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Commenti al testo di Elsa Paradiso
Anatomia di un sentimento di Maria Pia Damiani

Sei nella sezione Commenti
 

 Elsa Paradiso - 05/11/2016 07:16:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]

Nando ... mi è giunto inaspettato ...
ti ringrazio tanto e ti abbraccio!

Elsa

 Nando - 04/11/2016 08:37:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Sto leggendo questa bella silloge poetica di un’autrice già conosciuta e che sempre più amo nei suoi versi; di certo non poco la capacità critica di un letterato, voglio soltanto condividere con i lettori e restituire alla Maria Pia le prime impressioni della mia lettura.
Lessico ricco, misurato e mai esuberante, cercato e non ricercato, tra pensiero e carnalità, bello e “sfrontato", mai osceno o volgare, impudico sublime per la sua terrestrità riflettuta, intellettuale, che se molto si concede al sentimento, poco spazio offre ad una spiritualità senza carne, prediligendole l’evidenza sensoriale di un eros esistenziale, quando l’anima coincide con l’autopercezione dell’io-soggetto trasceso traverso il tu erogeno ed erotico dell’Altro in quell’esperienza dell’io declinato al plurale: il noi.
Dicevo di un vocabolario ricco, prediligente le immagini settembrine della ruralità o quelle dell’eterna estate della marinità, mentre nei testi dove il verso canta l’inverno (perché non ancora vi è il tempo della “f”) delle relazioni oppure della cupezza delle nostre urbanità, più scabra è la parola; ma è proprio del discorso erotico, tema fondante di questa raccolta, la qualità squisita dell’Autrice di chiamare il lettore ad un’intimità interiore: proprio quando tutto sembra definirsi appunto tra sensi e pensiero o qui esaurirsi discorso, come con la grande letteratura diaristica, Maria Pia offre il proprio punto di osservazione stillato dal personale vissuto, generato dall’Anima e all’Anima in ritorno dopo essersi narrato dentro un linguaggio d’arte.
In questi giorni sto portando il libro in viaggio metropolitano con me, perché non è per curiosità o accrescimento collezionale di lettura, ma perché scopro questa amata poeta degna compagna di viaggio; quanto poi chi legge sia degno e capace di chi scrive, ciò appartiene ad un altro tema.

Ringraziando l’Autrice - Ella già sa i tanti motivi dela mia gratitudine -, alla stessa chiedo venia per un commento ancora acerbo e che forse Le risuonerà estraneo, ma che intatto però Le offra il sentimento devoto di un Suo affezionato lettore.