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cristiana fischer
- 11/06/2017 08:50:00
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Grazie, Cristina, comunque il testo lo ho scritto mentre leggevo Lordine del tempo, di Carlo Rovelli, un libretto svelto e chiaro che consiglio a tutti!
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Cristina Bizzarri
- 11/06/2017 08:25:00
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"Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia" (1Cor 13,12) - questa lassociazione spontanea che ho fatto leggendo il testo, molto complesso e, naturalmente, trasferito alla nostra epoca "quantistica". Ne ho gustato il bel contrasto tra versi lirici come " fulgore di luce riflessa/delle foglie di giugno." - e altri appartenenti al campo della scienza come "in "tutta la scena quantistica" e nella sua infinita informazione" che hai lasciato intero, non spezzato, suggerendo cos lindeterminatezza mai finita delle scoperte scientifiche e la meraviglia per il tempo che stiamo vivendo. Ma anche versi filosofici come "est esse legmi come tracce" esprimono sinteticamente un pensiero oserei dire parmenideo (i filosofi mi perdonino per questa mia spudorata incursione nel loro campo!). Insomma quello che la complessit della tua poesia "informa" il quesito sul fin dove, sul limite umano e la relativa compassione che ne viene: "ma la mirabile aspirazione/-misera cui la compassione/rivolge il dio materno-/a governare dallesterno/in vincoli la vita/. E quel "dio materno" sintetizza, di nuovo, tutto il senso del recinto oltre cui non si pu, sembra, andare. La frase spesso banalizzata " su ci di cui non si pu parlare si deve tacere" ci dice che solo sporgendosi oltre il linguaggio si vede rettamente il mondo, si mostra lineffabile o il mistico. Ma, cara e piacevolmente qui ritrovata Cristiana, pu anche darsi che io non abbia davvero afferrato lessenza del testo e, in questo caso, aspetto di leggere altri commenti, visto che ognuno proietta se stesso in quello che legge e non sempre lo si fa coerentemente al testo.
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