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Daniele Santoro
- 08/11/2010 17:54:00
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Condivido pienamente lanalisi di Savelli, e in particolare quella relativa al secondo testo; la tonalit elegiaca eppure tragica di Epilogo di Maggio emerge da una serie di lemmi afferenti al campo semantico dellepilogo (aura nera, sindrome, sgretolati), anche se alternati a pochi ma efficaci sprazzi di rinascita, seppure alacre: Alba, per esempio - efficacemente in maiuscolo e a inizio verso - che disegna con primavera del verso successivo un chiasmo di grande effetto e preannunzia il finale fioritura che fa rima - ossimorica? - con tortura; ho trovato suggestivo inoltre il gioco, nascosto ad interno verso, creato dallassonanza tra bianca e alba e dalla paronomasia tra aura, bianca, alba e afa.
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Loredana Savelli
- 08/11/2010 16:24:00
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La prima sembrerebbe una scrittura rapida che scorre su una musica contemporanea, dove non si cerchi il tema o uno sviluppo formale, ma evocazioni-lampo, sonorit che svaniscono quasi senza lasciare traccia nella mente. Ci mi viene suggerito dalluso di numerosi termini musicali (note, solfeggiata, dodecafonico, eco, concerto, tuba, arpa, piatto, timpani ecc.). Se fosse vero quello che ho recepito, sarebbe davvero interessante (per me) capire quale musica abbia fornito tale spunto.
Ho trovato la seconda molto delicata, ma con una tonalit tragica: laura nera, la camelia bianca, i muri sgretolati, il dileguarsi di tutto e lattesa della fioritura vissuta come una tortura. Non sempre la primavera concede ci che promette, nonostante i petali di rosa...
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