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Commenti al testo di Roberto Maggiani
Ossessione di evidenza

Sei nella sezione Commenti
 

 Gian Maria Turi - 24/05/2012 23:14:00 [ leggi altri commenti di Gian Maria Turi » ]

" Perché dovrei dichiarare tutto ciò… a voi?" - Perché non resisteresti. Nemmeno Gesù Cristo ha resistito... Il Tentatore ha chiavi per tutti i cuori e tutti i gusti... ;)

 Roberto Maggiani - 09/03/2012 20:13:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Belli anche questi ultimi commenti di Lorenzo, Lorena e Luciana.
Di Lorenzo evidenzio: "Che bello mettere in discussione tutto, di cosa abbiamo paura, cosa ci può succedere?"
Di Luciana: "non posso accettare che i tanti berluschini continuino a blaterare la loro oscena visione del mondo senza nessun contraddittorio: senza aver impegnato qualche energia a contrastarli"
Di Lorena tutto, perché ha centrato perfettamente il mio intendimento.
Grazie, ancora.

 Lorenzo Mullon - 07/03/2012 21:18:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Grazie Luciana, io non ho certezze, ma slanci e tante illusioni infrante. E qualche bagliore, forse allucinazioni, forse no.
Di sicuro, se smettiamo La Recherche, finiamo in pasto al nulla.
Che bello mettere in discussione tutto, di cosa abbiamo paura, cosa ci può succedere?

 Luciana Riommi Baldaccini - 07/03/2012 20:40:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

Io credo che Lorenzo esprima un grido di dolore, che profondamente condivido, di fronte alla possibilità che la pseudocultura dominante, fatta di cose inutili e prive di senso, di falsi desideri indotti dalle logiche del mercato, di atteggiamenti superficiali che solo alla superficie delle cose si rivolgono (anche quando le "cose" dovrebbero essere persone o la cultura stessa), impedisca in un modo o nell’altro a una voce diversa di parlare: magari facendo venir meno (sia pure con dolore) la sua stessa motivazione a farsi sentire.
Ferma restando la legittimità della scelta individuale (relativamente) libera di tacere ciò che sentiamo ancora troppo intimo e personale per darlo in pasto alle "belve", credo che in ogni epoca sia una precisa responsabilità di chi è portatore di un pensiero diverso, non omologato, non autorizzato, di far sentire la sua voce, anche se ad ascoltarla fossero solo poche persone. È l’unico modo per gettare i semi di una prospettiva nuova sulle cose della vita (giusta o sbagliata che sia, comunque sempre potenzialmente innovatrice) senza però aspettarsi il consenso da parte del pensiero dominante, e dando per scontata l’inevitabile incomprensione della maggioranza che intendiamo sfidare.
Il mio grido di dolore: non posso accettare che i tanti berluschini continuino a blaterare la loro oscena visione del mondo senza nessun contraddittorio: senza aver impegnato qualche energia a contrastarli (almeno nel piccolo orto che la mia vita mi concede)

Un caro saluto

 Lorena Turri - 07/03/2012 14:52:00 [ leggi altri commenti di Lorena Turri » ]

Nella poesia di Roberto Maggiani, io leggo l’uomo che è consapevole delle sue capacità, che ha delle certezze, delle proprie verità, ma non vuole omologarsi sbandierandole ai quattro venti come molti o tanti, facendole passare per verità o certezze assolute.
L’uomo umile che sa bene di non essere Dio, essere perfettissimo e nel contempo l’uomo sicuro di sè che può dire agli altri: "Perché dovrei dichiarare tutto ciò… a voi?"
Non è paura di esprimersi, ma ferma credenza che solo Dio può essere giudice.

