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Il vuoto è pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 
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Commenti al testo di Salvatore Armando Santoro
Sementi

Sei nella sezione Commenti
 

 Franca Colozzo - 27/02/2018 10:24:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Salvatore. Il tuo commento in risposta al mio non mi è pervenuto tramite avviso di posta elettronica.Strano! Sono riandata ai miei commenti di ieri per vedere se tu mi avessi scritto oppure no. Così, l’ho trovato ed approfitto per risponderti subito.
Ritornando all’oggetto, sono d’accordo con te sul dubbio se scegliere o meno un dipinto di Van Gogh per l’espressionismo coloristico delle sue opere. Concordo assolutamente con te nella scelta caduta poi su "Il seminatore" di Millet, che è ancora più incisivo proprio per il realismo delle sue figure.
L’Arte riesce sempre così magistralmente ad illustrare le poesie!
Qui a Gaeta siamo oggi sotto una coltre di neve, caduta in nottata, che, per fortuna però, si sta già sciogliendo! Non so dalle parti tue... Ma credo che ce ne sia in abbondanza. Ti auguro una buona giornata.

 Salvatore Armando Santoro - 26/02/2018 23:40:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A FRANCA COLOZZO

Stavo scegliendo il seminatore di Van Gogh, ma poi ho preferito Millet per il realismo ed il crudo cromatismo delle sue tele e quel seminatore con quel passo quasi militaresco, ritmato, coordinato con il movimento del braccio che sparge nei posti giusti ed in maniera adeguata le semenze perché la professionalità sta anche nel saper spargere nei giusto modo il seme sul terreno. E quella figura mi ha richiamato il pesante lavoro dei miei antenati, tutti coltivatori diretti che, come quel seminatore, sapevano come e dove spargere le semi perché non bisognava sprecarle. Ed in quel passo c’è anche rappresentata la maestosità e la potenza del lavoro e quella figura rende potente e significativo proprio il lavoro del contadino di un tempo, oggi sostituito dalla macchina che sa spargere anch’essa in maniera adeguata i semi e non solo questo, sa anche piantarli nel terreno alleviando e di tanto il lavoro umano, ma facendo scomparire la maestosità di quel seminatore dipinto da Millet che non esiste più.

 Franca Colozzo - 26/02/2018 22:18:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Salvatore. Si vede che ho raccolto qualcuna delle sementi, mentre stavo per chiudere questo strumento, denominato computer, che mi tiene incollata per ore davanti al suo schermo.
Con il dipinto di Millet ci hai riportato indietro ai tempi del Realismo in Francia (prima metà del 1800). Millet, figlio di poveri contadini, decise di trasferirsi dalla Normandia, sua terra natale, a Barbizon nel 1849, per vivere in compagnia di altri pittori, condividendone le scelte artistiche. La vita dura dei campi viene nei suoi dipinti rappresentata con crudo realismo.
A differenza dell’altro pittore realista Gustave Courbet, da cui venne ispirato nel dipingere i suoi soggetti umili, come "Il seminatore", non amava la denuncia sociale, ma l’eroismo del lavoro manuale, dispregiato dai più.
Cosa c’entra tutto questo con la tua poesia? Realisticamente anche tu offri degli spunti di riflessione, al pari di Millet, mai duri, provocatori o di aspra denuncia sociale.
Vuoi trasmettere con le tue parole un messaggio pacato, ma forte, che speri venga colto. A volte, solo poche persone attente sono in grado di apprezzare la portata del tuo seminare.
Non potevi scegliere miglior dipinto per la tua poesia! Buona serata a te in quel di Boccheggiano, dove forse la neve tutto copre con la sua coltre lieve.