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Commenti al testo di Roberto Maggiani
Alza la testa uomo

Sei nella sezione Commenti
 

 Roberto Maggiani - 11/02/2014 00:10:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Ciao Teresa accadde al precedente Papa.

 Teresa Nastri - 10/02/2014 19:06:00 [ leggi altri commenti di Teresa Nastri » ]

Non sapevo dell’ugandese ricevuta in vaticano dopo aver proposto la pena di morte per i gay, ma credo che questo papa lo abbia fatto con spirito diverso da come può apparire. Non sono praticante né vaticanista, ma se le parole hanno un senso, tutte le sue esternazioni parlano di accoglienza - sempre e comunque.

Condivido in ogni caso il tuo sentimento di fondo.

 Roberto Maggiani - 30/01/2013 00:41:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Care amiche e cari amici, qui intervenuti, ho letto uno a uno i vostri pensieri/commenti, grazie, da ognuno ho colto il seme di un comune desiderio di fraternità e solidarietà, che è quello che più conta; quando mi trovo davanti ad una persona mi trovo sempre piacevolmente spiazzato dalla sua grandezza e dalla diversità che mi arricchisce... sempre. Grazie.

 Mariella Bettarini - 28/01/2013 18:41:00 [ leggi altri commenti di Mariella Bettarini » ]

Grazie, carissimo Roberto, della tua forte, indispensabile, straordinaria "testimonianza in versi" per il Giorno della Memoria! "Alza la testa uomo (gay)/ tu esisti - ne hai diritto"... Memoria di orrende violenze, di vergognosi soprusi, di scandalosi silenzi e "complicità" (come quelle vaticane...). Memoria di sofferenze infinite, in una storia infinita di ingiustizia, di disuguaglianza, di Male. Non dobbiamo più tacere!
Grazie, dunque, Roberto, del tuo più che mai necessario RICORDO e AMMONIMENTO, e un forte, solidale abbraccio dall’amica Mariella

 Eugenio Nastasi - 28/01/2013 13:22:00 [ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]

Come commentava ieri una signora in un programma televisivo sulla shoah, l’atteggiamento più insidioso verso il problema della "differenza" è proprio "l’indifferenza", quello stato mentale emotivo morale che non è nè carne nè pesce, quello starsene alla finestra a guardare per strada che il mondo accade, con tutta la drammaticità e la violenza di sempre e non avere una reazione, un aumento del battito cardiaco.
Mio caro Roberto che dire:è sempre stato così, la storia umana è storia di soprusi e di collusioni, di apparantementi tra potenti, anche a livello di vaticano; non è giocare alle tre scimmiette che si riconoscono i diritti di tutti non perchè diversi per religione, colore della pelle, usi e costumi e quant’altro, ma in quanto uomini, cioè persone.E’ su quest’ultimo tasto che si dovrà battere il maglio della democrazia: in quanto persona ogni uomo è più dello stato che lo governa.

 alfonso lentini - 28/01/2013 12:19:00 [ leggi altri commenti di alfonso lentini » ]

Caro Roberto, sono d’accordo con te!

 Fiammetta Lucattini - 28/01/2013 09:48:00 [ leggi altri commenti di Fiammetta Lucattini » ]

Perfettamente d’accordo con la tua tesi accorata e condivisibile. Vorrei ricordare, contemporaneamente, le oltre 130 donne uccise in Italia nel 2012 dai loro compagni. Il femminicidio sostenuto da un’ipocrita cultura maschilista non è un delitto meno grave ed odioso. Ma continuo a sperare che il domani sia meglio dell’oggi.
Un caro saluto.

 Leopoldo Attolico - 27/01/2013 19:48:00 [ leggi altri commenti di Leopoldo Attolico » ]

Dico solo che se Gesù tornasse tra di noi prenderebbe a calcioni nel sedere il suo Pastore ( ? ! ) e i paladini della sua dittatura spirituale . Maometto farebbe la stessa cosa con il fondamentalismo islamico .

