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Commenti al testo di Anna Maria Vanalesti
Quanti di poesia

Sei nella sezione Commenti
 

 Michele Passalacqua - 09/05/2012 13:29:00 [ leggi altri commenti di Michele Passalacqua » ]

La logica poetica sempre paradossale, come i quanti, nello stesso tempo onde e particelle. Cos la "lettera" poetica, nello stesso tempo preciso alfabeto e risonanza irriducibile all’analisi esaustiva, razionale. Vale sempre la folgorante risposta di Rimbaud: la poesia va intesa "alla lettera e in tutti i sensi". O l’affermazione Di Mallarm per cui ci che in poesia "si spiega", resta pur sempre nell’alone orfico del mistero, della totalit ineffabile. Puri paradossi. La parola poetica come "explication orphique", infinitezza in versi finiti. E questo vale per qualsiasi genere di poesia.

 Lucianna Argentino - 07/04/2011 15:01:00 [ leggi altri commenti di Lucianna Argentino » ]

Ero alla presentazione di questa bella antologia da Odradek a marzo ed stato un incontro molto interessante e vivace e il motivo credo che sia da ricercare anche nel fatto che "Quanti di poesia" un’antologia intelligente. Creata e plasmata seguendo un progetto ben preciso che mi sembra davvero ben riuscito anche per la diversit dei poeti la cui voce d per vita ad una coralit armonica che ci riconcilia con il mondo della poesia. E non solo. Complimenti dunque di nuovo ai curatori e ad Anna Maria Vanalesti per questo suo approfondito contributo. Un caro saluto, Lucianna Argentino

 Redazione LaRecherche.it - 30/03/2011 01:48:00 [ leggi altri commenti di Redazione LaRecherche.it » ]

[ Proponiamo questa nota critica/commento di Maria Grazia Maiorino a "Quanti di poesia" ]

*

Ho letto Quanti di poesia come un esercizio di coralit: maestro concertatore il richiamo novalisiano lanciato da Roberto Maggiani, il coraggio direi di riaccostare laggettivo straordinaria alla parola scrittura. Gli otto poeti presenti nel libro, invitati a riflettere sulle parole che fanno parte integrante del titolo nelle forme la cifra nascosta di una scrittura straordinaria, se le rilanciano come una palla alla quale ognuno imprime il movimento della propria ricerca poetica, lo slancio particolare di un corpo e di unenergia intellettuale. Unimpostazione insolita questa premessa alle varie raccolte, nel clima postmoderno dei nostri disincantati anni, nei quali si riesce a mettere in dubbio perfino che esista la natura, e si rifugge volentieri linterrogazione, il commento, il dialogo, preferendo la provocazione, la performance, le classifiche, la quantit. Mi venuto in mente il cineforum di un tempo ormai lontanissimo e ho sentito un pizzico di nostalgia Il libro agile e prezioso, curato nei particolari e concepito come un quaderno, dove la fotografia non occupa un posto a s, nella distanza di un genere diverso despressione, ma prossima con informale semplicit ai testi: apre continuamente su di essi finestre, spiragli, fruscii, soffi di erbe e di venti, polle dacqua e crepacci con lastre e bagliori di marmo. Bianco e nero come le parole, vesti da collegiali, si studia, si pensa, ci si esercita insieme. Poich la poesia contagiosa, in qualche punto mi fermo di pi, sottolineo, rileggo e sento affiorare unimmagine che si modella su quella appena vista. Le strade sintrecciano come dita / dindecisione nella fretta assurda (p.25); E lui considera ineluttabile / e non una stronzata / il fatto che loro se ne siano andati (p.31); tu riuscivi a volare / con un tremito dali / come una coccinella / nel maggio quieto (p. 55); quasi una confessione fra locchio e la vernice / nebulosa terra a chiedere se nata per contatto (p.76); l sinarca, segno oltre-umano, / un arcobaleno di seconda mano (p. 82). Ecco, preferisco esprimermi per esempi, e queste sono state alcune soste durante la prima lettura, momenti di risonanza con quella corda misteriosa che dentro di me e fuori, e la cui vibrazione trasforma un evento apparentemente minimo e ordinario in segno oltre-umano. E tanti altri ne trover in letture successive, continuando ad ascoltare le voci di questi poeti che si sono messi in gioco e chiamano il lettore a partecipare. A voi, amici poeti il mio grazie con un haiku affiorato dalle vostre voci.

Sopra il malato
gioca un raggio di sole
ala iridata


Maria Grazia Maiorino, 26 marzo 2011

 Giorgio Mancinelli - 29/03/2011 11:30:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mancinelli » ]

Suggerisco di leggere attentamente "I quanti della visione" di Franca Alaimo che pi di ogni altro ha saputo cogliere le linee della prefazione di Roberto Maggiani: "Nelle forme la cifra nascosta di una sacrittura straordinaria", dove la cifra nascosta dei segni da avvio al "quantum" dei richiami e delle visioni che si rincorrono e che "invitano a scrivere chiudendo gli occhi" per una visione d’insieme che ispira tutta la nostra esistenza.