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Scrivere per non morire

(Dal mio diario)

Domenica mattina. Mi vesto in fretta ed esco.

In cortile la mimosa è già fiorita. Rifletto sulle parole della signora che ho appena incontrato in ascensore.

"A volte fare una scelta è terribilmente doloroso, non crede?"

Già! Come darle torto.

Le domeniche di questi tempi si somigliano tutte, un po' come le famiglie felici di Tolstoj, penso.

Metto in moto. Parto.

Peccato che abbiano tagliato quel cipresso secolare, mi dico. A mia madre sarebbe preso di sicuro un colpo.

Ogni volta che in giardino si potava un albero succedeva l'inferno.

Chissà come saresti avvilita ora che la pandemia non ci consente di uscire sempre. Due infarti, un intervento a cuore aperto, eppure non riuscivamo a tenerti in casa. Nemmeno d'inverno.

Certo che ci hai fatto proprio dannare, mamma!

 

Devo ricordarmi di comprare le sigarette.

"Non fumare" dice mio fratello ogni volta che ci vediamo.

Ma con tutte le specializzazioni che esistono, proprio l'otorinolarigoiatra dovevi fare? 

Sorrido.

La mattinata è bellissima.

Raggiungo Settignano. Il bar nella piazza è aperto. Scendo.

Visto dal basso il cielo sembra terso. Che dire? Ci vuole un gran coraggio a credergli.

Bastardo!

Non è mai abbastanza per te, eh? Un giorno o l'altro però dovrai pur deciderti a dirmi che cosa ti ho fatto per odiarmi così tanto.

Sai che ti dico? Che con me hai proprio sbagliato indirizzo. Perché io non mi arrendo...

 

"Buongiorno" dice Paolo.

Paolo è il barista. Lo conosco da una vita.

"Ne usciremo mai?" Chiede con quei suoi occhi che somigliano a due punti interrogativi.

"Ha notizie del suo amico?" Domando.

"Dicono che sia ancora in terapia intensiva." Risponde, mentre mi prepara il caffè da portare via.

Cala il silenzio.

Entra una donna anziana. E' vestita di rosso. Ride.

"Avete guardato Sanremo? Che pena la gioventù di oggi!" Esclama.

Paolo fa una smorfia con le labbra e si gira dall'altra parte.

"Se non sbaglio lei, signora, ha una figlia?" Mi chiede.

"No, signora, si sbaglia. Un figlio. Io avevo un figlio."

Cala di nuovo il silenzio. E questa volta di tomba. 

Pago, saluto ed esco.

Mi guardo intorno. La città ha una faccia di bronzo, quasi come il cielo che è sempre più terso.

Dall'altra parte della strada, una donna un po' rattrappita mi osserva.

Ho caldo, mi tolgo la sciarpa.

La donna ha occhi sporgenti e una spilla attaccata sul bavero della giacca. Chissà chi gliel'avrà regalata. Suo marito? Suo figlio?

M'incammino verso la macchina. Accanto non ho nessuno.

 Abbasso la mascherina, bevo il caffè e dalla tasca prendo una sigaretta. L'accendo.

 Più in là un uomo anziano scuote la testa.

Pare che voglia dire: "non le piace vivere a lungo?"

Se devo soffrire troppo, no, non mi piace affatto.

E' ora di tornare a casa. E' ora di rimettersi a scrivere.

Scrivere per non morire. Non morire dentro.

Metto in moto. Riparto.

Sono arrivata.

In cortile una luce argentea illumina le foglie degli alberi e dei cespugli.

Sai che è vero? Penso. Le domeniche di questi tempi si somigliano tutte, un po' come le famiglie felici di Tolstoj. 

 

 

 Alessandra Ponticelli Conti - 07/12/2022 17:09:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Grazie per l’apprezzamento, gentile Veronica.

 Franca Colozzo - 01/10/2021 00:56:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Prego, cara Alessandra, ho letto con grande piacere una pagina del tuo diario. Salutami Firenze. Buonanotte.

 Alessandra Ponticelli Conti - 26/09/2021 11:37:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Molte grazie Loredana e Franca per i vostri commenti che mi onorano.
Un saluto (a entrambe) da Firenze
Alessandra

 Franca Colozzo - 25/05/2021 22:47:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Nel tedio di giornate anonime il ticchettio dei tuoi passi segue il pensiero annoiato delle consuete domeniche. La pandemia ci ha cambiato tutti, anche se non sembrerebbe per taluni. Tra questi ultimi metto me stessa e la voglia di introspezione che la mia amica da sempre e che mi ha risollevata dalla paranoia. Amo allargare il mio sguardo laggi dove il mare si confonde all’orizzonte e guardare oltre l’umana specie, nefasta nemica della mia amata natura.
Il taglio del pino, poi, mi riporta a tutti quei pini inutilmente tagliati sul lungomare della mia citt per un delirio di onnipotenza dell’umana stupidit assetata solo di guadagni.
Un bel racconto il tuo, capitatomi per caso come sempre, perch non seguo - o cerco di astenermi dal farlo - il codazzo dei miei amici abituali. Random il mio pensiero che sfiora ci che trova quando si sofferma in questo sito.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Id=48144&Tabella=Poesia

 Loredana Savelli - 25/05/2021 10:37:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Stupenda Alessandra. Baci

 Veronica Mogildea - 25/05/2021 09:46:00 [ leggi altri commenti di Veronica Mogildea » ]

Frasi brevi. Decise. Ritmo cadenzato. Un testo carico di spunti filosofici ed esistenziali, ma nello stesso tempo leggero...

 Alessandra Ponticelli Conti - 20/03/2021 13:39:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Molte grazie, gentile Teresa.
Felice che ti sia piaciuto.

 Teresa Cassani - 08/03/2021 20:20:00 [ leggi altri commenti di Teresa Cassani » ]

Bello. Confermante. A passo d’uomo e pieno di spunti su cui riflettere. Poetico.

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