 Carla de Falco - 27/01/2013 15:28:00 [ leggi altri commenti di Carla de Falco » ]

Poco da aggiungere a questa tua che mi sembra più una proposta di confronto intellettuale che una vera proposta poetica. Prima l’UOMO. Prima (o, meglio, solo) la sua dignità. E la libertà di essere. Poi le etichette che, tutte, sono nella storia solo foriere di diabolici meccanismi di dolore. In fondo, Nando, non è il nostro diavolo (dal diabàllo, greco) colui che separa e nel creare categorie semina odio? Contro ogni odio, noi oggi ricordiamo.
Ciao, Roberto.

 Ferdinando Battaglia - 27/01/2013 14:19:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Carissima Maria (permetti il saluto confidenziale),
come potrei sentirmi offeso da te? Ti stimo una persona onesta e mai penserei di un’interlocuzione in malafede. Per la stima nei Vostri confronti (leggi: La Redazione) mi sento grato e onorato di poter partecipare alle attività (alcune) del sito.
Io dico che sono un ignorante, tu dici di no: entrambi abbiamo torto. Tuttavia, come accade ad un amico collega che, per sordità, non ha facilità di parola e, soffrendo, ricorre ai colleghi fidati per dire il suo pensiero (e sapessi quanto dolore comunica questa forma d’”incomunicabilità" che incide sulla formulazione del pensiero), mi devo arrendere almeno in parte a questo mio limite. Per cui poteri già fermarmi qui; però come in una fraternità dal confronto libero e aperto, condivido alcuni miei pensieri a voce alta, suscitati dal tuo invito.
Non ho voluto negare la proposta di riflessione sul dramma che si vive oggi, penso che espandere i significati impliciti di quella tragedia, non aiuti il “segno” significante della persecuzione agli ebrei. Qui, non si tratta dei numeri, occorre pensare alla qualità epocale di quel male. Le persecuzioni violente e discriminanti, come qualcuno dei poeti oggi ha ricordato sul sito, sono innumerevoli e molte ancora attuali. E se esiste un silenzio colpevole (non penso deliberata complicità) delle gerarchie vaticane, allora dovremmo visionare il filmato della Storia (dopo di ché non mi sento assolto né come cattolico né come uomo, poiché è una lacerante - almeno nell’anima e nella mente - contraddizione assistere senza far nulla di fronte agli omicidi che le nostre opulenze direttamente o indirettamente procurano ad altri essere umani - quanto ancora è lontana la fraternità universale -) e anche riconoscere che non ci sono vittime innocenti di serie a oppure di serie b (cristiani inclusi).
Io voglio capire, m’impegno a cercare di approfondire, a documentarmi; per questo anche mi pongo in Vostro ascolto.
Per quanto riguarda il mio atteggiamento nei confronti della persona omossessuale, non credo di avere problemi, non sono le scelte affettive che intervengono a modificare un evento relazionale; tra l’altro, questo grazie anche alla mia famiglia d’origine, semplice, popolare e a modo suo credente, che non mi ha mai istillato pregiudizi, mostrando un comportamento accogliente indipendentemente dalle distinzioni di razza, ceto sociale, colore politico, vissuti affettivi.
Solo un’ultima annotazione: in Italia, però correggimi se sbaglio, non mi sembra ci sia un problema di accettazione individuale o di coppia (altro sono le ideologie violente cui s’ispirano comportamenti persecutori, aggressivi), il problema riguarda la ricerca di un riconoscimento di configurazione paritaria alle altre forme di unione e al “diritto” di genitorialità (in questo non credo abbiamo diritti ma solo doveri di solidarietà), ma qui il discorso si fa complesso.

Mi scuso per l’incompiutezza e la brusca interruzione, non posso per ora chiedermi di più; e grazie a Roberto per la sopportazione e l’ospitalità.

