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Ferdinando Giordano
- 12/08/2026 14:47:00
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Caro Nando, la tua generosità mi riconosce capacità che io non trovo... e sì che le cerco da tanto tempo! Semplicemente non ne posseggo: un poarrabatto quel che posso ma per scarsezza non dovrei. Le arche restano tali solo se qualcuno le riconosce come tali: grazie per averle viste. Non cerco lermetismo come riparo, ma quella sovrabbondanza che nomini bene — un eccesso di senso più che un suo occultamento. Quanto al Maestro, preferisco restare tra chi scrive e chi legge, senza gerarchie: è lì che le parole, se funzionano, si autopostulano davvero. Grazie, sempre.
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Ferdinando Battaglia
- 09/08/2026 10:46:00
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Il Giordano è sempre un giocoliere della parola in versi, un giocoliere profondamente serio, ancorato alle sue lucide visioni, arche di Noè che gli consentono di vedere e attraversare gli umani diluvi interiori; e tutto ciò nella scelta di restare sulla soglia di un ermetismo che vela il vero, ovvero in unambiguità dei significanti e dei significati, ambiguità intesa nellaccezione positiva (Stella Morra docet - in un altro ambito, però) di una sovrabbondanza di senso. Alla fine resta il piacere di leggerlo, per la bellezza delluso formale della lingua poetica, ancorché apra la lettura la sfida intellettuale al contenuto "inspiegato", ma le immagini parlano per sé e da sole: si autopostulano, e rimane il Maestro, con la sua mitezza e la sua umiltà ovvero il suo lasciarsi "divorare" dalla feroce mediocrità di scrittura di chi, parlando a mio nome, ne ammira larditezza dei suoi voli a fianco delle Muse.
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