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al testo di Alessandra Ponticelli Conti
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O terra, che ne hai fatto della mia stagione più bella? O vento, perché porti via il profumo dei caprifogli? Lontananza a oltranza. Come navi in partenza, sfilano le loro ombre mute e il rosa dei gerani. Nonostante il deserto, Nonostante le ginocchia stanche, sogno ancora una terrazza bianca inondata dall'alba.
Sulle pareti di calce il passato non è che un solco di polvere mentre l'orizzonte, là dove si nasconde, ripete i nomi dei miei compagni di viaggio perduti nel niente.
Ho cercato di ritrovarmi nel palmo d'una mano diventata estranea. Eppure, la mia sete è più forte di questo rintocco a lutto. Non sarà il tramonto a vincermi ma la mia speranza che s'ostina, bianca come il latte, a restare la bambina che con la corda ancora salta, salta, nel mattino senza fine di cristallo.
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