 Maria Musik - 27/01/2013 11:36:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Mi dispiace intervenire in modo così diretto e voglio assicurare tutti ed, in primis, Nando (perchè è a lui che mi rivolgerò) che non è spirito di polemica che mi muove o voglia di entrare nel discorso in modo conflittuale ma è proprio che non si può tacere. Parto, Nando, dalla tua ultima affermazione. Dici che avresti preferito che questa pubblicazione fosse avvenuta non contestualmente al giorno della memoria. Scusa ma, fermo restando che ognuno desidera ciò che più gli piace, mi sfuggono le motivazioni. Un numero imprecisato (la stima va da un minimo di 5000 ad un massimo di 15000) omosessuali furono internati nei lager, il loro simbilo era un triangolo rosa, colore scelto per sfregio (notare che è il colore di solito abbinato al genere femminile). Molti erano anche ebrei, altrettanti solo omosessuali. Le lesbiche (in numero inferiore) erano, invece, inglobate nel gruppo eterogeneo dei "triangoli neri", cioè degli asociali. Una discriminazione nella discriminazione. Agli occhi di un mondo "maschio" (nel senso becero del termine), l’omosessualità maschile è contronatura, quella femminile è maliziosamente considerata (da un buon numero di maschi) un comportamento asociale ma sessualmente "stuzzicante": per parlar chiaro, due maschi che fanno l’amore fanno schifo, due femmine eccitano le fantasie morbose. Sono passata al tempo presente perchè questa "lettura" del mondo omosessuale è ancora in auge.
Tornando a noi, se nei lager furono internati, torturati ed uccisi degli omosessuali perchè l’odierna giornata non dovrebbe farne memoria? Va bene se ricordiamo Padre Massimiliano Kolbe, Mafalda di Savoia, Primo Levi ma non c’è memoria per Heinz Dörmer che, benchè sopravvissuto, passò direttamente dai lager alle carceri tedesche perchè, comunque, reo di omosessualità? Mi pare, sinceramente, che la giornata sia più che appropriata a tale pubblicazione.
Ho bisogno, anche, di aprire una discussione su ciò che ci si aspetta o meno da un Papa. Quando il 16 dicembre comparve questo articolo e la relativa foto (link http://fulviobeltramiafrica.wordpress.com/2012/12/14/il-papa-benedice-la-promotrice-ugandese-della-pena-di-morte-per-gli-omosessuali/) scrissi su una mia pagina pubblica: <<Sono completamente pazza: mi sono messa a pensare "forse, le ha parlato, forse l’ha benedetta perchè Dio la illumini e la allontani dall’efferatezza di cui si è fatta promotrice". Ma, allora, perchè la foto pubblica, perchè non in camera caritatis? Sono turbata, anzi, angosciata.>> (... e, detto per inciso, solo due amici hanno commentato). Adesso, la domanda, la giro a te. Perchè la foto in cui, sorridendo, accetta il dono di questa donna? Qui non si tratta di discutere su questioni di ordine morale o teologico intorno ai temi correlati all’omosessualità ma di non aver voluto stigmatizzare pubblicamente personaggi politici che vogliono ammazzare degli altri esseri umani. Come si possono fare differenze? Da una parte nessuno deve toccare Caino, va tutelata la vita anche del più efferato assassino ma non una parola, anzi, udienza e foto ricordo per chi vuole uccidere molti uomini solo per il loro comportamento sessuale?
Rispetto ad un tema di questa portata ritengo non ci si possa appellare alla propria ignoranza in materia (e, per altro, ritengo che tu sia tutto meno che ignorante o non adeguatamente acculturato): bisogna solo guardare e porsi delle domande e, magari, porle a chi di dovere.
Ti prego, per la stima che nutro per te e per la tua sensibilità ed amore per la persona umana, di confrontarti con queste tematiche cercando, per una volta, di uscire dalla necessità di difendere, tout court, ciò che la gerarchia esprime ma di provare ad essere più empatico nei confronti di chi si sente dilaniare da certi comportamenti. Quello che sto cercando di comunicarti è che il mio non è anticlericalismo demagogico ma autentico smarrimento.
Spero di non averti offeso perchè ho rispetto per il tuo credo e la tua appartenenza ma, come Roberto, ritengo non si possa tacere ed, aggiungo, che questo non riguarda solo la questione legata ai diritti degli omosessuali ma ai diritti di tutti e, per quanto concerne la posizione della Chiesa Cattolica, si tratti di capirci fino in fondo su cosa comporti essere operatori di giustizia e di pace e se "il sabato è per l’uomo o l’uomo per il sabato", perchè oltre il dogma (o prima di esso) c’è la dignità ed il pericolo di vita di uomini innocenti.

