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Commenti al testo di Salvatore Pizzo
L’uomo nero

Sei nella sezione Commenti
 

 Salvatore Pizzo - 19/11/2020 01:49:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Giovanni:
Grazie di cuore a te, anche per averla condivisa, mio caro Giovanni.

 Salvatore Pizzo - 19/11/2020 01:45:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Franca:
Chissà come deve essere buono il vino che produce il tuo amico!
Per quanto riguarda i miei umili versi, mia cara Franca, non saprei che dirti. Certo, il momento è tale per cui il disorientamento è grave: in molti non si comprende l’obbligo, il dovere, il rispetto, la ragione dei sacrifici e si sospetta: chi per motivi politici, chi per partito preso, chi per malriposto senso anarchico e libertario, oppure per complottismo innato. Non nego che ci possa essere stata un’influenza da Covid-19. Ma se c’è stata è cosa che va oltre ogni mio intento. Io volevo soltanto raccontare qualcosa che mi aveva colpito non solo nell’immaginario.
Per il resto, concordo con te che"l’alba verrà presto".
Grazie di cuore con anche a te l’augurio per una notte di sogni felici.

 Salvatore Pizzo - 19/11/2020 00:48:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Graced:
Grazie a te e di cuore, mia cara amica, anche per questa lettura così problematica e molto gratificante, oltre che per l’apprezzamento assai lusinghiero.
Un più che caro saluto

 Salvatore Pizzo - 19/11/2020 00:45:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Franco:
Un razionalista precoce, immagino la disperazione di mamma: c’era poco che riuscisse a tenerti buono!
Grazie di cuore

 Giovanni Rossato - 18/11/2020 22:23:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Rossato » ]

La vedo l’immagine che evochi con i tuoi versi: quell’uomo li immobile che guarda i bambini, o forse, guarda attraverso i bambini la sua stessa storia, spettatore di questo mondo ma in fondo spettatore solo del suo mondo.
Grazie

 Salvatore Pizzo - 18/11/2020 03:23:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Per Carla:
Grazie di cuore, anche per averne apprezzato lo spirito di questi miei versi assai m8desti. Come da te ben inteso: sempre mi propongo di provarci a fare diventare il linguaggio un mezzo per indagare la realtà, anche a costo di trasfigurarla, pure di farne emergere quella complessità che spesso si fa inafferrabile. C8sì come questa figura d’uomo nero che, poco, ha dell’ammazzasette e tanto del povero diavolo spiazzato e stralunato che non si capacita di dove è finito.

 Salvatore Pizzo - 18/11/2020 02:55:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Annalisa:
Ognuno ha il suo uomo nero che chiama, come più e meglio, ritiene possa fargli paura, mia cara amica. Io nella mia infanzia ci avevo il Nosferatu di Murnau, in quella interminabile e straordinaria sequenza, in cui il vampiro risale dal sotterraneo e se ne vede solo l’ombra proiettata contro il muro. Lo vidi che avrò avuto pochi anni, da allora venne a tormentarmi nelle notti d’inverno...ma chissà perchè soltanto d’inverno: d’estate non mi sfiorava nemmeno l’anticamera del cervello!...
Anche se qui, molto più modestamente, questo uomo nero non è che un poveraccio. E qua urge che ti racconti una storia che mi è capitata l’estate appena trascorsa. Di solito, per sfuggire alla calura, andavo presso un parco a cercare una panchina all’ombra.Le migliori erano quelle vicine ai giochi. Sai, di quei giochi anonimi che ci sono più o meno in tutti i parchi di qualsiasi centro cittadino. Ricordo che c’era un ragazzo di colore che ogni giorno, anch’egli al pomeriggio, compariva da quelle parti. Si piazzava lì, silenzioso, guardando i bambini giocare. Stava lì ore, senza muoversi, dritto, con mascherina nera, felpa anch’essa nera, col cappuccio in testa,invisibile. I genitori, gli adulti quasi non se ne accorgevano per come stava lì senza battere ciglia.Del resto comunicava tranquillità,standosene lì fermo pure quando c’erano molte persone.Ecco, quel ragazzo mi ha fatto riflettere su come si possa essere condizionati: all’inizio stavo con i nervi tesi, perchè pensavo che fosse un po’squilibrato. Allora stavo all’occhio, per prevenirne gesti insani. Invece, col tempo, ho capito che forse era soltanto un bambinone che aveva perso la sua infanzia e magari stava cercando di ritrovarla lì. Oppure, aveva lasciato un figlio da qualche parte in Africa e, in quel posto, in mezzo a tanti bambini, poteva pensare di esserci accanto, chissà?
Grazie anche per l’abbraccio che ricambio di cuore.

 Franca Colozzo - 18/11/2020 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Mi sembra d’intravedere il virus in questa tua poesia. Invece per un amico mio l’uomo nero è la bottiglia con dentro il vino che lui produce.
Ma so che stai pensando ai bambini, derubati dei loro giochi, della scuola, di amici con cui giocare liberamente senza mascherina, correndo spensierati all’aperto, e a tutto un mondo che pare sfuggire tra le nebbie di un imprecisato oggi. Ma l’alba verrà presto! Buonanotte.

 Graced - 17/11/2020 18:12:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Evidentemente i giochi e l’allegria dei bimbi lo riportavano in un mondo lontano che, avesse attinenza con la spensieratezza dei bimbi.
Le piaceva stare lì a guardarli e forse gli ricordava qualcosa della sua giovinezza. Un po’ misteriosa, ma la lirica trasmette immagini che fanno riflettere il lettore e lo incuriosisce anche se lo inquieta un pochino. Versi che ho molto apprezzato perché ci porta a scandagliare i vari punti che può contenere la cita. Apprezzata Salvatore, un caro saluto da Grazia.

 Franco Bonvini - 17/11/2020 17:44:00 [ leggi altri commenti di Franco Bonvini » ]

:) quando lo nominava mamma io volevo sempre andare a vederlo. Perchè poi alla fine non si vedeva mai.

 Carla Vercelli - 17/11/2020 17:00:00 [ leggi altri commenti di Carla Vercelli » ]

Bella e misteriosa questa tua poesia, tanto breve quanto densa. Certo l’uomo nero può essere una presenza fisica ma anche l’Ombra che ci caratterizza e che un’infanzia garantita di parola e protezione, un’infanzia longeva e duratura, direi, può smussare e sublimare. Molto apprezzata!

 Annalisa Scialpi - 17/11/2020 16:50:00 [ leggi altri commenti di Annalisa Scialpi » ]



Abbiamo tutti un uomo nero, che abita la nostra psiche?

A volte è un livido Barbablu.

Altre folte un fallimentare soldatino di piombo.

Solo, teme una sconfitta: la parola che esce,


nonostante.


Un abbraccio