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Una coperta

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Ero felice per quella coperta.
Un soldato dell'armata rossa mi aveva regalato la sua.
Oltre il filo spinato i miei occhi scintillavano di gioia,
lacrime miste a sangue coprivano il mio volto.
Sentivo lieve un tepore sulla pelle,
una pelle che non conosceva più carezze,
che copriva solo uno scheletro vagante nel nulla.

 

L'umanità si stava risvegliando in me.
Guardavo il soldato con una riconoscenza immensa:
lui mi ha regalato un sorriso,
un sorriso e qualche scatoletta.

 

Dio era tornato tra i poveri,
tra gli umiliati,
tra gli oppressi.
Si era ricordato finalmente di noi,
di noi che eravamo ormai solo un numero,
un'entità senza nome.

 

Tristemente la scritta
“Il lavoro rende liberi”
ondeggiava nel buio della sera.

 

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 3.12.2012 – 13,54)

 

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 Salvatore Armando Santoro - 05/03/2020 00:35:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A GIULIA BELLUCCI - Hai reso l’idea ed il tuo commento mi gratifica!

 Salvatore Armando Santoro - 03/03/2020 11:51:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

Anche se con ritardo devo ringraziare MARIA MUSIK per il suo delicato commento ad una lirica che riassume in se tutta la felicità di un essere umano per la fine delle sofferenze e dalla liberazione dalla barbarie.

 Salvatore Armando Santoro - 03/03/2020 10:55:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

Anche se con ritardo devo ringraziare MARIA MUSIK per il suo delicato commento ad una lirica che riassume in se tutta la felicità di un essere umano per la fine delle sofferenze e dalla liberazione dalla barbarie.

 Maria Musik - 27/01/2019 10:45:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Grazie Salvatore per questo racconto poetico dell’esperienza dell’empatia. Se non proviamo, ogni volta, a indossare i panni dell’altro, fossero luridi stracci o una coperta militare o i panni usati donati dall’armadio del povero, rimaniamo dalla parte degli sterminatori, confort zone che si paga con lo straniamento dalla porpia umanità.

 Giulia Bellucci - 23/01/2019 20:50:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Credo sia la forza espressiva del poeta a renderla così intensa. Tra tutte quelle lette sull’argomento, è una delle più belle!

 Salvatore Armando Santoro - 23/01/2019 19:20:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A KLARA RUBINO - No questa volta mi sono calato nei panni di un internato nei campi di concentramento tedeschi. Ma se tu hai fatto quelle osservazioni vuol dire che ci sono riuscito in pieno in questa operazione di metamorfosi. La poesia è stata declamata, insieme ad altre mie due poesie sulla Shoah, un paio di anni indietro nella biblioteca di Ischia ad iniziativa dell’Associazione DILA di Bruno Mancini che le ha scelto quale più significative ed adeguate alla manifestazione che avevano messo in piedi per commemorare l’Olocausto! o ero assente ma quella stessa sera ero a Patù al 1° Incontro dei Poeti Salentini che avevo organizzato in quel paese ed abbiamo letto anche alcune poesie sulla Shoah ed io ho letto proprio "Una coperta"!

 Klara Rubino - 22/01/2019 11:24:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

È anch’essa un’esperienza di vita reale e tua personale?. ..perché mi pare di sentirci la forza e lo spessore di un autentico vissuto!

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