 gabriella gianfelici - 27/01/2013 11:23:00 [ leggi altri commenti di gabriella gianfelici » ]

il testo è bello e mi accordo su tutto ciò che scrivi. stiamo tornando indietro a passi veloci, purtroppo è così. Non resta che resistere forte.

 Alessandra Ponticelli Conti - 27/01/2013 10:48:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Difficile abbattere i pregiudizi. Ma dobbiamo continuare a credere nei nostri ideali. Un caro saluto e grazie per questa poesia che, per quanto mi è possibile, cercherò di far leggere. Un caro saluto
Alessandra

 Oronzo Liuzzi - 27/01/2013 10:22:00 [ leggi altri commenti di Oronzo Liuzzi » ]

Complimenti, Roberto!!

 sebastiano aglieco - 27/01/2013 10:19:00 [ leggi altri commenti di sebastiano aglieco » ]

grazie per questo testo di autentica denuncia, contro una situazione che lede il più importante diritto della persona, quello di realizzarsi nella pienezza del suo essere.
sebastiano aglieco

 Narda Fattori - 27/01/2013 10:00:00 [ leggi altri commenti di Narda Fattori » ]

Hai detto bene, Roberto, è un’invettiva e forse è vero che questo giorno è consacrato ad altre crudeltà.
La presenza dello Stato del Vaticano e del suo sovrano impediranno ogni forma di legge di uguaglianza e continueranno ad essere negati diritti essenziali. Le differenze di genere non sono differenze di umanità; l’uomo è ben altro che le sue preferenze affettive e sentimentali.
Non dimenticherò mai il pianto su una spalla di un amico "timido " durante una danza quando avevo diciotto anni e lui, maggiore, venticinque e laureato insegnava. Mi ha confessato le sue emozioni e mi ha detto addio: sarebbe emigrato, allora in un paesetto l’ostracismo sarebbe stato insopportabile. In seguito ho avuto amici e amiche omosessuali ma non me ne ricordavo: erano amici e basta.
Mi fanno un po’ pena gli orgogli gay , come gli individui sono costretti a vestirsi da buffoni per far sapere che esistono; le minoranze hanno dovuto trovare sempre scappatoie all’isolamento. Credo che , non Pietro ma Cesare dovrebbe riconoscervi negli stessi diritti . Sarà necessario andare controcorrente, ma che ci siano regioni governate da presidenti omosessuali mi fa ben sperare.
Ma la lotta deve durare.

 Tiziana Colusso - 27/01/2013 09:33:00 [ leggi altri commenti di Tiziana Colusso » ]

caro Roberto, apprezzo il tuo coraggio e la tua passione. Come forse ricordi anche io in passato ho scritto alcuni testi sull’argomento. Temo che il mondo stia tornando indietro su tutti i fronti, da quello economico a quello culturale, dai diritti alla qualità della vita. Questo è un dato preoccupante, e il diritto/dovere degli scrittori è di continuare a tenere desta l’attenzione, alto il pensiero, appassionata l’azione, ognuno sui temi che in quel momento gli/le sono cari e cogenti. In questo momento per me è diventata centrale la necessità di avanzare spiritualmente, con la meditazione e con la lettura di maestri, per resistere a questa deriva generale e rilanciare verso l’alto. Coraggio! Tiziana

