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Dire Salute! non è educato. Ovvero...

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Dire "Salute!" non educato. Ovvero: cronache di normale malasanit.

Premessa.
Credo sia giusto rivolgermi a quanti, fra i lettori, esercitino la professione medica od infermieristica. So bene che fra loro vi sono persone degne, umane e professionali. Ma posso assicurare che quanto narrato non frutto di fantasia o stereotipo.
Ogni riferimento a fatti e persone voluto perch i fatti raccontati sono realmente accaduti.


Anime perse nei corridoi degli ospedali, pietiamo i nostri diritti a testa bassa, trascinando le catene della malattia e del dolore, sperando che il loro patetico rumore infastidisca gli dei in camice bianco ed i loro illegittimi figli verde acqua che, in nome della nobile parentela, ardiscono beffarsi degli uomini. Varcando la soglia del nosocomio, negli occhi lillustrazione di Gustave Dor, sapevamo bene che per quella porta sentrava in Dite: abbiamo lasciato la nostra identit nel portaombrelli perch non sgocciolasse qua e l, indispettendo i Signori della Cura preoccupati di scivolare e cadere in unimbarazzante pozza dumana piet.
Da quel momento in, poi, si cambia registro di comunicazione: per prima cosa il lei abolito. Non fraintendiamo. Non siamo in Inghilterra. Tutti ci daranno del tu mentre noi continueremo ad usare la terza persona di cortesia. Inoltre, bene ricordarsi che i vocativi muteranno: gli anziani saranno apostrofati con nonn, i giovanissimi con regazz; per le donne di et media variano a seconda dei casi: cocca mia, bella Per una sorta di parit di genere, questi ultimi valgono anche per i maschi. In corsia, si cambia ancora: vocativo e cognome sono sostituiti con il numero del letto o, nel peggiore dei casi, con la patologia da cui si affetti.
Mi scusi?
Che nun sai legge'? C' scritto de nun son
Ma al Pronto Soccorso mi hanno detto mio padre stato ricoverato qui da voi. Devo lasciare i suoi effetti personali.
Ma chi er 21, quello co linfarto? O er nonnetto che se deve rioper?.
S, il signore anziano che deve ripetere limpianto del pacemaker.
Allora er 34. Ultima stanza. Solo cinque minuti!.
Grazie, la ringrazio tanto.
La borza la metti nellarmadietto, quello voto. Basta er piggiama. Le mutanne riportale che tanto ci er pannolone, che pi robba lassi pi se ne rubbano.
Ma come, scusi? Mio padre non incontinente!
Cocca, mica che potemo core gni vorta che je scappa! Semo solo in tre e ciavemo du mano!
Ingoio, come fosse fiele risalito, la voglia di prenderla per i verdi baveri della casacca e sussurrarle, a mezzo centimetro dal viso, guardando proprio dentro quei due occhietti cattivi:
Per intanto me chiami S i g n o r a perch nun so tu sorella e navemo mai magnato nzieme. E, poi, Cocca, mo vai de l, je levi quer cazzo de pannolone e je rimetti le mutanne, si no prima te meno e, poi, chiamo li carabbigneri! E, domani, scrivo a tutti li giornali e je ricconto quanto fate schifo!
Ma, purtroppo, sono una persona civile e, soprattutto, perfettamente conscia che, quando me ne sar andata, mio padre rester loro ostaggio.
Daltra parte ci sono passata anchio: Partorirai con dolore, figlia di Eva fu scritto. Si vede che avevano gi inventato gli ospedali e le Regioni! Quando sei in sala travaglio ognuno che entra, tira via il pietoso lenzuolo che ti copre e, dopo aver detto la fatidica frase Vediamo a che punto sei, ficca dentro minimo tre dita e spinge. I medici li riconosci dal camice bianco, gli altri mah ostetriche, infermieri, tutti uguali: potrebbe essere pure linserviente che vuole giocare a fare il dottore. Quello che capisci in fretta che la tua vagina unacquasantiera: chiunque entra, ci mette una mano!
