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Commenti al testo di cristina bizzarri
Io non dispero, Amina

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  Cristina Bizzarri - 29/10/2014 06:55:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Grazie Silvia, Amina, Lorenzo, Franca, di avere ognuno colto, ampliato, interpretato, sentito - e di aver partecipato a un mio sentire.

 Franca Alaimo - 28/10/2014 18:56:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

E’ sempre come impadronirsi di qualcosa che prima non conoscevamo leggere le poesie di Cristina, aggiungere un gradino in più al nostro tentativo di salire sempre un po’ più in alto di noi stessi. Ma voglio anche dire che questa dedica ad Amina, altra amatissima poeta da parte di chi scrive, dimostra come la poesia sia capace di creare legami d’anima fra chi la pratica. Credo, allora, che la solitudine concreta a cui la poesia vota, sia compensata dalla profondità con la quale scendiamo nella nostra e nell’altrui anima,cosa che moltiplica attorno a noi le presenze-essenze. Non so se questa poesia voglia essere una risposta a quella di Amina che pure ho letto con grande emozione.
Ma so una cosa: che la disperazione non può appartenere ai poeti, perché noi "vediamo". La malinconia, sì, la compassione, l’inquietudine, ma non la disperazione. E qualche volta anche una più sottile, incredula felicità, che non somiglia a quella che gli altri chiamano così. Concludo manifestando la mia ammirazione per te, Cristina,e per la nostra amica e poeta Amina.

 Lorenzo Mullon - 28/10/2014 17:12:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

a volte la speranza pesa come un macigno
e trattiene il volo

 amina narimi - 27/10/2014 18:44:00 [ leggi altri commenti di amina narimi » ]

ci unisce la speranza, ci oltrepassa, legandoci al passato ed in avanti,come oggi, giacendo accanto a noi, come una bestia, un animale preistorico, sempre vivo. è come un nido la speranza, come l’amore, che sognando inizia per cantare sporgendo le sue ali con l’indicibile che abita nel verbo, che si trattiene nel respiro, dal basso, dal silenzio,riprendendo sempre nuovo slancio, un anello dopo l’altro, come qualcosa di naturale. Se poggiassi la tua schiena con la mia le mani come rami che protendi faremmo un minareto che perfora il cielo a tessere coi fili della luce un sogno più grande sulle spalle, una gioia per scintille d’altri canti guidati da lontane vicinanze; mescolando le nostre membra all’universo, trasformando gli occhi al culmine del sole per toccare in cielo il mondo delle madri nel perenne punto di partenza di ogni creazione, liberi e tutt’uno, c’è altra luce che ci spera come un minuscolo infinito l’universo sogna in noi , una lievissima sorgente di calore dov’è il tempo che si ferma ad occhi chiusi per generare il limo, quello che noi siamo, con la forza misteriosa che diffonde la nostra unione nel buio immacolato per la luce che ci attende

 Silvia De Angelis - 27/10/2014 13:50:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

.....quel tessere coi fili della luce un nido per la notte, è un’espressione poetica davvero stupenda!
Sempre ammirata dai tuoi versi poetessa, un abbraccio, silvia