 Ferdinando Battaglia - 27/01/2013 09:23:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Roberto, ti esprimo tutta la mia solidarietà per questa tua sensibilità che soffre, come persona prima e come cattolico poi, per quanto di violento accade nel mondo. Non ho gli strumenti intellettuali e l’adeguata formazione, nonché la conoscenza di tutti gli elementi uitili ad esercitare la mia capacità critica e formulare un giudizio sul tema dell’omossesualità. Dico solo che forse il problema non è della Chiesa(poiché ha una propria visione antropologica che dipende dall’interpetazione di una Scrittura che la trascende, e da questa visone formula un progetto sociale - sul riconoscimento dei diritti personali individuali non mi sembra ci siano problemi), ma degli uomini organizzati in vita comune ovvero dello Stato, cui si esprimono le differenze(mi sembra che forse il secondo commento di Giorgio illustri meglio quello che vorrei dire). Per quanto riguarda la vicenda dell’opportunità di ricevere in Vaticano etc., certo non saprei dire, non conosco attualmente la vicenda né le possibili motivazioni e non sarebbe comunque la prima volta del contatto della Chiesa con uomini di potere discutibilissimi; ma a qusto punto il Papa non dovrebbe dialogare con nessuno, visto che non troveremmo al mondo nessun governo veramente pultio dal punto di vista del rispetto dei dirritti umani(pensiamo solo alla situazione delle carceri italiane). Non credo però che il Papa o la Gerarchia abbia agito per condivisione o cinismo o disprezzo (al peggio: per tutti e tre i motivi) nei confronti delle persone omosessuali(nei amnuali di Teologia morale si scinde giustamente e il giudizo sulla persona dal giudizio sui comportamenti legati a specifici temi analizzati). Quale sarà poi l’orizzonte futuro della Chiesa su temi legati alla morale sessuale e familiare non lo so, ad oggi è così e da cattolico seguo la Chiesa(che parla in primis ai crdenti).
Ti chiedo scusa Roberto, se sono intervenuto con tutto il peso della mia ignoranza(vedi: noi categorizziamo sempre le persone, in ogni ambito, stabilendo ciò secondo scelte coerenti con principi sanciti(da chi?)che predicano su chi avrebbe diritto ad accedere da chi non ne avrebbe diritto, su ciò che si configura come relativo ad un modello da quello che, rispetto a ciò, rimane informe. Cioè abbiamo l’olimpo e gli dei, poi tutti i comuni mortali), davvero scrivendo più sciocchezze che altro, però mi sarebbe pesato il mio silenzio, sia appunto nel dovere di esprimere solidarietà a te che ti fai voce di simile sofferenza, sia ancora una volta come cattolico,
manifestare alla mia coscienza e ai miei concittadini la recherchiani, la mia appartenenza alla Chiesa, riconoscendomi nei vincoli che mi legano ad ella(dove la scelta è possibile al di fuori dei perimetri sanciti, sarà la mia coscienza, spero, a governarmi verso il giusto; come sarà sempre la mia coscienza a riconoscersi o meno nei contenuti di quei vincoli).
Tuttavia, avrei desiderato che tutto questo, fosse stato scritto il 26 o il 28 gennaio.

Un caro saluto

ps. Perdonatemi la scrittura, ho tentato le correzioni, il resto lo aggiunga la vostra intelligente pazienza.

 Anna Belozorovitch - 27/01/2013 09:11:00 [ leggi altri commenti di Anna Belozorovitch » ]

Non c’è nessuna differenza tra quelle leggi raziali e queste leggi, se non che nelle prime si faceva ricorso alla "diversità per natura" per giustificarle e in queste si rifiuta che possa essere percepito come naturale un modo di vivere la sessualità - si ’è convinti si tratti di deviazioni successive (e in parte volontarie) all’operato della natura. In tutti i casi c’è seppure contraddittoriamente qualche assunzione sulla natura.
Forse il male sempre parte dal tentativo dell’uomo di razionalizzare la natura; in fondo non è molto diverso dalle antiche personificazioni, dall’interpretazione del volo degli uccelli e dei fulmini.
Per fortuna le persone, da vicino, vedono spesso più dei Papi e la consapevolezza si allarga, talvolta, oltre le leggi.

