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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
 
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Commenti al testo di Giuliano Brenna
Châtellerault

Sei nella sezione Commenti
 

 Teresa Nastri - 28/03/2014 10:21:00 [ leggi altri commenti di Teresa Nastri » ]

Lessi La Recherche a pezzetti (per mancanza di tempo sufficiente)e non ricordavo nulla dell’episodio di riferimento. Ma trovo affascinante questa scrittura in cui piccoli gesti quotidiani accompagnano e sottolineano l’intimità malinconica dei pensieri.
Efficacissima poi la tecnica descrittiva dei sentimenti, che si riflettono reciprocamente come da due specchi accidentalmente posti di fronte.

 robertoperrino - 17/02/2012 18:29:00 [ leggi altri commenti di robertoperrino » ]

Me l’ero stampato per leggerlo in treno l’altra mattina. Ho fatto un bel viaggio! L’ho centellinato riga per riga seguendo la scorrevolezza di un narrare consapevole, maturo. I caratteri tratteggiati con sapienza e sguardo benevolo, che contagia il lettore e lo trascina dentro la storia breve e intensa. Complimenti!

 Roberto Maggiani - 16/02/2012 21:07:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Il testo di Giuliano, per chi ha letto la speciale pagina proustiana a cui è ispirato, appare come un naturale ampliamento del "gioco" della scrittura di proustiana... ispirato in quanto a ironia, a sentimento, a sospensione nella sorpresa, a descrizione dei sentimenti dei personaggi, a freschezza di scrittura e a serena scorrevolezza. Grazie caro Giuliano. Speriamo di leggere presto altre tue rare perle di scrittura in prosa.

 Loredana Savelli - 15/02/2012 21:47:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Insomma un Proust post-moderno ma pur sempre un Signor Proust!

Ciao!

 Alessandra Ponticelli Conti - 15/02/2012 21:04:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Davvero bellisimo!

 Maria Musik - 15/02/2012 12:30:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Ecco di nuovo Giuliano Brenna partire da Proust e dilatare, come in un passaparola letterario, l’indiscrezione di Albert che ispirò Proust nel raccontare l’ingresso del giovane duca di Châtellerault alla soirée della principessa di Guermantes. Ed il racconto di Giuliano ci guida ancor più "dentro" la testa dei due occasionali amanti ed è un fluire, come quello del Vienne, di parole che, morbide, ci riportano indietro nel tempo. Il finale, "rubato a Proust", ci fa riconoscere in Simon quell’usciere che “conosceva abbastanza l’araldica da saper completare da sé un appellativo troppo modesto”. Nella tenerezza di questo gesto che rende "grande" l’umile c’è una chiave di lettura importante per capire "Marcel Brenna".