Come un treno in lontananza, la notte avanza. Nella sua voce, appesa tra gli ontani, l'altalena dell'infanzia. Da tempo ho scordato il tuo viso ma, in questa notte di cose morte, sento che sei viva e respiri, speranza. E questo mi basta e m'avanza.
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Alessandra Ponticelli Conti
- 06/09/2025 12:27:00
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Caro Salvatore, grazie. Grazie sempre.
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Salvatore Pizzo
- 06/09/2025 02:16:00
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Come sono notturni questi tuoi versi, li sento molto nelle mie corde. E quelle rime in incipit e chiusa me la rendono particolarmente preziosa. Giusto come la"speranza" che, sembrer poca cosa, ma " in questa notte di cose morte", vale pi dogni tesoro. Bellissima, grazie.
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Alessandra Ponticelli Conti
- 05/09/2025 18:09:00
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Grazie di cuore, Arcangelo.
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Alessandra Ponticelli Conti
- 05/09/2025 18:07:00
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Grazie, cara Anna.
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Arcangelo Galante
- 01/09/2025 18:09:00
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Una poesia molto intensa e suggestiva, nella quale lautrice unisce immagini di memoria e perdita a una sottile tensione di speranza. Il treno lontano diviene simbolo del tempo che scorre e della vita che si allontana, mentre laltalena dellinfanzia richiama un passato ormai svanito. La voce della notte, sospesa e malinconica, si contrappone al ricordo sbiadito di un volto, ma la percezione della presenza vitale dellaltro, pur nella distanza, restituisce conforto e forza. un testo breve, ma molto evocativo, capace di condensare nostalgia, assenza e resilienza in poche ma potenti immagini. Grazie per questa riflessiva, nonch didascalica, condivisione. A rileggerci, quando entrambi potremo e con un romantico saluto sigillo la partecipazione scrittoria.
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Anna Cenni
- 30/08/2025 13:53:00
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Le tue poesie son sempre chiare e incisive, a me piacciono molto, complimenti!
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