 Maria Musik - 27/01/2013 08:20:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Determinata e assolutamente "accordata" alle voci dei tanti letterati e poeti, uomini e donne, che hanno scritto dell’atroce iniquità della discriminazione razziale, di genere, religiosa, di "casta", la poesia di Maggiani non è solo denuncia ma è promessa di liberazione, tutta contenuta in quella parola (gay) che abbandona il sostantivo uomo nella chiusa. E’ dignitosa e solenne, nella sua semplicità, nell’assenza di metafore. Ho ripensato ai versi di James Langston Hughes "I, too, sing America".
Di altro tono, accorato e dolente, quello della postfazione. Come lo capisco questo dolore che sprizza nell’esplicita domanda alla Chiesa, al Papa. "Come hai potuto, Padre, benedire i carnefici sul suolo Santo della mia Chiesa? Come puoi tacere di fronte alla persecuzione?". Non c’è nessuna richiesta riferita al matrimonio o all’adozione. Non questo chiede Maggiani che ben conosce la propria Chiesa, i suoi tempi, le sue "impotenze": questo, semmai, si chiede a Cesare non a Dio o a chi parla in suo nome. Al Papa chiede come si può tacere o, peggio, accogliere PUBBLICAMENTE, con tanto di foto, una donna ed il suo seguito che mutuano politiche di genocidio. Non può tacere, non può lasciare a se stessa la sua Chiesa. Comprendo con tutta me stessa questo coraggioso dissenso "dall’interno" perchè l’ho sperimentato e benché, per quanto mi riguarda, mi abbia, alla fine, condotta alla straniazione, ammiro il coraggio di chi si alza a parlare nel tempio, anche mentre i sacerdoti si stracciano le vesti.
Andarsene è doloroso ma più facile: restare a mangiare in cucina ed attendere, con speranza, il giorno in cui si verrà riconosciuti figli nella propria casa, è assai più difficile.


 Giorgio Mancinelli - 27/01/2013 07:44:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mancinelli » ]

Si parla sempre più spesso di ‘solidarietà sociale’ in riferimento ad attività civili svolte dalle istituzioni o da cittadini riuniti in associazioni no-profit, che assume il nome di ‘volontariato’ (*), per sollevare persone costrette ai margini della società a causa di problemi economici (disoccupati, sottostipendiati, pensionati etc.) o di altro genere (malati, invalidi, stranieri ecc.), da parte di chi è solidale con altre persone, cioè presta il suo aiuto gratuito, avalla legami di fratellanza e amore che lega gli uni agli altri. Così come pure rientra nella sfera socio-culturale il concetto di ‘uguaglianza’ (*), che permette di dare a ognuno le stesse opportunità, o di raggiungere una certa condizione, o di ottenere alcuni risultati. Molti sono gli studiosi che hanno voluto esprimere il loro parere a riguardo, ne cito qualcuno:

Arthur Schlesinger Jr. (*): “Io sono dell’opinione che ogni principio, portato alle sue conseguenze estreme, può diventare inconciliabile con altri fondamenti, si tratta di armonizzarli in una visione totale”.
Alexis de Tocqueville (*): “Non temo affatto di affermare che il livello medio degli animi e delle menti non cesserà di degradarsi fino a quando uguaglianza e dispotismo procederanno insieme”.
Vilfredo Pareto (*): “L’asserzione che gli uomini sono oggettivamente eguali è talmente assurda, che non merita neppure di essere confutata. Invece, il concetto soggettivo dell’eguaglianza degli uomini è un fatto di gran momento, e che opera potentemente per determinare i mutamenti che subisce la società”.

