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L���uomo forte

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Il dipinto Ercole e l'Idra e di Antonio del Pollaiolo

Al mio amico Bettozzi* che gli frega
se arriva uno con martello e sega?

Se poi da colpi in testa o suoi coglioni
lui a Ostia è steso sotto gli ombrelloni.

Tanto lo so che lui vuol l'uomo forte
vuole urlare d'accapo: “O Roma o morte”.

Ma anche lui ormai non ha vent'anni
e come me sarà pieno d'affanni.

A marciare non ci potrà più andare
e gli manca anche il fiato per urlare

e chi verrà, se vuole comandare,
coi soldi i conti dovrà poi sempre fare

perché non basta solo il manganello
senza lire manco più canta l'uccello.

E quello che tanti hanno tra i calzoni
da un pezzo sta dicendo le orazioni

e sperano sol che, volendo dio,
gli canti ancor per qualche rondinio

ma anche su questo è poca la speranza
perché ormai si gonfia sol la panza

che riempiamo di riso o maccheroni
perché dormienti sono ormai gli ormoni.

Per cui stammi a sentir, ormai di “Armando”
abbiamo il nome, il resto è “disarmando”.

 

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 12.2.2017 - 12,18)

 

- * Armando Bettozzi di Roma, arguto ed ironico poeta invernacolo romano, lui di destra, io di sinistra, ma legati da una bella amicizia e qualche battuta tyanto per sdrammatizzare.

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