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Commenti al testo di cristina bizzarri
Dove sempre il mare

Sei nella sezione Commenti
 

 Cristina Bizzarri - 09/02/2015 14:07:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Laura: vero, vero, vero! Sapessi quanta voglia ho di uscire dai ruoli istituzionalizzati! Sono come una scala: dopo che hai raggiunto una fase, buttala via! Per me, ormai, questa fase è superata, sono in un altro ordine d’idee, tuttavia per correttezza devo ancora farne parte come ruolo e cercare di rendermela credibile. Difficile, molto molto difficile.
Silvia: proprio così, che bel commento. Due commenti che mi toccano fin nel profondo, grazie.

 Laura Costantini - 08/02/2015 22:03:00 [ leggi altri commenti di Laura Costantini » ]

Nel tuo costante volgere lo sguardo verso il mare, leggo un desiderio che sta per divenire ineludibile (...supposizioni derivanti da esperienza personale) di scrollarsi di dosso un ruolo sociale, che comunque limita le tue possibilità e potenzialità.
Comunque sia , buona vita...

 Silva Bettuzzi - 08/02/2015 21:44:00 [ leggi altri commenti di Silva Bettuzzi » ]

questo sguardo insistente, benché obliquo, verso il mare non può non ricordare il dolce naufragio leopardiano nell’immensità... Dunque, non solo siepi, colli, alberi, ma anche elementi sociali e tecnologi diventano barriere oltre le quali la mente spazia, e scollinando sale scende si tuffa all’infinito!

 Cristina Bizzarri - 08/02/2015 14:36:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Grazie Nando, grazie. Dalla prof che vorrebbe smettere di fare la prof, lasciare il passo ad altri, e cominciare, davvero, a essere un’alunna per imparare e approfondire quello che più le piace e le interessa!

 Nando - 08/02/2015 12:53:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Il passo più difficile è "togliersi" la giacchetta e riconquistare una nuda libertà, che è dei liberti e non ancora dei liberi, ma intanto un buon inizio...
Sei più di quello che credi, prossima a dei confini che per altri, me compreso, sono ancora un’esistenza per sentito dire. Inoltre, di buona scrittura (il buona non ha pretese di giudizio, potrebbe significare anche oltre l’eccellente - assolvo la funzione, peccato mio veniale, piuttosto che applicare al testo la dottrina dei canoni, tra l’altro non possiedo le competenze -); in tal senso, che sia una rondine oppure una tazzina di caffè, ciò che importa è curvare "dove sempre il mare".

Ciao, Prof.. Sempre siimi clemente

 Cristina Bizzarri - 08/02/2015 09:03:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Due commenti che chiudono un cerchio. Franca: una certa sensibilità che fa percepire le cose "come da una distanza" (ci scrivo qualcosa su di questo) conduce alla ricerca di un senso oltre le definizioni e i luoghi comuni. E la poesia indica questa ricerca e insieme lo smarrimento. Alberto: il sentire, più che il comprendere, che tutto quello che ci circonda è necessariamente parziale si accompagna a inquietudine, sentimento costante di inadeguatezza. Mettiamoci poi un carattere, una storia, una predisposizione, limiti personali, ed ecco che - sì anche come fuga - lo sguardo cerca la vaghezza, perché lì cessano i giudizi, le definizioni, lì c’è pace e quiete. Ma, nel mio caso, anche un rifiuto di entrare nell’agone, una tendenza a rimanerne fuori. E questo (purtroppo?) mi appartiene.

 Alberto Becca - 08/02/2015 08:08:00 [ leggi altri commenti di Alberto Becca » ]

Originale e suggestivo questo testo poetico, al tempo stesso romantico e descrittivo di come i giorni si susseguono con i loro mille stimoli, gli imprecisti, le novità, le "tirate di giacchetta (o di gonna..)".. Il vero dramma che leggo fra le righe è che le nostre risposte (alle tirate) sono spesso inadeguate, futili, inconsistenti, oppure non sono altro che fughe, si cerca di evitare cosa succede intorno oppure si cerca di rimuoverlo dalla mente, specie se è un qualcosa o qualcuno di negativo, di violento, di riprovevole.. è una fuga all’ interno di noi stessi e.. (come scrisse qualcuno) il mondo ci sta a guardare..

 Franca Alaimo - 08/02/2015 00:32:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Ma la libertà dello scrittore sta nello staccarsi dalle cose per dire le cose come davvero sono; e la solitudine a lui/lei necessaria è quella che desidera raggiungere il cuore più profondo degli altri. La rondinella e di suoi voli, il mare sono simboli di questa sua condizione.

  Cristina Bizzarri - 07/02/2015 17:42:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

ehi! ;)

 cristiana fischer - 07/02/2015 17:17:00 [ leggi altri commenti di cristiana fischer » ]

ehi, rondinella, la tua giacchetta ha le code di un frak!