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Il vuoto è pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 
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Commenti al testo di Fabrizio Giulietti
Lacci

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 Darlene - 22/07/2019 12:20:00 [ leggi altri commenti di Darlene » ]

Dunque, il primo verso di questa poesia si connette direttamente al titolo. Si ha subito la percezione di qualcosa di soffocante, estremamente stretto. In realtà, è più l’immagine del laccio a darmi quest’idea, perché di per sé l’intreccio non riporta fisicamente alla stretta. Soltanto dopo, immaginando che si tratti di bende, l’occhio punta su un taglio da cui fuoriesce una goccia. Il taglio lo vedo anche come simbolo di divisione, più ancora che ferita fisica. Ci dai solo un indizio per capire: l’attrito, la forza che si oppone. La separazione dovuta quindi all’opposizione. Questo simbolo varca tutta la poesia. Metaforicamente potrebbe trattarsi di una figura umana. Se così fosse, non mi è difficile pensare a qualcuno "ad angolo", ovvero pericoloso, che tende all’attacco. Una persona vista come una macchina. Penso a Metropolis, ma non è difficile sentirsi manipolati dalla società attuale anche. Non è difficile pensare all’azione senza "il sentimento della ragione". Credo ci sia una critica profonda nell’ultimo verso; afferrare dà proprio l’idea della furtività. Ci si occupa solo di questo, avidamente e col solo scopo di ottenere. Eh, questa poesia è una mano guantata e stretta. Le dita non accennano a voler cedere per capire cosa contiene, possiamo solo ammirare il tessuto della tua creazione e farci trasportare in tante ramificazioni e idee. Vorrei capire quando, come e in che condizioni l’hai scritta. Rimani comunque uno dei poeti che danno maggiore spunto alla trasfigurazione delle immagini nell’interpretazione.

 Fabrizio Giulietti - 16/06/2019 15:08:00 [ leggi altri commenti di Fabrizio Giulietti » ]

grazie, elsa, per i tuoi costanti e preziosissimi interventi...

 Elsa Paradiso - 16/06/2019 10:18:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]


Serrata , stringata, coerente … nella sua disincantata durezza.
Molto apprezzata!
Ciao, Fabrizio.