LaRecherche.it
Scrivi un commento
al testo di Alessandro Martino
|
|||
|
Ecco, Antonio così se ne va spalle alla follia delle vetrate all'istintivo agghiacciante del considerare gli altri da grattare via con l'unghia al tendine - chiunque ne saprebbe poco e meno - delle trazioni in punta per l'arrivo di una lettera una gioia che conclude in un mentito “a presto”
Ecco che di fronte a proiezioni ti regala l'urlo della distrazione di una voglia per ballerine che avvitano sprofonda ammirazione la vita la forma lo splendore la cura chiazzante l'alto in giallo a bianchi spazi il basso da incidere col batterci ogni mossa nel momento è una parola buona l'altro che ti osservi
Antonio a guarigioni riprende la via dalle pietanze consumate al fermento su infezioni dall'umore arrestato i passi visto piovere dal silenzio in gestazione dei gatti sotto con le pulizie dall'ardore delle case dietro inutili recinti dal rancore verde eterno in muschio sopra orizzontali
Eccolo l'amore, Antonio se lo tiene addosso come la promessa delle strade che ti portano da sempre dove vuoi, da sempre dove sei considerate piccole le imprese dei librai deserti dei volatili sui monumenti zampettati della madre di tutti gli odori appassita sui fornelli di scellerati impudenti abbracci umido mare.
"Antonio, abdicando un affaccio ancora potrebbe quasi dire che è sempre stato lui a tornare indietro".
|
|
Per commentare devi autenticarti |
|