E, comunque, non c bisogno di un ricovero per capire al volo il meccanismo. Basta recarsi in ospedale per banalissime analisi del sangue. Il medico di famiglia e lo specialista ti hanno detto che non si fidano dei centri convenzionati e, poi, perch pagare di pi quando c il servizio pubblico? Cos vai. Prima c il CUP. Fai la fila presso la macchinetta per prenotare il turno di accettazione, quindi, passi nel gruppone che aspetta, davanti al display, che esca il numero tanto atteso: se riesci a fare Bingo in unoretta, sei fortunato.
La signorina al di l del vetro palesemente scocciata (ne ha parlato per venti minuti con i colleghi, al di l del vetro, lasciando che il contatore facesse le ragnatele), perch ha dovuto sostituire un collega malato e stata costretta al turno doppio. Tu la capisci: con tutti i tagli sulla Sanit. Ma lei, ahim, non capisce te. Quel vetro che vi divide antiproiettile e antisuono.
Per cosa fa gli esami?
Amenorrea.
COSA? PARLI PI FORTE!
AMENORREA
Ritorna a guardare il monitor e a far ticchettare le dita inanellate sulla tastiera.
Si blocca, di nuovo.
Qui ci sono dosaggi ormonali. Ha le mestruazioni?
No
Parli pi forte!
NOOOOOOOO; STUPIDA OCA IGNORANTE: AMENORREA VUOL DIRE ASSENZA DI FLUSSO MESTRUALE!.
Ma, ovviamente, questo accade solo nella tua testa: in realt ti limiti a negare a voce pi alta, perch ti hanno insegnato che non educato urlare ed offendere, anche se provocati. Nel frattempo,ovviamente, dietro la linea di cortesia atta a garantire la privacy, ci sono almeno venti persone che oramai conoscono il tuo codice fiscale, il tuo stato di salute nonch quello della tua fertilit svanita. O, dimenticavo: sanno, anche, che hai pagato 55,20 per fare analisi del sangue gi, quelle che il centro privato dietro casa avrebbe eseguito per lesorbitante cifra di 60,00, con unattesa media di quindici minuti.
Ti avvi verso la sala prelievi: non ci sono indicazioni. Grazie al cielo, una folla di rassegnati habitu, ti indica la giusta direzione. Allaccettazione ti stato comunicato di tenere il numeretto assegnatoti dal dispenser perch quello con cui verrai chiamata. Stanno facendo passare il paziente 28. Guardi lo stazzonato fogliettino che hai fra le mani insieme a tre ricette, due ricevute, un foglio per il ritiro, uno per leventuale delega a terzi ed uno per lospedale, alla faccia dellinformatizzazione dei dati e della deforestazione globale. Sei il numero 78. Rapido calcolo mentale: sullo scontrino c lora di ritiro dal distributore automatico, ore 08:24:00. Per fare la pratica hai impiegato circa unora perch erano aperti solo due sportelli. Nellambulatorio ci sono quattro persone addette ai prelievi che sono in servizio dalle 07:30:00. Come possibile che alle 09:25:31, siano stati effettuati solo 28 esami? Una simpatica, anziana signora mette subito a tacere le tue elucubrazioni matematiche.
Aho! E, che famo? da pi de nora che quella poraccia s ntesa male. Ariva sto dottore o no? Una signora, che parla un perfetto italiano ma con uno spiccato accento calabro, risponde:
Lavete rivoluto il Duce? E adesso, aspettiamo senza tante storie, che con tutto questo urlare creiamo ancor pi disagi.
Un corpulento signore interviene:
Si era mi madre, avevo fatto ven gi puro li Santi, antro che er dottore! Stamo sotto al Pronto Soccorso: che je ce voleva a scenne, linvito?.
Poi, si avventa sulla porta e bussando a gran forza, urla:
Allora? Nun ce sentite da sta recchia?.
Una voce da dentro:
Nun corpa nostra se er medico nun scenne: cavr le urgenze.
La porta si dischiude cosicch tutti si possa vedere la donna, cerea, la mascella contratta come nei morti, inerte sul lettino con accanto la figlia in lacrime.
Di fronte alla scena il popolo insorge. Il popolo ha un cuore, non come la casta.
Ancora stamo cos? E mica potemo sta qui tutta la matina!
Ma basta. due ore che aspetto. Portatela via!
Se uno non regge la vista del sangue, non dovrebbe accompagnare!
Finalmente, una giovane signora, indignata, si rivolge allErinni:
Ma cosa dite. La signora svenuta qui, nel corridoio. Ci saranno almeno 30 e non c aria!
Si uno sta male, cara Signora, se ne resta a casa e non viene a creare problemi alle altre persone!.
Dopo una lunga serie di sbuffi e commenti, cala il silenzio.

