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Commenti al testo di cristina bizzarri
La neve nel vuoto - Ascoltando John Ellis

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 Silvia De Angelis - 06/07/2012 15:57:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

Sempre rare, e particolarmente gradite, le tue proposte poetiche
Buona serata

 Cristina Bizzarri - 06/07/2012 02:21:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Mah... in questa notte afosa vago senza meta
Forse laggiu’, verso il porto. Vado sicura, tanto sono vestita da Vecchio Marinaio e con me ho un Albatro per compagno. Ma e’ quasi mattino, il cielo assume strani colori, anche i gatti randagi sono scomparsi who knows where ... Meglio andare, affrettarsi verso quel bar ... ecco: lo vedo! Stanno intonando una ballata!

 Giovanni Baldaccini - 06/07/2012 00:44:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Baldaccini » ]

Maria Cristina (di Svezia? interessante personaggio...), ma dove è collocato il bar-monastero APA? Per ora siamo dispersi in molti luoghi (testi); dove ci riuniamo a bere il famoso goccetto e a dissertare di massimi e minimi sistemi (anche bosoni)?

 Maria Cristina - 05/07/2012 23:57:00 [ leggi altri commenti di Maria Cristina » ]

Ciao Loredana, Ciao Nando, mi è piaciuto moltissimo leggervi e ri-leggervi perché sono molto lenta e ho sempre bisogno di tempo, a meno che non riceva una forte scossa, o una bosonata come la vostra!:))
Credo, come Loredana, che la meraviglia di fronte a ciò che ci circonda ci abbia da sempre portati - ognuno con le sue potenzialità intellettive, intuitive ecc - a farci domande, a guardare, creare, interpretare. A dare nomi al mistero. E, come dici tu Nando, forse non necessariamente le cifre e i segni matematici, o astrofisici (?) hanno una marcia in più rispetto alla letteratura, o alla psicanalisi tanto per fare due esempi. E’ vero alcune discipline descrivono e interpretano anche misurando la realtà, mentre altre diventano un tutt’uno con essa, un po’ come fa la mistica. Insieme, anche a tutti gli altri rami del sapere nominati da Loredana, costituiscono una rete intepretativa della realtà. Il fatto di credere secondo me è una parola che potrebbe essere sostituita, per esempio, da "aprirsi" o "mettersi in ascolto". Certo, in ogni aspetto della vita e di come noi lo vediamo c’è la nostra intelligenza, il nostro grado di interazione con essa, ci sono le nostre capacità soggettive. Secondo me il discorso rimane aperto. Sarebbe bello poterlo continuare con altri interventi, magari al bar-monastero APA, bevendoci un goccetto!!

 Ferdinando Battaglia - 05/07/2012 21:05:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Sempre poetessa al lavoro, Crsitina, anche quando si diverte con diletto(mica poi tanto, ché si diverte dilettandosi con serietà, come l’argomento richiede, vista la sua importanza anche filosofica)e sempre - o molto spesso - propositrice di spunti di confronto e per meditare. Infatti il commento di Loredana mi suscita interrogativi: Veramente gli scienziati hanno una marcia in più perché spiegano i fenomeni secondo il linguaggio razionale? Davvero la loro è la migliore traduzione possibile oppure l’unica? Ci potrebbero essere altre forme di conoscenza altrettanto valide seppur non codificabili in segni condivisibili? ALlora il problema può concernere la comuinicabilità della conoscenza piuttosto che la via per conoscere.
Insomma, Cristina, hai visto che cosa accade scrivendo "filastrocche"?
Un saluto

p.s. Versione del commento non riveduta

 Loredana Savelli - 05/07/2012 15:33:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Che la fisica sia poesia, lo credo fermamente, ma anche la chimica, la biologia, la geologia, l’astronomia, l’etologia e tutto ciò che avvicina l’uomo alla Natura e, nello stesso tempo, lo ridimensiona perchè davanti alle non-risposte, così come di fronte alla bellezza (o perfezione, o logica, o semplicemente evidenza ecc... chi più ne ha più ne metta), l’uomo comincia a intuire qualcosa. A questo "qualcosa" indefinibile risponde con la poesia, la musica, l’arte. E molti decidono di Credere. Penso che gli scienziati abbiano una marcia in più rispetto alla poesia, perché possono operare una sorta di "traduzione" di quello che conoscono o sanno di non conoscere. Invece noi possimao solo e soltanto intuire e stupirci.
(E’ un periodo che soffro per la mia ignoranza nelle materie scientifiche.)
Ciao Cristina

 Cristina Bizzarri - 05/07/2012 15:22:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Cara Loredana, ovviamente anch’io non so nulla ma proprio nulla del bosone ... Ma il video che ho visto stamattina, con la spiegazione molto divulgativa e insieme poetica e chiara che ne fa lo scienziato mi ha fatto pensare, come dicevo a Ivano Sapienza, alla visione cosmoteandrica di Raimon Panikkar, il teologo, morto da poco tempo, spagnolo di cultura indiana. E il Bosone di Higgs - che per me potrebbe chiamarsi anche Pippo! - mi ha fatto riflettere sull’infinità che ci circonda, sulle miriadi di interconnessioni esistenti nell’universo, sulla possibilità, forse, di avvicinarci all’Essere che chiamiamo Dio. E sul fatto che anche la fisica è poesia. Questo appunto nella mia filastrocca!!! :))
Un bacio.

 Loredana Savelli - 05/07/2012 10:49:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Cara Cristina, mi è piaciuta molto, come tutta la faccenda del bosone!
Il video è poetico, ma continuo a non afferrare. Forse per questo mi attira sempre di più la questione.
Un caro saluto. Complimenti, è davvero bella.

 Cristina Bizzarri - 05/07/2012 09:57:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Mi sono divertita a scrivere questa filastrocca dopo aver visto il bellissimo video proposto da Roberto Maggiani!