 Lorenzo Mullon - 07/03/2012 14:15:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Non avrei voluto leggere, nei commenti, negli ultimi, una paura di esprimersi che un poeta dovrebbe superare.
Siamo umani, pieni di incertezze, terrorizzati. Ma un bel giorno, se ci svegliamo dal sogno, comprendiamo di essere dei immortali. Dio in persona è uno di noi, che ci sta dicendo che siamo come lui.
Ma, troppo spaventati per ascoltarlo, ci buttiamo in mille droghe e stupidaggini, ci inventiamo addirittura dei lavori assurdi, il broker di Borsa, il consulente finanziario, il militare... Pur di non sentire, ci mettiamo a pregare ad alta voce litanie senza fine, a batterci il petto e attribuirci colpe che non abbiamo.
La poesia dovrebbe aiutare a superare il guado, se non è presa come un pasticcino da salotto. Vabbé, c’è anche la solitudine, abbiamo bisogno del branco addomesticato, e dei sorrisini di circostanza, fa sempre parte delle paure.
Comunque, il terrore più grande è la libertà. Persino gli Angeli ce lo vengono a dire, che abbiamo il libero arbitrio, però noi vogliamo restare schiavi delle cose e delle cattive abitudini.
Sul libero arbitrio c’è poi un enorme equivoco, alimentato dalle religioni formali e superficiali. In realtà il libero arbitrio non lo esercitiamo per niente, quasi nessuno lo esercita, solo gli illuminati, noi che viviamo all’oscuro della vita non sappiamo nemmeno cosa sia. Pur di non capire, preferiamo comportarci male, illudendoci di esercitare la nostra libertà, e invece è solo ignoranza. Preferiamo fare i maledetti, distruggerci, o farci avvelenare da qualcuno o da qualcosa, persino dallo spread, schiavi delle notizie giornalistiche, schiavi di tutto.
Un abbraccio.
(La cosa buffa, è che te lo sto scrivendo da un portale che si chiama "Libero", che ironia fantastica!)

 Roberto Maggiani - 06/03/2012 21:54:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

@Domenico: intanto mi prendo l’abbraccio, che di questi tempi fa sempre piacere, poi ti dico che il tuo Hoelderlin mi piace e anche il fatto che gli dei mi hanno trovato e parlato ancora =) Grazie. Ti abbraccio.
@Lorenzo: Grazie per il tuo intervento che mi piace molto, non ho capito se quando dici "ho letto delle cose che non avrei voluto" ti riferisci a ciò che ho scritto nella poesia, il cui significato va al di là del timore di dire o non dire certe cose, ti invito a leggere quanto dico nel mio primo autocommento. Inoltre aspetta che esca "Nella frequenza del giallo" e vedrai che gli Extra avranno una loro prima rivincita... anche se il mio punto di vista su queste cose è molto realista, scientifico, senza togliere nulla però alla voglia di mistero e sorpresa e stupore. Grazie. Ti abbraccio.

 Lorenzo Mullon - 06/03/2012 20:33:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Perché un poeta vede creature d’altri mondi, e non può dirlo?
O parla con altre dimensioni, comunque le vogliamo chiamare, e non può scriverne?
E’ molto triste questa autocensura.
Di cosa abbiamo paura, del ridicolo?
Ma da sempre i poeti sono emarginati, perseguitati, messi all’indice, eppure bisogna trovare il coraggio di essere se stessi, altrimenti cosa ci facciamo qui? Forse abbiamo sbagliato pianeta, forse abbiamo sbagliato vita.
Se ci limitiamo, perché abbiamo il terrore di non essere accettati, dai media, dai parenti, dagli amici... se ci limitiamo ai fiorellini e ai passerotti - che va benissimo, per carità, ultrabenissimo - o alle passioni folgoranti, o alle grandi bevute, perché maledetti va bene, maledetti si può, maledetti va sempre di moda... beh, dedichiamoci ad altro. No-o?
Non è una critica a Roberto, capisco benissimo il tuo stato d’animo, è che ho letto delle cose che non avrei voluto. Dispiace.
Un saluto a tutti!

