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La mia dolce puttana

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La mia dolce puttana l'ho sognata

stanotte

nel letto sguaiatamente abbandonata.

Il corpo accarezzava

le mammelle

i capezzoli da sola si succhiava

le gambe aperte

la vulva si toccava:

“Gioia mia, ti amo”, sussurrava.

 

Con se mi trascinava nel suo gioco

fatto di atti erotici e sensuali,

e risvegliava in me gli ormoni spenti,

quanto sognai nel tempo quei momenti!

 
E già mi conosceva,

lo sapeva,

non ero oggetto sol da utilizzare

con me voleva lei partecipare

condividere tutto il suo piacere,

vivere quei momenti,

svegliar le trasgressioni in me vive e silenti.

 

Gli occhi mi riempivo di quel gioco

la ricordavo su quel lenzuolo rosso

con la finestra aperta a trasgredire

vivere allor voleva e ognor gioire.

Prima lei mi infiammò, poi spense il fuoco.

 

E nel mio sogno l'ho rivista ardente

come lo fu nel nostro primo incontro

la vidi nella chat ancor piangente

quando quel fuoco anche in lei si spense.

 

Era donna d'amar per una volta,

a me diede l'amor per tanto tempo

ma del mio corpo poi ne fece scempio.

Diceva d'esser libera e infedele

con me si guadagnò solo l'affetto

altro non prese e neppure chiese

forse dopo capì quanto fu stolta.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 12.10.2018 – 18,35)

 

 

 Salvatore Armando Santoro - 13/10/2018 20:24:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A Klara Rubino - Cara Klara, tu sai quanto ti voglio bene e ti rispetti, ma io non posso condividere i vostri giudizi perché né te e neppure Franca conoscete a fondo il mio vissuto, che ho passato anche sulle barricate per difendere la donna e le sue scelte e spesso non sono stato capito neppure dalle stesse donne. E mi riferisco a momenti in cui il ’68 era già esploso e molte donne all’interno del sindacato erano assenti e poco convinte di salire anche loro sulle barricate.
In quegli anni scrissi una poesia davvero forte per quei tempi "25 Aprile" (ma il titolo non lo ricordo e non ricordo neppure la data precisa e trovarla sarà difficile per le tante poesie che ho scritte, ma ci proverò). Forse allora capirai un po’ di più.
Ma è chiaro che gli stereotipi sono lenti a morire e spesso sono un marchio che restano sulla pelle dell’uomo (ma anche della donna). Con questo ribadisco i concetti espressi a Franca sull’uso di vocaboli forti, non sostituibili da sinonimi altrimenti darebbero meno forza all’invettiva poetica. E poi non conoscendo i personaggi (mentre io li conosco molto bene) il termine potrebbe anche essere appropriato perché ho potuto constatare la leggerezza di tanti comportamenti che della lealtà non conoscevano neppure il significato.
Ti ringrazio ed ho accettato il tuo commento ed ho apprezzato anche la franchezza con il quale l’hai espresso. Non mi offenderò mai quando mi saranno sollevate osservazioni ai miei pensieri perché è anche giusto che le persone restino libere e non si facciano omologare dai comportamenti o dai modi di pensare altrui.

 Klara Rubino - 13/10/2018 11:58:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Sono d’accordo con Franca sull’attenzione che gli uomini dovrebbero porre SEMPRE nel riferirsi alla donna, visto il necessario impegno morale richiesto in questo periodo storico, dove, la società tutta, sta cercando di evolvere verso la guarigione del grande male che è la violenza sulle donne, i cui sintomi iniziali si manifestano anche con parole dispregiative della femminilità.
Cercavo una poesia che mi è rimasta dentro, la quale tratta proprio di questo( non ricordo esattamente l’autore ed il titolo purtroppo) ...ho trovato questa, non è la stessa, ma è interessante; è di Gil

s’intitola
Aggettivi

Passavo da un letto ad un altro,
perché non sopportavo i vuoti di fame,
volevo continuamente dei segni, ma segni
che incidessero profondamente la carne. 

Il vizio della mignotta, dicevano, 
ma nessuno seppe mai dei gemiti e lo strazio 
di un’anima impreparata a vivere.

Questo tu credo Comunque dalla tua stessa poesia lo sappia, visto che la chiami Sì puttana, ma la tua dolce puttana.
c’è molto dentro di te, scegli il meglio che c’è; non per la poesia, ma come dice Franca, per te e quindi per gli altri.
Il discorso è molto interessante, scusami se sono stata inopportuna nei tuoi confronti, che mi rendo conto, sei doppiamente coinvolto, come autore e come attore della narrazione.
Buona giornata.