Mi lascio andare a fantasie morbose, in barba agli insegnamenti della mia povera nonna che ripeteva sempre che il male non si augura a nessuno. Immagino che tutta la Giunta Regionale, con a capo il Presidente, cadano in disgrazia, perdano ogni favore e prestigio, vengano colpiti da morbi vari e siano costretti a rivolgersi come anonimi, comuni ammalati alle loro strutture pubbliche.
Ahchoo!
Meccanicamente, mi rivolgo al ragazzo che ha starnutito:
Salute!
Lattempato gentleman seduto accanto a me, mi confida a voce bassa: Ho letto che dire <<Salute!>>, non educato.
Comincio a ridere. E rido, rido, rido sino alle lacrime.
Ancora piango!

 ViadelCampo - 24/06/2010 13:59:00 [ leggi altri commenti di ViadelCampo » ]

Un testo/denuncia ben scritto e molto vero!
Ti rilegger con piacere, ciao.

 Franca Alaimo - 16/06/2010 23:01:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

La cosa pi triste proprio questa: che in un ospedale sparisce la tua identit, il tuo stato civile, la tua personalit: sei un numero, quasi un oggetto e per lo pi antipatico perch i tuoi diritti si reggono sui doveri degli altri. Per fortuna non tutti quelli che lavorano in ospedale sono cos. Il rimedio sarebbe quello di pretendere da tutto il personale un certo livello culturale, una preparazione professionale pi ampia, una pi dura selezione.
E per c’ pure da dire che, per mancanza di operatori, molti sonomassacrati da turni terrificanti. Che il governo investi pi danaro nelle strutture sanitarie e in modo equo e sia garantita una pi attenta sorveglianza sulla gestione del denaro ( spesso alcuni macchinari vengono acquistati e mai adoperati, oppure si rompono e non vengono pi aggiustati )e sulla disciplina generale della struttura sanitaria. Un inferno, specia al sud, la terra dei pi poveri, fatta eccezione per poche strutture.

 wolf - 16/06/2010 23:00:00 [ leggi altri commenti di wolf » ]

Cara Maria, ci riescono sempre a farci fare la guerra...la guerra dei poveri!

 giuliano - 14/06/2010 11:04:00 [ leggi altri commenti di giuliano » ]

Maria non te la prendere perch coi soldi tolti alla sanit abbiamo costruito dei bellissimi padiglioni alla Maddalena per NON fare il g8, abbiamo speso 10.000 euro solo per i posacenere da mettere in luoghi dove vietato fumare. Cos quando ti riprendi dalle file al CUP puoi seguire la Vuitton Cup di vela, solo per pochi miliardari ma pagati coi soldi di noi "poracci"

 Loredana Savelli - 13/06/2010 19:05:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Davvero non ci resta che piangere... oppure parlare, anzi urlare in mezzo alle piazze. Siamo pronti, Maria?

 Lorena Turri - 13/06/2010 16:17:00 [ leggi altri commenti di Lorena Turri » ]

Mia nonna doveva aver frequentato la stessa scuola dell’ "attempato gentleman", perch ogni volta che qualcuno le diceva "Salute!" dopo un suo starnuto, rispondeva, soffiandosi il naso: "Che se ne va!".

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