 Domenico Morana - 06/03/2012 19:53:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

CHI CERCA TROVA
Poeti, Poetici e Critici

C’è chi è in cerca della poesia, altri in cerca d’una poetica che qualcuno si premuri d’appiccicargli sulla gobba. Mai nessuno che sospetti che si tratta di trovare o d’essere trovati… «Sei fortunato! Oggi hai/t’ha trovato un’altra poesia, gli dei (o gli extraterresti – così, per sentirsi in sintonia, o perché forse oggi mi sento un extraterrestre) t’hanno parlato ancora». Siamo quelli de LaRecherche, nuovi trovatori del terzo millennio, una babele armoniosa che calcola metodicamente la precessione degli equinozi e fissa stelle in ossessioni d’evidenza.

Termino il mio sproloquio continuando a citare a citare Hölderlin:

“Molto ha esperito l’uomo. / Molti celesti ha nominato / da quando siamo un colloquio / e possiamo ascoltarci l’un l’altro”

A questo e non ad altro voleva tendere il mio precedente commento, forse fuori tema per la tua poesia, piuttosto indirizzato al cuore di tutti quelli che partecipano a LaRecherche.

Ti abbraccio

 Roberto Maggiani - 06/03/2012 18:39:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

@Leonora, che tu sia stata su Vega una indimenticabile campionessa di pattinaggio artistico, è cosa certa, ne parlano tutti nella costellazione della Lira =)
@Fiammetta: Sì è una bella cosa, un dialogo continuo, la mia stessa esistenza è lì racchiusa.
@Censa, mi piace il tuo entusiasmo; qualche volta abbiamo bisogno che qualcuno ci riveli qualcosa di sé e di un po’ misterioso...

Grazie per i vostri interventi.

 Censa Cucco - 06/03/2012 13:54:00 [ leggi altri commenti di Censa Cucco » ]

dall’emozione ho scritto male metamorfosi dell’umanità e non posso dirlo a nessuno, anch’io parlo con Dio ogni giorno, ma chissà con chi parlo forse col mio essere profondo, ma il mio desiderio dell’esistenza di un Dio è tale che riesce a sentirmi... certo non posso dimostrare niente a nessuno, ma questa è la mia poesia...

 Censa Cucco - 06/03/2012 13:46:00 [ leggi altri commenti di Censa Cucco » ]

bellissima! io ho visto creature d’altri mondi, ma non posso dirlo come pure vede la metamoefosi dell’umanità ogni giorno progredire e non posso dierlo a nessuno... ma che bello che qualcuno ne accenni!

 Fiammetta Lucattini - 06/03/2012 10:56:00 [ leggi altri commenti di Fiammetta Lucattini » ]

Però parli con Dio tutti i giorni, e non è poco! Un caro saluto.

 Leonora Lusin - 06/03/2012 08:34:00 [ leggi altri commenti di Leonora Lusin » ]

Una cosa è la dimensione pubblica, lo è anche la condivisione più intima,un’altra è la certezza che nessuna delle nostre esplorazioni va perduta: entra a far parte della biblioteca della specie a disposizione di chi si troverà o si è trovato proprio a passare per quel punto...
P.S. Chi può dire che su Vega io non sia stata un indimenticabile campionessa di pattinaggio artistico...?

 Roberto Maggiani - 05/03/2012 22:26:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Cari amici, le vostre letture del testo mi sorprendono perché così personali e proprie di ognuno di voi. Personalmente accetto ogni vostro spunto di riflessione per espandere la mia personale. Dico in più che la poesia è nata in un momento di sconforto davanti alla tendenza generalizzata di giudicare/valutare grossolanamente le persone in base a ciò che è manifesto, senza tenere conto che forse ciascun individuo ha una propria sfera interiore e personale che non sempre vuole rivelare ma non per questo va giudicato da meno di altri che invece mettono in luce le proprie doti, talvolta le ostentano. Inoltre una potenzialità non è detto che sempre vada espressa, o espressa nel modo che la maggior parte degli uomini pensa vada espressa. Mi viene in mente Berlusconi e altri simili a lui che reputano persone di successo coloro che hanno fatto tanti soldi, per altri i parametri del successo possono essere altri? Non fare una cosa non vuol dire non essere capace di farla... eccetera eccetera...

