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Quel presepe perduto

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Quel presepe diruto

in quella vecchia casa ormai in rovina

ad una età passata m'avvicina

che ancor traguardo muto.

 

M'ha dato quel c'ho avuto

quel tempo, che fuori di me cammina:

qualche pastore, due mucche, una gallina

e l'angelo ho perduto.

 

Rimane dentro me solo il ricordo,

felicità effimere passate,

una preghiera ed un lontano accordo

 

d'una zampogna con note stonate

un organetto e il suo suonare sordo,

una capanna e case diroccate.

 

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 10.11.2016 – 19,12)

 

 

  • Sonetto (con quartine composte da settenari ed endecasillabi)

  • La foto: Zampognari ciociari

 cristina bizzarri - 07/01/2018 18:56:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Mi ricorda il Pascoli malinconico e simbolista questa tua dolce e bella poesia.

 Arcangelo Galante - 07/01/2018 18:20:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Adoro i presepi, soprattutto quelli siciliani, napoletani, e quelli viventi!
La scenografia immaginaria emergente dalla lettura, per come è stata descritta nell’incipit, la trovo veramente interessante, giacchè ha come scopo il rappresentare quel "tempo perduto" in cui poter inserire personaggi rappresentativi di un luogo, che nessuno potrà mai veramente dipingere, pur adoperando le migliori parole.
La solarità dei ricordi impressi nella mente dell’autore, ne è la prova lampante.
Sinceri complimenti!


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