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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 
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Commenti al testo proposto da Cristina Silvia Pellicone
Il poeta solitario

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 Arcangelo Galante - 29/05/2020 08:28:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Una proposta intensamente entusiasmante, quella presentata dall’autrice, sulla quale si dovrebbe scrivere molto.
Il testo, interessante per la tematica affrontata dal Pascoli, fa parte di una importante raccolta di opere scritte, battezzate “I canti di Castelvecchio”, ispirate proprio all’omonima località, ove il poeta soggiornava.
E lì, in siffatto luogo, l’anima di Giovanni Pascoli, irretita da peculiari pensieri, si interroga su questioni inerenti il mistero e l’angoscia del vivere.
Il suo verseggio, semplice e diretto, riesce sempre a celebrare le emozioni scaturite da una qualsivoglia circostanza.
Cosicché, le percezioni intime vengono veicolate, con immediatezza d’espressione, in una poetica che verrà definita “del fanciullino”, poiché il Pascoli si identifica nell’uomo in grado di regredire sino all’ infanzia, per essere bambino.
Con tale approccio nei riguardi della realtà, il poeta farà conoscere, al mondo letterario, quegli aspetti introspettivi sgorgati dalla genuinità del proprio lato fanciullesco, accompagnati da uno spontaneo senso di stupore, tipici di un puerile animo, sempre colpito dal meravigliarsi d’ogni cosa.
La metrica dell’opera letta è irregolare, tipica dello stile innovativo adoperato dal poeta e presenta l’uso di simboli, della campagna, della dimensione onirica, del timore di cosa si è nell’esistenza umana, espressioni di un inconscio desideroso di emergere con i naturali istinti posseduti.
E altro ancora vi sarebbe da aggiungere, come riflessivi pareri, in merito alla pubblicazione intimamente legata al “nido” familiare.
Grazie per la gradita condivisione!