 Luciana Riommi Baldaccini - 05/03/2012 21:39:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

"Chi può dire che io non..." se non lo stesso "io" che dice a se stesso ciò che non dice ad altri? Lo stesso io che qui però svela i suoi pensieri, i suoi sogni, la sua fede, nel contrasto interiore con i suoi dubbi e la sua umanissima "ossessione di evidenza" (è lo scienziato?).
Ti ho letto correttamente?

Ciao

 Maria Musik - 05/03/2012 21:16:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

I nostri sono tempi in cui la curiosità non è veicolata dall’amore per il sapere, amor di conoscenza, ma da uno stolido voyerismo, un morboso ed ossessivo bisogno di evidenza ed al contempo dalla necessità di dichiararsi, sempre e comunque, non per il desiderio di confronto o di condivisione o, perchè no, di autentica compassione (patire-con) ma per "esserci" ed affermarsi al di là e al di sopra (o al di sotto) della coscienza del sè. L’avere (audience, potere mediatico, attenzione,...) continua a primeggiare sull’essere, in modo subdolo perchè da "essere" si traveste.
C’è un momento per parlare ed uno per tacere, ci sono verità che vanno gridate dai tetti ed altre custodite nel silenzio del proprio cuore, ci sono lampade da porre sopra il moggio e magma che è meglio rimanga impigliato nelle viscere della terra. E c’è il discernimento...

 Loredana Savelli - 05/03/2012 20:32:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

La seconda lettura lascia addosso inquietudine. Chi può sapere la verità? Ma soprattutto chi può dirla? Esiste una verità oltre quello che si può percepire e raccontare? I poeti di che verità parlano? E gli scienziati?

 leopoldo attolico - 05/03/2012 19:40:00 [ leggi altri commenti di leopoldo attolico » ]

Esiste il condivisibile e l’incondivisibile . La propensione a legittimare l’incondivisibile non penso sia riconducibile al solipsismo , ma ad una custodia della parte più preziosa ( umana ) dell’interiorità che non perde di vista il Mondo e non smette di cercarlo ,di cercarsi e di interrogarsi .

 Silvia De Angelis - 05/03/2012 19:18:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

...davvero Roberto chi puo dirlo? Nemmeno Freud ...non è più tra noi da troppo tempo!

 Ferdinando Battaglia - 05/03/2012 19:14:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Intelligente dissertazione, riuscita poeticamente, sulla necessità di saper ascoltare il silenzio; ma ciò non solleva l’esperiente dalla responsabilità della condivisione possibile di un proprio sapere.
Un filosofo scrisse(non cito le parole ma il senso)che uno stupore non condiviso è causa di sofferenza interiore.

 Guglielmo Peralta - 05/03/2012 18:41:00 [ leggi altri commenti di Guglielmo Peralta » ]

...per sapere se anche i nostri occhi vedono come tu vedi, se anche noi parliamo con Dio tutti i giorni|

 Domenico Morana - 05/03/2012 18:21:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Sì, Roberto, chi può dire
se, rimasto l’unico a non saperlo,
mentre tutti, tutti sapevano
e complici, solo per te segreti,
non dichiaravano a te
che le parole degli uomini
non sono mai comprese?

Cantore cieco tendi l’orecchio,
se forse a salvarci non giunga
il ricordarci che quel che dura
lo fondano i poeti.

Un abbraccio in attesa di quel che sa nascondersi.

 Paola - 05/03/2012 18:16:00 [ leggi altri commenti di Paola » ]

Perchè è bello condividere il bello... e perchè si può godere della felicità altrui.

 Loredana Savelli - 05/03/2012 18:10:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Io ti direi: fidati : )))

 Carla de Falco - 05/03/2012 18:09:00 [ leggi altri commenti di Carla de Falco » ]

perchè hai voglia tu dirlo quanto noi di sentirlo dire?

e perchè sai che non c’è rassicurazione alcuna nel solipsismo.
persino la verità ha bisogno di confronto.

 Lorenzo Mullon - 05/03/2012 17:50:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Solo per amore, per non lasciarci soli, per non evadere dalla Poesia.