|
Eugenio Nastasi
- 26/04/2010 10:42:00
[ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]
Ringrazio Antonio De Marchi Gherini e Franca Alaimo per avere sollevato o risollevato, in onore alla Festa del 25 aprile, la cognizione del senso di "liberazione" che ovviamente non solo quella storica di affrancamento dal fascismo ma anche quella pi subdola di abdicazione da ogni costrizione sulla possibilit di autodeterminazione del cittadino privato. Perch, evidentemente, lintervista di Furio Colombo a P. P. Pasolini occasione di riflessione su "quanto" disturbava e disturba il potere costituito il pensiero libero, la libert pensante del singolo cittadino, la possibilit che ci siano persone in grado di obiettare con un parere diverso, con una non allineata intenzione. Pasolini stato un intellettuale ( mi permetto di ricordare agli amici lettori almeno il suo "Scritti corsari")in grado di tenere alta lattenzione sui pericoli dell"omologazione" culturale prima che civile, di gridare con i suoi interventi letterari e i suoi prodotti mediatici quanto sia oppressiva la maniera governativa e non solo quella, di plagiare le giovani generazioni e la gente comune al fine di "consumare" per poi "essere consumati". Sia benvenuta ogni occasione che ricordi di "non dimenticare" una lezione di libert come quella di Pasolini, almeno nel diritto a priori a essere formulata ( fu lezione straordinaria di Voltaire gi nel "secolo dei lumi") se non condivisibile in alcuni esiti, come principio costituzionale, come difesa delle minoranze ad essere voce, proprio mentre nel nostro Paese si stanno levando steccati di chiara propensione discrimitoria alla faccia dellUnit dItalia e del principio insopprimibile di tolleranza e solidariet.
|
|
Maria Musik
- 25/04/2010 21:50:00
[ leggi altri commenti di Maria Musik » ]
"Il potere un sistema di educazione che ci divide in soggiogati e soggiogatori. Ma attento. Uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, gi fino ai poveri. Ecco perch tutti vogliono le stesse cose e si comportano nello stesso modo. Se ho tra le mani un consiglio di amministrazione e una manovra di borsa, uso quella. Altrimenti una spranga. E quando uso la spranga faccio la mia violenza per ottenere ci che voglio. Perch lo voglio? Perch mi hanno detto che una virt volerlo. Io esercito il mio diritto-virt. Sono assassino e sono buono." Pasolini stato uomo scomodo per tutti: onoriamo lui e questo giorno meditando su queste parole. Perch anche noi siamo stati educati dallo stesso sistema e, a volte, persino nelle nostre piccole bagarre su questo sito, lo dimostriamo usando le parole come fossero scettri o come fossero spranghe. Grazie a Franca e a Antonio per i loro commenti.
|
|
Antonio De Marchi-Gherini
- 25/04/2010 21:38:00
[ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]
Mi sembra inutile, avendo inviato tale intervista, commentare. Ancora una volta,per vorrei sottolineare la lucida analisi di Franca Alaimo, che mette a fuoco quanto Pasolini resti sempre attuale, soprattutto in questi tempi barbari e feroci per lintelligenza e soprattutto venefici per la formazione di giovani pensanti e non schiavi di Amici, Grandi Fratelli e Isole dei Famosi.
|
|
Franca Alaimo
- 25/04/2010 19:09:00
[ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]
Pasolini stato sempre un intellettuale mal digerito, per il semplice fatto di non avere esibito etichette in un tempo in cui letichetta dovevi per forza esibirla sulla fronte. Il tempo dimostra che proprio le persone meno digeribili, quelle pi scomode, sono dei profeti. La lettura disincantata della "situazione", come Pasolini la chiama, della societ di quegli anni, che difende di contro le domande scioccamente ironiche fino al limite delloffesa, del suo intervistatore, che lo giudica, si vede, un insensato, un "disertore", dimostra, infatti, come egli abbia anticipato i danni che oggi possiamo osservare sul corpo della nostra societ, a meno che non dirigiamo gli occhi verso i falsi lustrini del benessere e il travestimento della violenza che la caratterizza Queello che pienamente condivido lidea sulla diversit dei cosiddetti poveri delle societ capitaliste, una sorta di "cupa armata" che non vuole pi la libert di essere se stessa, ma diventare come il padrone che vuole abbattere. Per questo Pasolini finisce col dire che siamo tutti deboli e tutti colpevoli, e cio tutti vittime di uneducazione allavere, possedere e distruggere. Ricordo piacevolemnte un viaggio in India ( che anche lui visit e ne scrisse) in cui i poveri sorridevano, amavano e mi insegnarono che tutto quello che ci serve ce lo portiamo dentro. La cultura di massa, volta attraverso la scuola, i mass media e quantaltro, ad appiattire, a conservare, a creare soggiacenze e dipendenze, , come tutti possiamo osservare, una sottocultura di massa, uno scivolamento di ogni valore, a cominciare da quello stesso delleducazione scolastica, perch questultima, quando abbia a che fare con il ruolo del "colere", serve a creare anche il necessario dissenso, che un po come il concime dei campi: il suo odore d fastidio, ma fa crescere frutti buoni e succosi. La mia esperienza di docente mimette di fronte a ragazzi omologati, interessati alla superficie delle cose, falsamente inquieti, poich la loro inquietudine scatenata dal desiderio delle cose, non dalla ricerca della loro essenza, e dellessenza dellesistere. Tutto questo ha le sue eccezioni, per fortuna, ma quanto poche! Pasolini stato un intellettuale a 360 che alla pragmaticit del pensiero marxista aggiunse un sentire spirituale; e che al sentire spirituale don la libert del suo pensiero duomo di passioni. Chi non li conosce, guardi certi suoi films, come lAccattone; il Vangelo secondo Matteo, legga i suoi libri. Lho sempre amato e oggi gliene rendo testimonianza.
|