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Rita Mura
- 11/11/2025 14:44:00
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Ringrazio @Arcangelo Galante per il commento al testo.
Il dado in sè presenta diverse facce, inattese e valutabili al momento del loro svelamento. Così è lesistenza dei nostri giorni, volti immortalati nel ricordo, pronti ad un nuovo inizio tutto da svelare.
La vita nel suo viaggio pone interrogativi e tante deviazioni con luci e ombre come hai ben definito, casuali ma a volte scelte.
Il tavolo raschiato dal tempo e vissuto rimane nel suo lucido quasi abbandonato, ornamento di un vagare nella memoria chiara e pronta a nuovi arbori.
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Arcangelo Galante
- 09/11/2025 16:31:00
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Poesia densa e cerebrale, dove il linguaggio si piega in forme astratte per indagare il senso dell’esistenza e delle sue contraddizioni. L’autrice intreccia immagini di tempo, memoria e destino, creando un’atmosfera sospesa tra riflessione e smarrimento. Il dado, simbolo di casualità e scelta, diviene metafora della vita stessa: un gioco di luci e ombre, torti e rivelazioni, dove ogni lato mostra una verità diversa, giammai definitiva. Il tono è filosofico e visionario, con un lessico ricercato che rende il testo complesso, ma affascinante, come un enigma che invita alla rilettura. Ottima proposta lirica, per una lettura entusiasmante e ricca di stimolanti riflessioni, sul tema intavolato.
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