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Commenti al testo di cristina bizzarri
Tra i raggi di un���unica luce

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 Ferdinando Battaglia - 17/04/2014 22:38:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]


Ogni commento una perla; e pensare di aggiungere una parola in pi a quanto scritto da Amina, sarebbe da parte mia stoltezza e certo "sentirvi" duettare sempre un privilegio da invidiare.
Per non temo di sussurrare qualcosa anch’io, piccolo tra i grandi, e allora direi che in questa tua poesia, "complessa", emerge la tua anima "bambina", capace di guardare con purezza ci che la circonda, rintracciando in tutto ci che creato l’impronta originaria del buono e del bello. Allora forse rimane soltanto un "luogo" dove ha ancora senso discriminare il male (che pure esiste) dal bene, ed la libert, la nostra libert di soggetti: qui si gioca il nostro destino.

Ciao Prof

 Loredana Savelli - 17/04/2014 21:05:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

E’ molto bello immaginare il tuo sguardo che cuce tutto, dall’architettura ai "liquami", col riflesso di un’unica luce.
Auguri Cristina

  Cristina Bizzarri - 17/04/2014 10:03:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Felice - ovviamente - che ti siano piaciuti. S, venuto per me il momento di raccoglierli Francesco. Mi mancava un incoraggiamento e tu me l’hai dato. Piaceranno oppure no, non importa. L’importante che sono nati. Grazie di cuore Francesco. Io non ho ancora letto i tuoi. Comunque le affinit da quello che dici ci saranno certamente. E non credo i tuoi siano modesti. Da parte mia sono credo consapevole di molti dei miei limiti ... pazienza, ci saranno dentro anche quelli, sar una piccola testimonianza di chi a sessant’anni sente il bisogno di esprimere quello che fin qui aveva tenuto pi o meno nascosto. Per poco che sia quel grumo di vita che sono io. (un po’ ridondante :-) ). Ciao.

 Francesco Innella - 17/04/2014 09:29:00 [ leggi altri commenti di Francesco Innella » ]

Un idea dei tuoi versi. Ciao ho letto con attenzione i tuoi versi mi danno la certezza che il tuo poetare oltre il terrestre confine. Tu hai del poeta l’essenza pi alta e ti avventuri oltre il viatico del dolore umano e tutto si compensa in un verseggiare che solo in apparenza oscuro, ma che poi ti avvolge, in un mistero alto. La lettura mi fa scaturire immagini che si inseguono l’una all’altra e a stento lo spirito coglie il suo riparo. E penso che se leggerai anche i miei modesti versi,qualcosa ci accomuna: il voler superare il dato esistenziale che a noi, forse non rende giustizia. Perch non li raccogli in un ebook? Un saluto

  Cristina Bizzarri - 16/04/2014 13:42:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Grazie Francesco, mi fa molto piacere il tuo commento e mi incoraggia nell’esecitarmi a scrivere ancora.
Amina: sempre gioia leggere i tuoi commenti che espandono il testo, lavorano il fango, affinano il senso. :-)

 amina - 16/04/2014 12:58:00 [ leggi altri commenti di amina » ]

Tra i raggi di un’unica luce "in principio"
si resta sospesi evitando di muoversi soffiando alle ossa AltraLuce
nel buio spesso che gira negli occhi
ora cresce lo sguardo di un altro
che sale come aria tra le dita quante sono le mani di Adami distinti da Issah e caini nel corpo di Abele a guaire frusciando nell’erba a marcire nel legno che li riassorbe nei cerchi, nei polsi dei rami, e muovono ancora le braccia, di antenna in antenna tra barene e montagne tra templi e deserti, in cammino
nelle tane si guardano il corpo l’un l’altro le scapole che ricordano ali, e graffiano i muri disegnano a sperma il dolore col sangue la gioia. Piange qualcuno, qualcuno ricorda dell’UnicaLuce, nel respiro troppo lontano
altri vengono su fitti dal bosco scambiando un albero per un Libro e si rifugiano dentro distesi e confusi verso una nuova luce, amabile, fiorita, come cibo si divorano piano, pianissimo dentro un buio che neanche pi chiamano buio
allora sulle spalle ricrescono le ali, lo sanno dalle ombre dell’unica luce potrebbero volare...

 Francesco Innella - 16/04/2014 09:24:00 [ leggi altri commenti di Francesco Innella » ]

Nei tuoi splendidi versi c’ l’eco non sopito di una poesia metafisica, ricordi il grande Onofri. Brava