LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Alberto Rizzi
Il nome

- Se sei un utente registrato il tuo commento sarà subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sarà letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sarà inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo più veloce per commentare è quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, è possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, è possibile che tu abbia già impostato tale servizio: [ autenticati ]

Tu pensa

se sia giusto chiamare un luogo

qual esso sia

                   “terradura”

 

Così da immaginarsi inutile

ogni gesto che curi

                       apra un futuro

                 che soffio porti

alle speranze del cuore

 

così da immaginare

donne dalle cosce scoscese

                                          difficili da raggiungere

il loro ventre colmo d’uova

e che fissano dallo sfascio delle veneziane

sbilenche su facciata lasciata all’abbandono

 

e un florilegio di formiche

                                         infine

a grumo dal piede d’una pianta seccata

 

Così da immaginare un amante solitario

di vedetta lassù in alto

 

                 (se ci fosse pietà di dirupo

                 in questa terra d’orizzonte piatto)

 

nell’attesa di un nulla

che gli sia di compagnia

 

E tu allora passeresti le vie

                                 lo spazio a volte fango

che si erge a piazza

                              altovociàndo fra te e te

 

“Quale sarà il nome di quell’altro luogo, quello vivo di gente; quello il cui albergo accanto alla stazione era invece sacrosanto, serrato e scrostato agli ospiti? Ditemi il nome, il nome perdìo! Ditemi il nome!”

 

Vivono solo di ossimori

gli abitanti di questo deserto

 

ciascuno di loro solo

come un blu intenso

a filo d’orizzonte

 

 

(tratta dalla raccolta inedita

"Il mestiere e altri accidenti")

Nessun commento

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verrà data la possibilità all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignità dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sarà tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potrà essere anche negativo ma non dovrà entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno può sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sarà memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potrà essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.