi due versi del testo.
Proseguendo la lettura, si delinea poi, un palcoscenico, soggetto però alle aspettative di pensieri rapiti, nel vedere stradine dissestate ove, i tetti costituiti da piccoli embrici (un tipo di tegola in laterizio), rotti e consunti, appaiono sempre liberi di accogliere il sole che, inesorabilmente, li bacia.
Si intuirebbe, dalle descrizioni accurate inerenti a Tatti, che il poeta volesse raggiungere angoli silenziosi, lontano dal clamore del mondo, per poter approfondire le emozioni del cuore e respirare una serenità, ritrovata proprio in felici luoghi, dai quali, nessuno può catturarla, all’indietro.
L’ho gradita tanto!

 Arcangelo Galante - 15/01/2018 13:07:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Si, Salvatore!
E’ stata resa leggibile, modificandola con caratteri più grandi.
Un cordiale saluto, gentilissimo amico lontano. :-)
Ad maiora semper!

 Klara Rubino - 15/01/2018 12:21:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

La forma estetica di questa poesia è davvero notevole!
Mi piace moltissimo il ritmo e la musicalità; in particolare ho notato l’ultima parola "sorridente" che fa tornare indietro a "decadente" e così pure claudicanti che contrasta( per immagine) con disteso; insomma una vera chicca, scritta con cura e passione per la poesia.
Anche l’argomento ho apprezzato perché non è un tema scontato, anzi siamo soliti elogiare e rimpiangere i vecchi tempi, mentre invece la civiltà ha portato anche maggiore rispetto, tolleranza ed in generale maggiore libertà nelle scelte di vita.
I miei familiari inveivano spesso contro altri cognomi dello stesso paese, frazione, comune. ..lontani parenti in fondo si potrebbe dire, per cause antiche o arcaiche: spesso per cause/ colpe dei padri/madri/nonne/zie!

 Salvatore Armando Santoro - 15/01/2018 11:52:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

AD ARCANGELO GALANTE

Grazie Arcangelo, dimmi se si legge bene adesso!

 Arcangelo Galante - 15/01/2018 11:10:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Purtroppo, si fa parecchia fatica nel leggere il testo.
Bisognerebbe modificare i caratteri della pubblicazione, ingrandendoli.
Buona giornata, Salvatore!