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La terrazza bianca

O terra, che ne hai fatto della mia stagione più bella?

O vento, perché porti via il profumo dei caprifogli?

Lontananza a oltranza.

Come navi in partenza, sfilano

le loro ombre mute e il rosa dei gerani.

Nonostante il deserto,

Nonostante le ginocchia stanche,

sogno ancora una terrazza bianca

inondata dall'alba.

 

Sulle pareti di calce

il passato non è che un solco di polvere

mentre l'orizzonte, là dove si nasconde,

ripete i nomi dei miei compagni

di viaggio

perduti nel niente.

 

Ho cercato di ritrovarmi

nel palmo d'una mano

diventata estranea.

Eppure, la mia sete è più forte

di questo rintocco a lutto.

Non sarà il tramonto a vincermi

ma la mia speranza che s'ostina,

bianca come il latte,

a restare la bambina

che con la corda

ancora salta, salta, nel mattino

senza fine di cristallo.

 

 

 

 

 

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