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Binari morti (Ad Anna)

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Tra i sassi ormai anneriti dei binari
s'alza un frinire flebile di grilli
mentre la notte tace e in mar la luna
traccia una scia cangiante che m'incanta
e un usignuolo solo piange e canta.

Tra agave fioriti e fichi d'India
una finestra ancora ha il lume acceso
il treno più non passa come un tempo
s'avverte a tratti un refolo di vento
e un suono di campana mesto e lento.

Quel treno più non passa nella notte
non sento più quel fischio tutto il giorno
un fiore sboccia in mezzo alle rotaie
più non s'affaccia lei a quel finestrino
più non la vedo passare ogni mattino.

Dove sarà finito il vecchio treno
che assordava sfrecciando a tutte l'ore?
L'avranno demolito o convertito?
Forse è pieno di ruggine e sospira
i suoi capelli al vento più non spira.

Anima mia, dove sei finita?
Ti scrivo questi versi mentre penso
ai cuccioli che avrei voluto darti
e che impietosa mi negò la sorte.
Forse tu suoni ancora il pianoforte

e tra le note stai cercando mesta
un accordo, un metro che non torna,
ormai di me non resta alcun ricordo
ma quel suono la mente mi frastorna
pensando a quell'età che più non torna.

Salvatore Armando Santoro

(Donnas 27.4.2018 – 20,26)

 Salvatore Armando Santoro - 18/12/2018 02:05:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

Ringrazio le amiche Franca, Giulia e Klara per aver letto e commentato la mia poesia e mi riservo una risposta almeno di cortesia perché i commenti sono interessanti, soprattutto quello di Klara che ha approfondito al meglio le mie emozioni.
Essendo le mie poesie sempre reminiscenze di situazioni reali, sono anche sofferte e potrebbero far male a qualche familiare che le legge. Ma la vita va letta senza ipocrisie e quelli che possono sembrare raffronti sono invece analisi d’una vita vissuta con gli alti e bassi che essa ci riserva e che ad una certa età possono anche permetterti di esternare anche se alla fine i raffronti sono sempre approssimati ed impossibili visto che la vita di ogni essere umano si evolve spesso senza più possibilità di provare e verificare se certe emozioni che ancora vivono nell’animo poi sarebbero sempre le stesse dopo una vita vissuta insieme a quella persona che ti ha dato quelle emozioni giovanili ma che non hai più avuto occasione di rivedere o risentire.
Spero che anche a voi sia iniziata bene la settimana.

 Franca Colozzo - 17/12/2018 19:56:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Bella questa tua poesia che si chiude con una nota mesta nel ricordo non solo della donna amata ma anche della giovinezza passata.
Solo un fiore, nato tra i binari, sembra l’ultima fragile sembianza di ciò che un tempo amavi vedere attraverso il frastuono di un treno ormai soppresso: l’amata con i capelli al vento che si sporgeva dal finestrino.
Tutto sfuma nei ricordi, ma l’immagine vivida di Anna resta per sempre stampata nella tua mente. Un saluto affettuoso. Buona serata.

 Klara Rubino - 17/12/2018 10:03:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Mi piace molto la prima strofa : la trovo allegorica!
I sassi ormai anneriti dei binari potrebbero rappresentare le emozioni spente degli anni passati di una vita destinata a procedere o ad essere percorsa, una vita trascorsa;
Il finire flebile dei grilli che s ’ alza è come un friccichio, un sussulto emotivo, un rivivere ricordi con la stesa estiva serenità di un tempo.

"mentre la notte tace e in mar la luna
traccia una scia cangiante che m’incanta
e un usignolo solo piange e canta."

L’usignolo è l’autore, grande e classica la musicalità dei versi.
Usignolo abbracciato dal silenzio meditativo della notte, mentre un’immagine femminile perfetta nella sua lontananza segna una scia cangiante sul mutevole piano emotivo,( il mare) che l’autore ammaliato segue: questa ispirazione, fatta poesia!

 Giulia Bellucci - 17/12/2018 09:35:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Molto bella e musicale. Ricordi di Anna, una figura femminile che riemerge da un lontano passato, e che l’autore sembra ricordare non già per se stessa, ma per la tristezza del tempo che essa incarna, cioè la giovinezza irrimediabilmente andata. Un caro saluto.

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