 Franca Colozzo - 13/10/2018 09:23:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Salvatore, spero che tu non me ne voglia. Ho voluto semplicemente cercare di lenire la tua pena. Sull’impianto poetico della poesia non discuto, però come donna - lo ripeto - non mi va a genio questo modo tutto maschile di apostrofare il cosiddetto gentil sesso. Epiteti di questo calibro non vengono mai adoperati per il sesso forte, che fa leva sulla sua discutibile possanza fisica.
La terminologia certo non può essere suggerita ad un poeta, ma al di là dell’impianto poetico esiste il rispetto tra esseri umani: la soglia del rispetto che non di dovrebbe mai valicare tra uomo e donna e che si pone al di sopra di ogni possibile interpretazione.
Non avevo la più pallida idea di tracciare un giudizio morale, ma solo puntare l’indice sull’uso della terminologia, lassista nei confronti delle donne, permissivista nei confronti degli uomini. Tutto qua. E’ un discorso che comporterebbe ore di discussione. In ciò che dico c’è un residuo della mia fede femminista (nostalgia di un ’68 tradito) e la speranza che il mondo si incammini verso la strada della tolleranza tra le persone. Un caro saluto. Ti auguro un buon fine settimana.

 Salvatore Armando Santoro - 13/10/2018 00:28:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A Franca Colozzo - E poi che ne sai tu se lei mi ha donato affetto? Non puoi essere neppure certa se io gliel’abbia donato. Io invece sostengo che affetto non me ne ha dato, ma le sue erano pulsioni, ormoni che si agitavano inconsulti, euforia, una sorta di sballo dovuta a qualche rotella che girava male. Non credi che ci possa stare anche questo? Insomma se non si conoscono di persona i personaggi qualunque valutazione può dimostrarsi non azzeccata e sbagliata ed è meglio, perciò, valutare una poesia per il suo contenuto e la sua forma piuttosto che mettere in primo piano dei giudizi morali che magari ai personaggi della storia neppure interessano. Il giudizio morale mi starebbe bene se mi tu mi avessi detto che la poesia ha sfiorato la pronografia pura. Ma non mi sembra che il mio testo abbia sfiorato nulla di tutto ciò. E’ messo in risalto solo un discreto erotismo iniziale che però si smorza man mano che la lettura si sviluppa e si conclude. Comunque, grazie di tutto e buona notte.

 Salvatore Armando Santoro - 13/10/2018 00:13:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A Franca Colozzo - I termini non possono essere suggeriti ad un poeta perché fanno parte dell’impianto poetico di una lirica. Sulla parola puttana si è sviluppato già un altro dibattito su una pagina di un’amico che sbandierava la libertà di espressione poetica sostenendo che se il termine per qualcuno può essere offensivo per altri invece può essere considerato poetico e l’impiego di un sinonimo tanto per addolcire la forma sciuperebbe l’impianto poetico della poesia. Il poeta adopera le parole che a lui sembrano più congeniali con le proprie emozioni e non gli si può suggerire un termine diverso da quello che lui ha maturato in testa. E poi può darsi che quel termine si anche adeguato alla realtà. Che ne sanno i lettori leggendo un testo poetico della vita reale dei personaggi e delle storie che vengono illustrate in una poesia?
Quindi l’unico che può emettere giudizi personali è l’autore della lirica visto che la storia l’ha vissuta e non chi giudica la situazione dall’esterno che non conosce chi effettivamente siano i personaggi sulla scena. La poesia si giudica per l’impianto, per la sua struttra e per la sua poetica analizzando il testo ed anche per le emozioni che suscita, se le suscita, e, purtroppo, le lezioni morali non servono a chi ha vissuto e vive certe situazioni. Non pensi che alla mia età sia in grado di valutare il tutto magari avendo già fatto da diversi anni indietro le tue identiche considerazioni e valutazioni? Che ne sai te di quello che è maturato nel mio animo in tutti questi anni? Ero già rassegnato nel 2007 quando la storia cominciò. Quindi, ancora una volta ripeto che non si possono suggerire consigli a chi ha vissuto certe situazioni ed ha già pagato un prezzo in prima persona. Ed il prezzo l’ho pagato ancor prima di aver ritirato la merce.

 Franca Colozzo - 12/10/2018 23:42:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Salvatore ti esce facile la rima anche in certi frangenti, dove le memorie ripescano immagini e sensazioni, che fai fatica a dimenticare.
Comunque, la cosa che come donna non tollero è il modo di apostrofarla. Se lei è entrata nella tua vita, è perché eri predisposto a riceverla. Non lo faceva per mestiere (ed anche lì bisognerebbe interrogarsi sul ruolo degli uomini), da come la descrivi. Ha carpito il tuo affetto e poi è finita.Tu hai ricevuto il suo, quindi non ti rammaricare alla fine.
La differenza di età ha uno scotto e tu, all’inizio della storia, avresti dovuto saperlo. Rassegnati all’idea e vivrai meglio, credimi. Ti auguro la buona notte ed un sereno fine settimana.

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