 Giorgio Mancinelli - 27/01/2013 07:14:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mancinelli » ]

Scrive Zygmunt Bauman

“La nostra vita
(qualunque essa sia)

è un’opera d’arte,

che lo sappiamo o no,

che ci piaccia o no..”

E mi sento di aggiungere
(..che lo vogliamo o no!)

Pertanto hanno ben poco da fare ’loro’, i bastardi delle guerre, delle ’differenze di genere’, delle predicazioni offensive, delle discriminazioni ostentate, delle ’maschere’ e dei ’mascheramenti’ che stanno stravolgendo questa nostra esistenza con recriminazioni volgari, non riusciranno a fermare il corso dell’acculturazione sessuale; non riusciranno a farla franca in nome di una ’umanità’ ipocrita e sentenziosa, in quanto a smascherarli
lo fanno già da se stessi, prendendo posizione, schierandosi da una sola parte. Forse che loro sono eterni? Forse che anche loro non dovranno morire? Chi ha dato loro la chiave del giustizialismo ad ogni costo? No, nessuno può arrogarsi il diritto di offendere la ’bellezza’ che Iddio ha messo nella natura umana, alla sua varietà, alla sua diversificazione oggettiva; che non è diversità, bensì qualità, sinonimo di creatività, fantasia, meraviglia.

Sono del parere che ognuno ha il diritto di prendersi la propria parte di felicità lì dove sta, nel corpo di un suo simile o altro, facendo appello al proprio libero arbitrio, facendo del proprio essere quell’opera d’arte che è nell’umano essere fin dalla sua nascita. Ha nessuno è dato il diritto di giudicare le scelte dell’altro fintanto che questi non offenda, deturpi, si appropri della libertà dell’altro.

Ma sono anche del parere che quanti sbraitano per avere gli stessi diritti (sacrosanti), di essere considerati alla stregua degli altri (giustamente), di vedere riconosciuta la ’pari dignità’, debbano essere rispettosi degli ’altri’, non offenderli nella loro ’diversità’, non chiedere con forza il ’matrimonio’ rappresentativo di una religione che non lo prevede. Perché non può bastare il semplice riconoscimento delle ’coppie di fatto’? Se la Chiesa vive oggi in continuo ’controsenso’ con se stessa, la si abbandoni al proprio destino. Iddio, non per questo distoglierà lo sguardo da quella genìa umana che nel rispetto del suo essere, avrà scelto di vivere secondo natura, quella natura che Egli stesso gli ha donato.

Perché questo è davvero degno di essere considerato, il ’dono’ della vita che abbiamo ricevuto e che dovremmo (leggi dobbiamo perché glielo dobbiamo) accogliere a piene mani e spenderlo a nostro piacimento con gioia, per la felicità nostra e degli altri. Tutti gli ’altri’ che decideranno per sé di spendere come vorranno. Una ’vita spericolata’ non vuol dire una ’non vita’, è solo una questione di scelte che vanno rispettate, e solo nel rispetto delle scelte degli altri arriveremo un giorno a scrivere quel capitolo che si va aggiungendo alla storia di questa umanità così bistrattata.

