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Commenti al testo di Luca Gamberini
Vestigia

Sei nella sezione Commenti
 

 Luca Gamberini - 19/05/2020 16:09:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Grazie Arcangelo per questa tua nota di lettura, le parole non sono state scelte da me, ma dagli eventi che tu hai citato come destino. Grazie di cuore.

 Arcangelo Galante - 19/05/2020 10:23:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Un avvicendarsi di versi significativi, ben selezionati dall’autore, donano una surreale percezione a chi, in un luogo mentale, fatto d’argilla, ha lasciato tracce su di un tempo, ormai perduto.
Emblematiche parole, sapientemente scelte, per ripristinare il valore dell’anima, travolta da una peculiare circostanza, forse scritta dal destino.
Assai toccante tutto il contenuto dell’intera opera!

 Luca Gamberini - 17/03/2018 01:59:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Jacob L., che la poesia non sia di tuo gradimento l’ho capito e, ci mancherebbe altro, è più che legittimo esprimerlo e posso prenderla anche come un esortazione a migliorami, premesso di non avere ambizione alcuna che mi spinga a farlo, io sono questo qua e se non vado bene ci sono migliaia di testi in giro per il web sicuramente più appaganti dei miei. Ma nessuno può conoscere e di conseguenza giudicare il dolore o la sofferenza di un altro, specie se non lo si conosce, se lo si conosce per sentito dire o per averlo letto una volta. Detto questo non posso fare altro che ringraziare per aver donato ulteriormente attenzione a questo testo.

 Luca Gamberini - 17/03/2018 01:45:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Questa negazione fatta a me stesso di esserci stato è il motivo trainante di questi versi, grazie di cuore Salvatore.

 Jacob l. - 16/03/2018 21:56:00 [ leggi altri commenti di Jacob l. » ]

Riletta ancora. Non vi trovo un rispespecchiarsi di una sofferenza autentica, vissuta. Che so bene cosa sia. Rilevo invece una costruzione molto immaginifica di stati d’animo inseriti sapientemente all’interno della narrazione che, verso dopo verso, vuole, malinconicamente, infondere un certo languore chi legge.
J.

 Salvatore Pizzo - 16/03/2018 20:42:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Non si può che lasciarsene rapire, da questi versi: così vivi, palpitanti e malinconici li percepisco, da farmi viaggiare pure fino a quella Salerno della quale si può persino negarne tracce del proprio passaggio...
un saluto

 Luca Gamberini - 16/03/2018 12:25:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Grazie sempre a te Ferdinando, un caro saluto!

 Luca Gamberini - 16/03/2018 12:22:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Grazie di cuore per avermi letto Francesca, a presto!

 Luca Gamberini - 16/03/2018 12:21:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Caro Nando, egoisticamente sono felice per il tuo rilevare questi versi, però allo stesso tempo mi addolora perché significa che abbiamo avuto, parallelamente, questo tipo di sofferenza in comune, ecco. Poi se ne esce e si scrive, oppure si scrive e se ne esce, almeno ce lo facciamo credere fino a quel niente che basta a fare riemergere luoghi, date, gesti, parole. Grazie sempre per la tua presenza.

 Ferdinando Giordano - 16/03/2018 09:52:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Giordano » ]

Sia lodata la tua lingua e tutto il suo circondario attuale, amabile e abitato.
E grazie, sempre.

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 Ferdinando Battaglia - 15/03/2018 23:01:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Se la stessa scrittura fosse opera di un altro e non del poeta Gamberini, avvertiremmo il suono falso di una lingua manipolata per irretire, stupire, sorprendere con l’ingannevole volontà d’irretire il lettore; ma poiché si tratta appunto di Luca Gamberini, lo sguardo puro del poeta riverbera della propria "ingenuità" interiore, il reale che pure vive con la coscienza delle sconfitte, dei fallimenti, delle delusioni e delle incompiutezze esistenziali, però sempre mai perdendo lo sguardo poetico dell’incanto che incanta anche il lettore. Per questo possono accadere ricordi irreali, più che stati di alienazione è il senso continuo del viaggiatore solitario che non conosce mai una definitiva meta, non conosce l’agio borghese della certezza, predilige la trasgressione del lenzuolo, il giaciglio precario deve le cimice segnano fame e solitudine, qui in metafora interiore, e però nella lingua de poeta non diventano disperazione ma elevazione al silenzio, al tacere, poiché il poeta non soccombe ma canta "con maggior disinvoltura" anche "la sofferenza. Come cadaveri vivi che sempre la morte offendono.".

Ciao, Luca...

 Luca Gamberini - 15/03/2018 20:59:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Gentile Jacob, dovrei ora, forse, qui spiegare il legame tra le ciimici morte e il tacere, ma preferisco mantenere viva la perplessità al riguardo, anche del testo. Ringrazio di cuore per l’attenzione donata.

 Luca Gamberini - 15/03/2018 20:50:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Grazie Loredana, stati di abulica consapevolezza.

 Jacob l. - 15/03/2018 20:30:00 [ leggi altri commenti di Jacob l. » ]

Tra cimici morte di fresco mi elevo al tacere...... Sinceramente non riesco a vedere un legame tra le cimici( proprio le cimici non le mosche o altri insetti) morte ed il tacere. Il testo mi lascia perplesso circa il suo valore poetico. Però non conosco lo stato d’animo di chi lo ha scritto, quando lo ha scritto...

 Loredana Savelli - 15/03/2018 20:10:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Uno stato di alienazione vigile e che emana il desiderio della bellezza.
Apprezzata, un saluto.

 Loredana Savelli - 15/03/2018 20:10:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Uno stato di alienazione vigile e che emana il desiderio della bellezza.
Apprezzata, un saluto.

 Loredana Savelli - 15/03/2018 20:07:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Uno stato di alienazione vigile e che emana il desiderio della bellezza.
Apprezzata, un saluto.