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Il vuoto è pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 
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Commenti al testo di Salvatore Armando Santoro
Trincea

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 Salvatore Armando Santoro - 05/03/2020 22:22:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

AD ARCANGELO GALANTE

Sono poche le persone sensibili ai temi del sociale e della guerra. Non disdegno di scrivere anche poesie narcisiste ed egocentriche (come asseriva Pasternak) ma nelle mie poesie l’impegno sociale (e lo stesso sociale) spesso emerge anche in poesie che io definisco narcisiste. È il mio passato che sopravvive ed anche se riconosco che non cambierò il mondo almeno io provo a dimostrare che io non mi sono addormentato e resto sempre sveglio e sensibile verso certi argomenti che penso possano almeno servire alle persone per farle restare con i piedi per terra.

 Arcangelo Galante - 05/03/2020 06:32:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Parto dal rinfrescarmi la memoria sulla geografia, sperando di non sbagliare...
Il Carso, noto anche come altopiano Carsico, è per l’appunto una zona che si estende a cavallo tra Friuli Venezia Giulia e parte della Slovenia e della Croazia, e secondo la partizione avvenuta dopo salienti guerre, è una delle sezioni del sistema alpino, che ora non sto a specificare nei dettagli.
Il Carso, citato nella poesia, è noto storicamente per essere stato teatro di violente battaglie, durante la prima guerra mondiale, tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche: da esso nasce il termine carsismo.
L’autore Santoro ci propone un testo toccante che serve a ricordare l’infamia di tutte le guerre e le scelleratezze dell’uomo.
L’immagine della trincea, è messa in estremo risalto, al fine di comunicare sensazioni veramente sconcertanti, dato il periodo vergognoso della guerra.
La trincea è costituita da una fortificazione campale, costruita dalla fanteria, o dai resistenti agli altrui attacchi bellici, allo scopo di proteggersi nella guerra di posizione.
Ed essa consiste in uno scavo, con un rialzo antistante, formato con la stessa terra scavata.
Ho scritto tale premessa giacché il poeta
ha inteso narrare lo squallore di puzzolenti urine ed escrementi, che, col loro odore, lasciavano il disgusto nella memoria, malgrado si sognasse, giunti alla battagliera conclusione, un caldo pasto, fatto di “polenta e pisarei”.
Chissà per quanto altro tempo ancora dovremo ricordare l’inutilità di coloro che, per scopi economici e per giochi di potere, non si fanno scrupoli nel decidere già in partenza l’infelice destino di tantissimi bambini e adulti.
Tutte le guerre, che ancora oggi non hanno senso di esistere, sono la vergogna e l’esempio della follia dei potenti.
La storia lo insegna e nessuno sembra avere imparato dalle innumerevoli tragedie mondiali, accadute nel passato. Chi ha un cuore sensibile soffre quotidianamente nel sentire di persone cadute in battaglie innescate da futili ideali che non conducono a nulla, giacché il vero ideale risiede nel rispetto totale della vita altrui.
Sempre attento a tematiche interessanti, il poeta si distingue con le proprie pubblicazioni.
Un amichevole saluto, scusandomi per essermi troppo dilungato!