 Franca Alaimo - 27/01/2013 00:03:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Certo che è un’enorme violenza giudicare e condannare un’identità sessuale, solo perché non obbediente alla procreazione, ma solo all’amore!!! Infatti, molti matrimoni "normali" hanno obbedito alla procreazione e non all’amore...( oh quanta ipocrisia morale!) Quello che passa con difficoltà nelle coscienze della maggior parte delle persone è che proprio l’omologazione, cioè la cossiddetta cultura di massa, come diceva Pasolini, a generare violenza. E la cultura di massa è sempre stata voluta dal Potere, ieri come oggi
Eppure, sottrarsi all’omologazione, significa difendere se stessi e la propria specificità, significa difendere la libertà e la verità. Significa difendere la propria identità e l’amore che è apertura a tutta la vita.
La battaglia, allora, interessa tutti, non solo gli omosessuali, perché essa serve a difendere ogni diversità come un privilegio, un dono, un’espressione del proprio essere ed esserci.
Non bisogna dimenticare i molti passi che si sono fatti, che si stanno facendo per garantire i diritti degli omosessuali e, dunque, prima o poi la battaglia sarà vinta.
Ma la vera vittoria, lo sappiamo tutti, non è quella legale, che è importantissima, ma quella delle coscienze; perché spesso la legge esiste, e tuttavia, per esempio, l’atteggiamento razzista ancora esiste. Il Vangelo c’è, eppure gli uomini ancora non l’hanno capito, e d’altra parte se non l’ha capito nememno una buona parte della Chiesa...
Dove cade la parola? domanda Cristo. La tua mente - domanda - è piena di rovi e sassi, o è un terreno fertile? Rovi e sassi sono, infatti gli impedimenti di quelli che non sanno accogliere il nuovo.
La vera civiltà, infatti, è cosa molto lontana dal progresso tecnologico.
Però, vallo a spiegare a che crede d’essere una persona civile solo perché possiede tutti gli oggetti sfornati dalla tecnologia!

 salvatoreviolante - 26/01/2013 23:03:00 [ leggi altri commenti di salvatoreviolante » ]

La diversità dovrebbe essere la legittimazione di ogni specificità, ma la mediocrità è il denominatore comune. Anche Cicerone l’andava predicando. Ecco, l’omologazione al banale che poi è della maggioranza comporta questi sfaceli. Campana è finito in manicomio. L’ebreo nei forni crematori, il nero nei campi di cotone, la ragazza esuberante sul rogo come strega, il filosofo pensante a farle compagnia. Ciascuno con una specificità poco omologabile. La violenza del branco è nata con la mediocrità dell’uomo.

 Loredana Savelli - 26/01/2013 22:55:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Ieri ho combattuto a scuola la mia piccola battaglia a favore dei diritti umani, in occasione della giornata della Memoria.
Un alunno mi ha chiesto, un po’ titubante: ma anche gli zingari sono diversi come noi? Certi pregiudizi sono duri a morire, ma il senso del nostro essere cittadini, educatori, elettori, lavoratori ecc... passa esattamente attraverso questa fatica, amorevole fatica, di parlare, di far vedere, di persuadere con la forza dei fatti, con la dignità concessa a tutti (e a se stessi in primis).
Della poesia mi è piaciuto in particolar modo il verso "troveremo il modo di liberarti di loro" perché è questo che si deve fare: liberarsi e liberare. Insieme e reciprocamente. Chi alimenta pregiudizi è vittima di se stesso.
Un saluto affettuoso

 Luciana Riommi Baldaccini - 26/01/2013 22:43:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

L’impressione è che l’umanità stia subendo una vistosa regressione e che si stiano diffondendo forme sempre meno mascherate di “dittatura”, che si reggono inevitabilmente su fondamentalismi: posizioni estreme e unilaterali poste a difesa di un’identità e di un potere che non hanno altra legittimazione se non nella sopraffazione ai danni di qualcun altro.
Ebrei, zingari, omosessuali (anche le donne, colpevoli di aver istigato al peccato, che poi è il nostro essere coscienti e responsabili di noi stessi), continuano a essere oggetto di discriminazione, quando non si tratta di vera e propria persecuzione, da parte di una “coscienza” strutturalmente “debole” e fondamentalmente “dis-umana” nei mezzi che impiega per affermarsi. Non c’è nessuna differenza tra le leggi razziali del passato e le leggi attuali e purtroppo neanche le gerarchie ecclesiastiche (tranne poche eccezioni) sembrano sfuggire a questa dinamica perversa del potere sull’altro.
E’ una vergogna e non può che suscitare la nostra indignazione.