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Scrivi un commento al testo di Amina Narimi
Tenue come l´┐Ż´┐Ż´┐Żaria fa l´┐Ż´┐Ż´┐Żamore

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Si è ha fatto giorno tra le acacie

l'accumulo del tempo,

e la salita delle membra alle marmotte
cade nel sorriso sulla valle 
succhiando la radice dal silenzio

                  
si ricomincia, ogni volta, con la luce,
tra i boschi e tutti gli angeli che danzano
nella vecchiaquercia ballerina
col grido degli zingari cantiamo
battendo l'amaranto  sopra il petto 
nella paglia della cova, ed  una voce,
più forte della nostra stessa voce,
delle più lunghe notti spinte in fretta.
 
Nelle cose ultime saremo a casa, dici,
togliendo la ragione dal profondo,
per sentire a poco a poco  lo stupore 
del bambino irresistibile .. l'azzurro
che spinge sulle labbra, la divinità
del giorno più minuscolo e immortale
nella dimora quotidiana, e la risata
la somma di tutte le risate

di ogni firmamento, dei deserti

dei conventi nella gola.
 
Con dolci grappoli,

lasciati al freddo sulle viti,

vengo a te, in comunione,
colma di succo della nostra solitudine
divina, nelle mani delle cose, 

per infiniti sempre nuovi,
dopo la crista che sono stata nel tormento

ecco il mio bambino, il miodiobambino, 
nella culla radiosa mai adulto
sulla via perenne della grazia

io lo servo, per disordini e capricci,

per scorgere miracoli e follia,

dove affondo con i piedi nella melma
del sole della notte che non viene 
dalle cose, ma da noi, bambini:
la possibilità di vivere  secondo com'è il cuore,
nel pianto che precede la rinascita.

 

Il resto è già accaduto, ed ora

nella pioggia mi fecondi sulla terra

sorridi con il caos e ti accudisco

come il frutto più antico ancora
dell'albero che invecchia,

con la tua  voce  azzurra, da venire,
colmando d'acquabuona  il più profondo

degli inferni in gioco.

 

E’ un allegro paradiso, non perfetto,
dove cresce il mio bambino dentro l'anima,
che tenue come l'aria fa l'amore.
 

 fred di nona - 20/09/2014 17:59:00 [ leggi altri commenti di fred di nona » ]

Mi arriva come l’apice dell’esperienza umana, qell’allegro imperfetto non rinnega alcun Cielo, ma nell’oggi dei sensi lascia una finestra affacciarsi sull:Altrove. Ma la mia Ŕ un’interpretazione precaria, traballante, uno sguardo senza luci, senza pi¨ voci.

 Alessandra Ponticelli Conti - 20/09/2014 15:11:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

Che meraviglia!

 Lorenzo Mullon - 20/09/2014 10:44:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

dalle acacie non si pu˛ che salire alle marmotte
che custodiscono il nostro segreto bambino
in attesa di riscoprirlo noi

 Cristina Bizzarri - 20/09/2014 09:36:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Si pu˛ dire che una meraviglia Ŕ meravigliosa? Sý, se ti fa correre stando ferma, partire rimanendo, essere felice mentre ti senti altro.
Amina!
(e si pu˛ dire anche che una poesia Ŕ arte di stare vivendo).

 Sara Cristofori - 20/09/2014 07:09:00 [ leggi altri commenti di Sara Cristofori » ]

quel dio bambino dentro l’anima lo trovo tenero e quasi commovente... come sempre versi in cui nel profondo ci si ritrova :)

 Antonio Ciavolino - 20/09/2014 00:36:00 [ leggi altri commenti di Antonio Ciavolino » ]

Crocianamente decontestualizzo la mia predilezione senza aggiungere alcun commento ulteriore

[...]

Con dolci grappoli,
lasciati al freddo sulle viti,
vengo a te, in comunione,
colma di succo della nostra solitudine
divina, nelle mani delle cose,
per infiniti sempre nuovi,
dopo la crista che sono stata nel tormento

ecco il mio bambino, il miodiobambino,
nella culla radiosa mai adulto
sulla via perenne della grazia
io lo servo, per disordini e capricci,
per scorgere miracoli e follia...

*

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